.jpg)
null
Trump attacca il Papa, mons. Savino: «Nessuna guerra può avere l'ultima parola»
Il commento del vicepresidente nazionale della Cei
Bitonto - mercoledì 15 aprile 2026
17.30
«Le parole rivolte al Papa non sono soltanto un attacco alla sua persona: sono il segno di un impoverimento del linguaggio pubblico e, più in profondità, di una crescente insofferenza verso ogni voce morale libera». Sono queste le parole che monsignor Francesco Savino, vicepresidente nazionale della Cei e vescovo della diocesi di Cassano allo Ionio in Calabria, ha utilizzato per commentare il recente attacco che papa Leone XIV ha subito dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
«Quando il successore di Pietro richiama il mondo alla pace, al dialogo e al primato della dignità umana - ha aggiunto il vescovo bitontino - non entra in una contesa politica: compie il suo dovere evangelico. Per questo considero grave e inquietante ogni tentativo di delegittimarlo o di intimidirlo».
«In tempi segnati dalla tentazione della forza, la parola del Papa resta disarmata ma necessaria, perché ricorda ai potenti che il limite non è un ostacolo, bensì la condizione stessa della civiltà», riferisce mons. Savino.
«La pace - ha affermato il vicepresidente della Cei - non è un cedimento, né il Vangelo può essere piegato alle ragioni della sopraffazione. Il Papa non deve 'regolarsi' davanti al potere: deve continuare, come sta facendo, a parlare con parresia, soprattutto quando la guerra rischia di diventare una consuetudine della storia. E forse è proprio questo che inquieta: che esista ancora una voce capace di dire, con libertà e senza calcolo, che nessun potere è assoluto e che nessuna guerra potrà mai avere l'ultima parola».
«Quando il successore di Pietro richiama il mondo alla pace, al dialogo e al primato della dignità umana - ha aggiunto il vescovo bitontino - non entra in una contesa politica: compie il suo dovere evangelico. Per questo considero grave e inquietante ogni tentativo di delegittimarlo o di intimidirlo».
«In tempi segnati dalla tentazione della forza, la parola del Papa resta disarmata ma necessaria, perché ricorda ai potenti che il limite non è un ostacolo, bensì la condizione stessa della civiltà», riferisce mons. Savino.
«La pace - ha affermato il vicepresidente della Cei - non è un cedimento, né il Vangelo può essere piegato alle ragioni della sopraffazione. Il Papa non deve 'regolarsi' davanti al potere: deve continuare, come sta facendo, a parlare con parresia, soprattutto quando la guerra rischia di diventare una consuetudine della storia. E forse è proprio questo che inquieta: che esista ancora una voce capace di dire, con libertà e senza calcolo, che nessun potere è assoluto e che nessuna guerra potrà mai avere l'ultima parola».
.jpg)

Ricevi aggiornamenti e contenuti da Bitonto 




.jpg)

