Michele Abbaticchio
Michele Abbaticchio
Politica

Regionali: l'analisi del voto del sindaco di Bitonto

«Italia in Comune fuori per poche centinaia di voti, ma abbiamo consolidato la nostra posizione nel centrosinistra»

La delusione per un risultato che sembrava alla portata e sfuggito di poco e la consapevolezza dei margini di crescita di un partito tutto sommato ancora giovane. Sono queste le sensazioni tra gli esponenti di Italia in Comune, guidati sul territorio regionale dal vicepresidente nazionale, nonché sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio.

«Avremmo potuto scegliere candidati più scafati, meno giovani, portatori di voti e magari nemmeno bitontini come hanno preferito fare altri – ha detto il primo cittadino analizzando il voto – ma il partito non ha raggiunto il quorum di un soffio, a conti fatti, 1760 voti su scala regionale che per un partito che ha raccolto 65mila preferenze sono davvero nulla. Certamente un peccato perchè per poche centinaia di voti Bitonto non ha un suo gruppo politico di riferimento, che proprio in città ha la sua base operativa, in Regione. Purtroppo nessuno avrebbe potuto immaginare che con il periodo Covid l'affluenza sarebbe stata così alta, allontanando così il quorum. Abbiamo provato a eleggerci un gruppo consiliare "bitontino", non un candidato da mettere in una lista elettorale per sperare che ne superasse altri».

L'elettorato bitontino non sembra però essere stato molto interessato alla scelta del candidato del territorio, viste le migliaia di voti raccolti, per esempio, da Anita Mauorodinoia, Saverio Tammacco o lo stesso Loizzo, rimasto nonostante tutto al palo. «Io ero e sono interessato a un gruppo politico che ha a cuore il mio territorio – ribatte Abbaticchio - perché da esso dipende pesantemente, politicamente parlando. È chiaro che tre consiglieri (tanti sarebbero stati) di Italia in comune avrebbero ringraziato il gruppo per tutta la vita, perché la lista regionale intera è stata creata con la determinante collaborazione dei bitontini. Per 1760 voti su scala regionale così non è stato. Potrei dire anche io che quei voti potevano arrivare da Bitonto perché il progetto era per Bitonto. Ma non sono solito prendermela con il prossimo se non si arriva a un obiettivo. Chi ha votato Maurodinoia, Loizzo e Tammacco lo ha fatto pensando a accadimenti di cui può parlare solo lui».

«L'attuale amministrazione comunale ha rappresentato il 40% dei voti di lista – rileva il sindaco - tenendo presente solo le preferenze ai simboli rappresentati in consiglio. Il PD ha fatto la sua corsa con Sud al Centro in provincia di Bari, Italia in comune in solitaria in provincia. A Bitonto siamo secondo partito ed il gruppo ha dato una buona espressione di forza. In area metropolitana di Bari siamo quarti con 28mila preferenze. Siamo il secondo partito del centrosinistra e veniamo da soli due anni di lavoro. Direi che il lavoro è molto significativo, anche considerando che non parliamo di voti "liquidi" ( elettorato e rappresentanti non fidelizzati) ma di un gruppo radicato. Inutile dire che gli attuali leader del centrosinistra, indipendentemente dai consiglieri regionali eletti, non possono che tenere conto del peso elettorale di un gruppo unito che praticamente è il 4% dell'intero elettorato pugliese. L'obiettivo era rappresentare il civismo del centrosinistra, quello reale e non "cangiante" a seconda delle opportunità. Mi sembra inequivocabilmente raggiunto. Il PD resta un alleato che, come tutti i grandi partiti, ci guarda, a seconda dei territori, con gradimento o con sospetto ma vedo che la prima fattispecie aumenta sempre di più. Ovviamente rivendichiamo il rispetto della nostra autonomia. Abbiamo organismi elettivi interni e prendiamo decisioni, anche se a volte dolorose, in primis per me, con votazioni democratiche».
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