Abbaticchio in ginocchio davanti alla lapide
Abbaticchio in ginocchio davanti alla lapide
Vita di città

Bitonto in ginocchio per onorare il martire del terrorismo rosso

Ieri la cerimonia per ricordare Michele Tatulli

Nella grigia mattinata di sabato 8 gennaio, Bitonto ha ancora una volta reso omaggio a Michele Tatulli, uno dei suoi figli prediletti, morto in un agguato per mano delle Brigate Rosse a Milano, nel 1980.

Davanti alla lapide che lo ricorda, si è inginocchiato ieri mattina il sindaco Michele Abbaticchio, dopo la deposizione di una corona di fiori alla presenza dei familiari, dei dirigenti della Polizia di Stato e della Polizia Locale di Bitonto. Un gesto importante che serve a ribadire una volta di più la distanza siderale tra la comunità cittadina, che crede nella democrazia e in un'Italia libera, dalla furia omicida e dalla follia brigatista, che segnò uno dei periodi più bui della nostra Repubblica. La cerimonia, purtroppo, si è svolta in forma ristretta per via dell'emergenza sanitaria in corso.

«Michele Tatulli morì trucidato dalle Brigate Rosse, in un giorno qualunque trasformatosi, poi, in simbolo per tutti coloro che credono nello Stato e nel difendere i nostri valori - ha ricordato lo stesso Abbaticchio -. Davanti alla targa ricordo di quel freddo gennaio del 1980, ancora oggi, avvertiamo un brivido ed un senso di abbandono difronte alla violenza ed alla follia umana. Non dobbiamo dimenticare, non possiamo dimenticare», il suo monito.

Tatulli rimase vittima di un agguato dei terroristi comunisti con Antonio Cestari e Rocco Santoro, rispettivamente appuntato e vicebrigadiere.
L'azione omicida delle Brigate Rosse ebbe luogo mentre i tre poliziotti transitavano a bordo di un'auto sotto un ponte ferroviario, nel capoluogo meneghino. Una Fiat 128 tagliò loro la strada ed in quello stesso istante un intero commando, occultatosi nei pressi del cavalcaferrovia, uscì allo scoperto e i tre poliziotti furono ripetutamente colpiti a morte.
Agguato che fu subito rivendicato dai brigatisti della colonna milanese e che rappresentò un macabro benvenuto al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, posto al comando della divisione Pastrengo con compiti repressivi nei confronti del fenomeno terrorista.

Bitonto idealmente era tutta ai piedi di quella lapide ieri mattina e si è stretta attorno al dolore dei familiari, che ogni anno si rinnova in quella data.
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