
Cultura, Eventi e Spettacolo
Pippo Mezzapesa al cinema: il regista bitontino firma il docufilm su Marracash
Il progetto, prodotto da Grøenlandia in collaborazione con Disney+, arriverà nelle sale cinematografiche il 25, 26 e 27 maggio
Bitonto - giovedì 23 aprile 2026
Nuovo importante traguardo per il regista bitontino Pippo Mezzapesa, che continua a consolidare il proprio percorso nel panorama cinematografico nazionale. Dopo aver raccontato negli anni storie intense e radicate nel territorio, Mezzapesa si prepara a tornare nelle sale con un progetto ambizioso e atteso.
Negli ultimi anni, il regista ha saputo distinguersi per uno stile narrativo autentico e riconoscibile, capace di intrecciare realtà e introspezione. Dai primi lavori legati al mondo dei cortometraggi fino ai successi più recenti con le miniserie tv "Avetrana - Qui non è Hollywood" sul caso Sarah Scazzi, con cui ha vinto un Nastro d'argento, e "Motorvalley", Mezzapesa ha costruito una carriera solida, diventando uno dei nomi più apprezzati della nuova regia italiana.
Ora l'attenzione è tutta per "King Marracash", il primo docufilm dedicato al celebre rapper Marracash, al secolo Fabio Rizzo. Il film arriverà nelle sale cinematografiche il 25, 26 e 27 maggio, proponendosi come un racconto intimo e potente del percorso artistico e umano del cantautore milanese.
Il progetto, prodotto da Grøenlandia in collaborazione con Disney+ e in associazione con Adler Entertainment, si sviluppa attraverso immagini, backstage e testimonianze di collaboratori e figure chiave della carriera di Marracash. Al centro del racconto c'è un anno decisivo, segnato da un traguardo storico per il rap italiano: il primo tour negli stadi, culminato il 25 giugno 2025 allo stadio San Siro, evento simbolo di una consacrazione artistica senza precedenti per il genere.
Un'esperienza intensa, vissuta in prima linea dal regista bitontino, che ha seguito l'artista passo dopo passo: «Abbiamo seguito per un anno Marracash. Abbiamo passato un anno accanto a Fabio - commenta Mezzapesa -. Questo è il racconto di quell'avvincente avventura che è la sua vita, la sua storia fatta di riscatto, talento, forza ma anche fragilità. Ed è il ritratto della complessa umanità di un grande artista. Sarà un viaggio che mi porterò dentro a lungo».
Un'opera che si preannuncia non solo come un ritratto musicale, ma come un viaggio umano profondo, capace di raccontare successi, cadute e rinascite. E ancora una volta, dietro la macchina da presa, c'è lo sguardo sensibile di un regista bitontino che continua a portare il nome della sua città nel grande cinema.
Negli ultimi anni, il regista ha saputo distinguersi per uno stile narrativo autentico e riconoscibile, capace di intrecciare realtà e introspezione. Dai primi lavori legati al mondo dei cortometraggi fino ai successi più recenti con le miniserie tv "Avetrana - Qui non è Hollywood" sul caso Sarah Scazzi, con cui ha vinto un Nastro d'argento, e "Motorvalley", Mezzapesa ha costruito una carriera solida, diventando uno dei nomi più apprezzati della nuova regia italiana.
Ora l'attenzione è tutta per "King Marracash", il primo docufilm dedicato al celebre rapper Marracash, al secolo Fabio Rizzo. Il film arriverà nelle sale cinematografiche il 25, 26 e 27 maggio, proponendosi come un racconto intimo e potente del percorso artistico e umano del cantautore milanese.
Il progetto, prodotto da Grøenlandia in collaborazione con Disney+ e in associazione con Adler Entertainment, si sviluppa attraverso immagini, backstage e testimonianze di collaboratori e figure chiave della carriera di Marracash. Al centro del racconto c'è un anno decisivo, segnato da un traguardo storico per il rap italiano: il primo tour negli stadi, culminato il 25 giugno 2025 allo stadio San Siro, evento simbolo di una consacrazione artistica senza precedenti per il genere.
Un'esperienza intensa, vissuta in prima linea dal regista bitontino, che ha seguito l'artista passo dopo passo: «Abbiamo seguito per un anno Marracash. Abbiamo passato un anno accanto a Fabio - commenta Mezzapesa -. Questo è il racconto di quell'avvincente avventura che è la sua vita, la sua storia fatta di riscatto, talento, forza ma anche fragilità. Ed è il ritratto della complessa umanità di un grande artista. Sarà un viaggio che mi porterò dentro a lungo».
Un'opera che si preannuncia non solo come un ritratto musicale, ma come un viaggio umano profondo, capace di raccontare successi, cadute e rinascite. E ancora una volta, dietro la macchina da presa, c'è lo sguardo sensibile di un regista bitontino che continua a portare il nome della sua città nel grande cinema.

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