La dirigenza del Bitonto Calcio in conferenza stampa. <span>Foto Massimiliano Dilettuso</span>
La dirigenza del Bitonto Calcio in conferenza stampa. Foto Massimiliano Dilettuso
Calcio

L'U.S. Bitonto riparte tra sacrifici e speranze: «Ora tutta la città giochi la stessa partita»

Ieri, 10 luglio, la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione sportiva 2026/2027

Ripartire. Ancora una volta. È questa la parola che più di ogni altra ha accompagnato la presentazione della stagione 2026/2027 dell'U.S. Bitonto Calcio. Una ripartenza che arriva dopo settimane di incertezza e che consente al club neroverde di poter annunciare di essere pronto a formalizzare l'iscrizione al prossimo campionato di Eccellenza pugliese, nonostante le difficoltà che continuano a ruotare attorno allo stadio "Città degli Ulivi".

La conferenza stampa, ospitata ieri proprio nell'impianto di via Megra, ha rappresentato il punto di partenza di una nuova annata che - senza dubbio - sarà ancora complessa, ma che la società vuole affrontare con lo stesso spirito che le ha permesso di superare gli ultimi tre campionati.

Ad aprire l'incontro è stato il presidente Antonello Orlino, che ha ripercorso le settimane più delicate della storia recente del club. «Tutti sanno quello che è successo negli ultimi mesi, compresi i confronti anche molto duri con l'Amministrazione comunale. Come accaduto negli ultimi tre anni ci siamo ritrovati davanti a un bivio: fermarci oppure ripartire. Abbiamo perfino rimesso il titolo sportivo nelle mani del sindaco Ricci, ma nessuno ha manifestato la volontà di rilevarlo. A quel punto ci è stato chiesto un ulteriore sacrificio, accompagnato dalla garanzia che lo stadio sarebbe tornato utilizzabile, e abbiamo deciso di continuare».

Una scelta di responsabilità che, inevitabilmente, ha fatto accumulare ritardo nella programmazione. «Siamo in ritardo, ma ormai ci siamo abituati. Voglio però ringraziare mister Gino Zinfollino, il direttore sportivo Francesco Morgese e tutto lo staff tecnico della passata stagione: hanno compiuto un autentico miracolo sportivo, conquistando la salvezza senza mai farci soffrire davvero, nonostante condizioni di lavoro estremamente complicate».

Il numero uno neroverde ha poi ribadito che il "Città degli Ulivi" non è ancora completamente ultimato: «Mancano ancora due aspetti prima che l'impianto possa dirsi completato al cento per cento. Sappiamo che la pubblica amministrazione ha tempi ben precisi, ma negli ultimi mesi abbiamo visto che l'iter sia avvia finalmente alla conclusione. Dopo aver impiegato due anni per sanare i debiti ereditati dalla Serie D, oggi le nostre possibilità economiche ci consentono di disputare dignitosamente il campionato di Eccellenza. Per il momento non possiamo promettere altro, anche se l'auspicio è quello di poter tornare un giorno a categorie superiori».

Sulla stessa lunghezza d'onda il vicepresidente Giovanni Brindicci, che ha invitato l'intero ambiente a fare quadrato. «Crediamo che questa stagione sarà addirittura più difficile della precedente. Forse non tanto dal punto di vista logistico, quanto sotto l'aspetto della responsabilità. Chi indosserà questa maglia dovrà dimostrare di meritare uno stadio come il "Città degli Ulivi". Tornare qui è già un'emozione, ma il campionato sarà durissimo perché ci saranno tante società costruite per vincere. Ai tifosi dobbiamo dare certezze e posso assicurare che questa dirigenza, ormai da quattro anni, sta facendo autentici salti mortali per mantenere vivo il leone neroverde. Adesso abbiamo bisogno che tutta la città torni a essere unita: società, tifosi e territorio devono camminare nella stessa direzione».

Parole che trovano piena sintonia con quelle di Antonio Bellavista, pronto a collaborare nell'area tecnica insieme a Marco Pizzulli. «Quello che ci muove è soltanto l'amore per Bitonto e per questi colori. Le porte della società resteranno sempre aperte a chiunque voglia dare una mano concretamente. Non possiamo promettere campionati da protagonisti assoluti. Finché saremo noi quattro a sostenere questo progetto soltanto con cuore, passione e sacrificio, sarebbe poco realistico parlare di obiettivi diversi».

Determinato anche Domenico Lisi, che ha raccontato il lungo confronto avuto con Palazzo Gentile. «All'inizio c'erano molti dubbi sulla possibilità di andare avanti. Dopo diversi incontri, anche molto accesi, con l'amministrazione comunale siamo riusciti a ottenere le garanzie necessarie per poter utilizzare lo stadio. Adesso però serve il sostegno di tutta la città. Rivolgo un appello agli imprenditori affinché entrino a far parte di questo progetto. Da soli si può resistere, insieme si può costruire qualcosa di importante».

Il dirigente neroverde ha poi anticipato alcune iniziative rivolte ai tifosi. «Puntiamo molto sulla campagna abbonamenti e stiamo studiando promozioni dedicate ai primi cento sottoscrittori. Vogliamo riportare allo stadio le famiglie, le associazioni e le scuole calcio, perché il "Città degli Ulivi" deve tornare a essere un luogo di aggregazione prima ancora che un impianto sportivo».

Nel frattempo, iniziano a delinearsi anche le prime mosse in vista della nuova stagione. Per la panchina il nome in pole position è quello di Francesco Modesto, ormai a un passo dalla firma con il club del presidente Orlino. Sul fronte della rosa, invece, il Bitonto ripartirà dall'ossatura che ha conquistato la salvezza nella passata stagione: sono infatti già state confermate le permanenze di Cozzella, Delgado, Demichele e Cutrone.

La sensazione è che, ancora una volta, il campionato del Bitonto inizierà molto prima del fischio d'inizio. Prima del mercato, prima del ritiro e persino prima delle partite. In una città che negli ultimi anni ha dovuto convivere con uno stadio incompleto, trasferte "casalinghe", sacrifici economici e continui ostacoli, il semplice fatto di essere ancora ai nastri di partenza rappresenta già una piccola vittoria.

Adesso, però, la società chiede che quella battaglia non venga combattuta soltanto da dirigenti e calciatori. Perché il futuro del leone neroverde passa anche dalla capacità di una città intera di riconoscersi nuovamente attorno ai propri colori, trasformando il "Città degli Ulivi" da simbolo delle difficoltà vissute negli ultimi anni al punto di partenza di una nuova stagione di speranza.
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