Lampade votive recise
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Vita di città

Lampade votive: il Comune vuole l’elenco dei cittadini che hanno pagato

Intanto Sinistra Italiana e il consigliere comunale Dino Ciminiello critici sulla scelta delle lampade a batteria

Stilare una lista dei contribuenti che hanno pagato il servizio delle lampade votive senza averlo ottenuto è il primo passo di Palazzo Gentile per rivalersi sul vecchio gestore per il disservizio a causa del quale da mesi il cimitero di Bitonto è al buio. È stato infatti caricato sul sito istituzionale del Comune il modulo che i cittadini possono compilare, allegando la documentazione che attesta l'avvenuto pagamento delle somme ingiustamente versate.

Con un avviso, diffuso per le strade della città e sui social network, da Palazzo Gentile è arrivato l'invito ai «cittadini che abbiano pagato al precedente concessionario "Ditta individuale Cuoccio Giuseppe" per il servizio di illuminazione votiva cimiteriale compensi per l'anno 2018 a cui, a seguito della risoluzione del contratto, non sia corrisposta, anche pro quota, l'erogazione del servizio medesimo, a inviare una comunicazione relativa alle quote pagate. Per la comunicazione va utilizzato esclusivamente l'apposito modulo, scaricabile dal sito internet del Comune di Bitonto e ritirabile presso l'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) - Informagiovani a Palazzo di Città (Corso Vittorio Emanuele, 41 - 1° piano)».

«Saranno accettate – precisano dal Comune - solo comunicazioni con allegata la documentazione che attesta l'avvenuto pagamento. La comunicazione potrà essere inviata per posta elettronica all'indirizzo urp@comune.bitonto.ba.it o consegnata a mano recandosi di persona presso l'URP - Informagiovani a Palazzo di Città (lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13, giovedì dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 18)».

Nel frattempo le scelte adottate dall'amministrazione comunale per sopperire a questa mancanza non sono piaciute a molti.
Sinistra Italiana «l'Amministrazione comunale è in preda ad uno stato confusionale che non è certo se derivi da pressapochismo o da inaffidabilità e superficialità». Sotto accusa la decisione di far pagare ai cittadini le lampade a batteria suggerite proprio da Palazzo Gentile per sostituire, temporaneamente, quelle a corrente. «Era, dunque, questa la brillante idea? - si chiedono gli attivisti - in otto mesi, se l'intenzione dell'Amministrazione comunale era quella di non gestire direttamente il servizio di illuminazione votiva non si riusciva ad espletare una gara pubblica? È possibile che ogni volta ci siano gravi ritardi o gravi inadempienze da parte della pubblica amministrazione ci si debba trincerare dietro la parola "burocrazia"?».
Critiche anche sulla possibilità che il vecchio gestore ottenga un corposo risarcimento danni dal Comune a causa dell'interruzione anticipata del servizio: «Al danno di una interruzione di pubblico servizio in un momento sbagliato, la possibile beffa, che tutti, compreso noi di Sinistra Italiana, si augurano di non dover subire, ovvero quella di risarcire con le proprie tasche un gestore ritenuto inadempiente dall'amministrazione comunale a torto o a ragione».

Grandi perplessità anche da parte del consigliere comunale indipendente Dino Ciminiello. «Con la rescissione contrattuale fatta alla vecchia ditta - spiega Ciminiello - oggi il servizio non è garantito dal comune quindi non c'è nulla da regolamentare. Chiaramente ho chiesto spiegazioni al Segretario Generale Che ha ribadito la legittimità a mettere in discussione la natura di un regolamento che non ha motivo di esistere visto che non c'è nessun servizio offerto dal comune. Non ci sarà mai un atto sanzionatorio o di controllo da parte degli uffici quindi perché approvarlo?».
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