I capigruppo della Federazione Pares
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Politica

Lotta alla criminalità: chiesta una Commissione speciale Antimafia

La proposta di Pares in consiglio comunale che prevede anche l'istituzione di un Osservatorio sulla legalità

Contro il proliferare dei fenomeni criminosi a Bitonto una Commissione Speciale Antimafia concentrata sui settori produttivi e sui canali "a rischio", studiati da un Osservatorio permamente sulla Legalità composto da istituzioni e cittadini. È la proposta che arriva dalla federazione Pares, costituita dai gruppi consiliari di Governare il Futuro, Iniziativa Democratica e Partito Socialista Italiano e presentata nella massima assise cittadina nel corso dell'ultima riunione a Palazzo Gentile.

«La nostra proposta di delibera – ha spiegato, in un video realizzato dalla pagina facebook di approfondimento giornalistico "Liberamente", il consigliere Michelangelo Rucci (Governare il Futuro) – sostiene l'idea, spinta da più parti, della creazione di una Consulta sulla Legalità. Lo scopo della commissione sarà quello di raccogliere il lavoro di ascolto del territorio da parte dell'Osservatorio sulla legalità, che sarà necessario istituire attivando le istituzioni e i semplici cittadini attraverso le associazioni, coordinati dalle Forze dell'Ordine, con il coinvolgimento dei due più importanti istituti formativi a disposizione dei più giovani: la scuola e la famiglia. Perchè è da qui che vogliamo partire, offrendo loro la certezza che le segnalazioni fatte all'Osservatorio saranno sempre prese in considerazione dalla Commissione Antimafia».


«Sulla scorta dell'esempio di due giudici che sono morti nella consacrazione del loro lavoro, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – ha aggiunto il capogruppo di Iniziativa Democratica, Michele Daucelli – riteniamo che per sconfiggere la criminalità sia necessario attaccare i beni di questi soggetti». Riconoscendo come Bitonto sia assegnataria di numerosi beni confiscati alla mafia, per Daucelli è però necessario «mettere a disposizione queste strutture di associazioni con scopi sociali. Che però devono essere sostenute nella fase di recupero dei beni, quasi sempre oggetto di atti vandalici da parte dei precedenti proprietari, innescando procedure virtuose con l'amministrazione, per poi costruire il futuro di queste strutture investendo sui giovani».

«La crisi economica di questi anni – ha rilevato Franco Scauro (PSI) - si è abbattuta in particolare sui piccoli redditi, spingendo le persone verso l'illusione della ludopatia e lo Stato non fa molto per contrastare questo fenomeno, nonostante sia una malattia vera e propria e necessiti di diagnosi e cure come tutte le malattie».
Scauro si è detto molto preoccupato della situazione «in particolare a Bitonto, dove, se si fa un giro dei locali destinati a centri scommesse, ricevitorie e strutture allestite con slot machine è possibile osservare un microcosmo di persone in attesa del numero fortunato che possa cambiare la loro vita, mentre lontano da quei luoghi intere famiglie si sgretolano. Soprattutto perchè, attorno a queste persone, è possibile anche notare strani personaggi che supportano le perdite notevoli di quanti sono in attesa del colpo di fortuna. Riteniamo che il gioco d'azzardo, anche quando legalizzato, faccia in ogni caso sponda alle attività criminali e alla loro necessità di reinvestire il denaro proveniente da attività illecite».

Adesso la palla passa all'amministrazione che dovrà valutare la proposta della federazione e decidere se e in quali termini sostenere l'idea.

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