Consiglio comunale di Bitonto
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Politica

Abbaticchio verso una maggioranza bulgara?

Scenari e prospettive di una coalizione che conta il 75% dei voti in consiglio

Sebbene fosse nell'aria da mesi ha fatto scalpore l'annuncio dell'ingresso in maggioranza dei due consiglieri in forza al Partito Democratico, Antonella Vaccaro e Gaetano Bonasia.
L'arrivo del partito di riferimento del centro sinistra, seppur numericamente non ai livelli del passato, non può non far rumore sia per le voci sempre più insistenti legate al prossimo congresso in programma il 17 febbraio - che vedono un ritorno all'ovile di molti simpatizzanti poi confluiti in Città democratica, da ieri, ufficialmente, sparita e tornata nel Partito Democratico - ma soprattutto per il numero di consiglieri su cui ora Michele Abbaticchio può contare in consiglio comunale: 18 su 24. I tre quarti dell'emiciclo sono per l'attuale amministrazione. Il restante 25% è all'opposizione. Ma sarà per tutti e fino alla fine della consigliatura così?

Tra questi 6 consiglieri l'unica assolutamente fedele alle sue posizioni è Carmela Rossiello, alla sua seconda consigliatura, che dallo scranno conquistato come candidata sindaco mantiene alte le istanze di quel che resta del centro destra bitontino.
La squadriglia più agguerrita contro il sindaco è sicuramente quella di Iniziativa Democratica: Emanuele Sannicandro, Michele Daucelli e Cosimo Bonasia. I tre hanno recentemente aderito alla sigla lasciata sguarnita dal "gruppo Labianca" e per le storie personali sono i consiglieri che più di tutti danno battaglia al primo cittadino da cui si sono allontanati solo in prossimità delle elezioni per formare un'alleanza elettorale con il PD, presto naufragata. Salvo clamorosi colpi di scena, legati soprattutto a eventi elettorali sovracomunali, le loro posizioni dovrebbero rimanere inalterate.

Il giovane, di militanza, Michelangelo Rucci è stato eletto tra le fila di "Governare il futuro". La lista civica, fa capo all'avvocato Vito Desantis, che, dopo l'infelice esperienza con Raffaele Valla, ha sposato le sorti politiche del Partito Democratico, da cui non si è mai separato negli anni recenti. In tanti ora aspettano di vedere le mosse dell'avvocato per capire se seguirà ancora le tracce del PD e se, quindi come loro, inizierà a sostenere Abbaticchio. Il silenzio, anche sui social, non aiuta a capire eventuali strategie future.
Franco Scauro rappresenta, ancora una volta, le istanze socialiste che a livello locale stanno vivendo un'importante fase di cambio generazionale con l'ex segretario Franco Matera che ha lasciato le leve del comando, dopo regolare congresso, al figlio Luca, già da anni impegnato politicamente e sempre mai troppo tenero con l'attuale amministrazione. La linearità di Franco Scauro lascia pensare che difficilmente si lascerà conquistare da eventuali sirene e rimarrà con Carmela Rossiello a presidiare gli scranni dell'opposizione.
In ultimo, Cataldo Ciminiello la cui presenza, appena tratteggiabile nelle sorti del consiglio comunale, lo ha visto passare prima per i grillini, quindi avvicinarsi a Italia in Comune (senza mai entrarvi ufficialmente) per poi far perdere le sue tracce nel Gruppo Misto di cui è unico rappresentante.

Una posizione decisamente di forza per il sindaco Abbaticchio, che da una parte si assicura una amministrazione serena e senza problemi di numeri, dall'altra può contare sulla frammentazione della sua maggioranza, frastagliata in ben 9 gruppi, nessuno dei quali con i numeri tali per metterlo realmente in apprensione. Lo stesso ingresso dei consiglieri piddini raffredda immediatamente la potenziale miccia di "Sud al centro" che, nonostante i continui proclami di sostegno, nei giorni scorsi ha tirato in ballo il sindaco per una querelle tra consiglieri comunali sui guai giudiziari della loro fondatrice.
All'orizzonte di questo percorso netto restano però gli impegni politici del primo cittadino e del suo ruolo in Italia in Comune: se dovrà impegnarsi in qualche battaglia elettorale uscendone vincitore, allora sarà costretto a scegliere tra Comune e ruolo elettivo. La gran parte dei gruppi politici scommette sulla seconda e già da mesi è al lavoro, a fari spenti, per preparare le amministrative.
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