Maggioranza assente al Consiglio comunale
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Politica

Deserto il Consiglio comunale sul bilancio: maggioranza in crisi profonda

Alla seduta, tra le più importanti e attese dell'anno, presenti solamente l'opposizione

È andata deserta la seduta del Consiglio comunale in programma ieri mattina, mercoledì 25 febbraio, che aveva tra i punti all'ordine del giorno l'approvazione del Documento Unico di Programmazione DUP 2026/2028 e del bilancio di previsione 2026/2028. Due atti fondamentali per poter pianificare gli obiettivi strategici dell'Amministrazione comunale e le risorse economiche a disposizione dell'ente per affrontare le spese future.

Nonostante la convocazione formale del presidente Domenico Pinto, la maggioranza a sostegno del sindaco Francesco Paolo Ricci non si è presentata in aula. «È un fatto grave. Gravissimo. Un testo che doveva essere approvato entro il 31 dicembre 2025 - commentano i consiglieri comunali di Fratelli d'Italia Domenico Damascelli, Francesco Toscano e Carmela Rossiello -. Il nostro Comune ha beneficiato di una proroga, concessa agli enti in ritardo. Due mesi in più per assumersi le proprie responsabilità. E, nonostante questo, il centrosinistra non è stato capace di approvare il bilancio di previsione».

L'assenza della maggioranza di centrosinistra a uno dei consigli comunali più importanti e attesi dell'anno è segno inequivocabile che i malumori interni siano sempre più espliciti. Nelle scorse settimane, infatti, sono state diverse le riunioni che la coalizione capeggiata dal primo cittadino ha effettuato per cercare di trovare una quadra e arrivare compatta alla seduta della massima assise comunale. È evidente, tuttavia, che i problemi non siano stati affatto risolti.

«Questo non è un incidente di percorso - commentano dal partito di Giorgia Meloni -. È il risultato di una crisi politica che dura da tempo. Non una crisi legata a una diversa idea di città, a un confronto su programmi o progetti. Ma una crisi tutta interna, fatta di spartizioni tra faide, di equilibri di potere, di chi deve contare di più e chi di meno. Dinamiche che nulla hanno a che fare con il bene comune».

I consiglieri di Fratelli d'Italia fanno riferimento - in maniera neanche troppo velata - alle voci che da giorni ormai circolano tra i corridoi di Palazzo Gentile riguardo una presunta richiesta di rimpasto della Giunta comunale che sarebbe stata depositata sulla scrivania del sindaco Ricci. Alcune forze della coalizione, infatti, chiederebbero una riformulazione delle deleghe in modo da garantire una maggiore stabilità alle diverse anime che popolano il centrosinistra locale.

«E mentre loro litigano, Bitonto resta ferma. Cantieri che procedono a rilento o sono bloccati, lavori che durano il quadruplo del tempo previsto. Problemi sociali che attendono risposte concrete. Un decoro urbano che non rende giustizia alla storia e alla dignità della nostra città. In quasi quattro anni di mandato, questa maggioranza non ha risolto i problemi strutturali di Bitonto. Al contrario, ne ha creati di nuovi, accumulando ritardi, incertezze e occasioni mancate. Oggi abbiamo assistito all'ennesima dimostrazione di una maggioranza allo sbando, più concentrata sugli equilibri interni che sul futuro della città», aggiungono Damascelli, Toscano e Rossiello.

A poche ore dalla nuova seduta del Consiglio comunale, in programma questo pomeriggio alle ore 16, la crisi interna al centrosinistra continua a far discutere e non fa altro che alimentare le rimostranze degli avversari politici. Secondo i bene informati, però, è molto probabile che anche il monotematico sui lavori in piazza Aldo Moro e via Repubblica italiana di oggi possa andare deserto a causa di una nuova assenza dei consiglieri di maggioranza.

«Noi continueremo a esserci: per senso di responsabilità, per dovere istituzionale e per rispetto verso i cittadini di Bitonto. E soprattutto perché riteniamo che le aspettative, le necessità e i problemi della nostra comunità meritino attenzione, serietà e presenza - rimbalzano, invece, dal centrodestra -. Amministrare significa servire la comunità, non servirsi della comunità. Significa assumersi la responsabilità delle scelte, presentarsi in aula, metterci la faccia, anche nei momenti difficili».
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