
Cultura, Eventi e Spettacolo
Arte e violenza sulle donne: la regista Mariangela Barbanente a Bitonto
È stata ospite della rassegna "La favola cinematografica"
Bitonto - venerdì 15 maggio 2026
Ancora una volta Bitonto rende omaggio al maestro Marco Vacca con la terza edizione della rassegna "La favola cinematografica".
Tra gli ospiti, Mariangela Barbanente, regista del documentario "Proserpina e le altre", scelto per la proiezione serale nell'auditorium "E. e A. De Gennaro". Un'opera che offre una riflessione su come la violenza di genere sia stata narrata dalle opere d'arte nel corso dei secoli, partendo dalla figura di Proserpina, mito classico tra i più rappresentati nella storia.
«La violenza fa parte della vita. In questo documentario emerge come il racconto della violenza sul corpo delle donne abbia ragioni diverse» sottolinea Barbanente, dialogando con l'assessora ai servizi sociali del comune di Bitonto, Lizia Dagostino; il presidente della Fondazione De Palo-Ungaro, Nicola Pice; la direttrice della Galleria Nazionale della Puglia «G. e R. Devanna», Carla Scagliosi; la direttrice artistica del Cav "Io sono mia", Elisabetta Tonon; il giornalista Valentino Losito.
«Con questo documentario, ci siamo posti una domanda: come guardare queste opere con una consapevolezza diversa? Cosa deve fare un museo quando presenta queste opere? Non le può nascondere. Non si risolve nascondendo le opere d'arte solo perché hanno soggetti scomodi. Questo è un atteggiamento "woke" – termine anche un po' dispregiativo con cui si definisce un certo tipo di cultura americana che vuole cancellare ciò che non è politicamente corretto».
Per la regista, «l'unica strada è contestualizzare le opere e permettere allo spettatore di avere gli strumenti per interpretarle. Io non nasconderò mai il Ratto di Proserpina del Bernini, né chiederò mai che venga nascosto. Perché è bello. Perchè è frutto di una genialità artistica. In quel caso, la violenza sul corpo di Proserpina diventa anche un modo per mostrare la capacità, il virtuosismo artistico di Bernini. E ricordiamoci: Bernini è forse il primo che dà un'umanità a Proserpina, la fa piangere, la mostra che soffre. Fino a quel momento, Proserpina andava via con Ade senza quasi opporre resistenza, senza piangere».
La proiezione serale è stata il momento conclusivo dell'evento in memoria di Marco Vacca. In mattinata, sono stati gli alunni delle classi quinte delle scuole primarie di Bitonto i protagonisti, con matinée che hanno coinvolto 390 ragazzi nella proiezione della serie di cortometraggi animati intitolata "Favole nostre", dedicata ai miti e alle leggende della tradizione popolare di Taranto. Ne è seguito un incontro con gli autori Gian Marco De Francisco, Domenico Sicolo e Benedetto Gemma, referenti per Aps Studio iltratto.com e Grafite – Scuola di Fumetto.
La rassegna vuole promuovere la settima arte, come strumento di istruzione e costruzione sociale sin dall'infanzia, raccogliendo l'eredità culturale lasciata dal maestro Vacca, che fu sempre sostenitore della funzione culturale e collettiva del cinema.
Patrocinata dal comune di Bitonto, l'iniziativa rientra nel cartellone di eventi del Maggio Bitontino. È patrocinata, inoltre da Federazione Italiana Cineforum e Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani - Gruppo Puglia.
Per il terzo anno consecutivo, la rassegna è stata frutto di collaborazione tra Università della Terza Età 'Prof. Domenico Pastoressa', di cui Vacca fu presidente; associazione culturale Just Imagine; Centro Ricerche di Storia e Arte – Bitonto; Fondazione Museo De Palo Ungaro; associazione culturale Meo Romeo; istituto comprensivo Sylos – Scuola Don Milani, indirizzo musicale, cui si sono aggiunti in questa edizione il Cav 'Io sono mia' e la Libreria Hamelin.
L'iniziativa si è avvalsa, inoltre, del sostegno delle sponsorship sul territorio di Abbatantuono Arcangelo Costruzioni e Restauri, Ade Studio Progetti, Il.Fra, TD Consulting, Vincenzo Sicolo Arredamenti, Graficamente, Centro Studi John Cage Center.
Tra gli ospiti, Mariangela Barbanente, regista del documentario "Proserpina e le altre", scelto per la proiezione serale nell'auditorium "E. e A. De Gennaro". Un'opera che offre una riflessione su come la violenza di genere sia stata narrata dalle opere d'arte nel corso dei secoli, partendo dalla figura di Proserpina, mito classico tra i più rappresentati nella storia.
«La violenza fa parte della vita. In questo documentario emerge come il racconto della violenza sul corpo delle donne abbia ragioni diverse» sottolinea Barbanente, dialogando con l'assessora ai servizi sociali del comune di Bitonto, Lizia Dagostino; il presidente della Fondazione De Palo-Ungaro, Nicola Pice; la direttrice della Galleria Nazionale della Puglia «G. e R. Devanna», Carla Scagliosi; la direttrice artistica del Cav "Io sono mia", Elisabetta Tonon; il giornalista Valentino Losito.
«Con questo documentario, ci siamo posti una domanda: come guardare queste opere con una consapevolezza diversa? Cosa deve fare un museo quando presenta queste opere? Non le può nascondere. Non si risolve nascondendo le opere d'arte solo perché hanno soggetti scomodi. Questo è un atteggiamento "woke" – termine anche un po' dispregiativo con cui si definisce un certo tipo di cultura americana che vuole cancellare ciò che non è politicamente corretto».
Per la regista, «l'unica strada è contestualizzare le opere e permettere allo spettatore di avere gli strumenti per interpretarle. Io non nasconderò mai il Ratto di Proserpina del Bernini, né chiederò mai che venga nascosto. Perché è bello. Perchè è frutto di una genialità artistica. In quel caso, la violenza sul corpo di Proserpina diventa anche un modo per mostrare la capacità, il virtuosismo artistico di Bernini. E ricordiamoci: Bernini è forse il primo che dà un'umanità a Proserpina, la fa piangere, la mostra che soffre. Fino a quel momento, Proserpina andava via con Ade senza quasi opporre resistenza, senza piangere».
La proiezione serale è stata il momento conclusivo dell'evento in memoria di Marco Vacca. In mattinata, sono stati gli alunni delle classi quinte delle scuole primarie di Bitonto i protagonisti, con matinée che hanno coinvolto 390 ragazzi nella proiezione della serie di cortometraggi animati intitolata "Favole nostre", dedicata ai miti e alle leggende della tradizione popolare di Taranto. Ne è seguito un incontro con gli autori Gian Marco De Francisco, Domenico Sicolo e Benedetto Gemma, referenti per Aps Studio iltratto.com e Grafite – Scuola di Fumetto.
La rassegna vuole promuovere la settima arte, come strumento di istruzione e costruzione sociale sin dall'infanzia, raccogliendo l'eredità culturale lasciata dal maestro Vacca, che fu sempre sostenitore della funzione culturale e collettiva del cinema.
Patrocinata dal comune di Bitonto, l'iniziativa rientra nel cartellone di eventi del Maggio Bitontino. È patrocinata, inoltre da Federazione Italiana Cineforum e Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani - Gruppo Puglia.
Per il terzo anno consecutivo, la rassegna è stata frutto di collaborazione tra Università della Terza Età 'Prof. Domenico Pastoressa', di cui Vacca fu presidente; associazione culturale Just Imagine; Centro Ricerche di Storia e Arte – Bitonto; Fondazione Museo De Palo Ungaro; associazione culturale Meo Romeo; istituto comprensivo Sylos – Scuola Don Milani, indirizzo musicale, cui si sono aggiunti in questa edizione il Cav 'Io sono mia' e la Libreria Hamelin.
L'iniziativa si è avvalsa, inoltre, del sostegno delle sponsorship sul territorio di Abbatantuono Arcangelo Costruzioni e Restauri, Ade Studio Progetti, Il.Fra, TD Consulting, Vincenzo Sicolo Arredamenti, Graficamente, Centro Studi John Cage Center.


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