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Politica
Crisi maggioranza, Abbaticchio rompe il silenzio: «Lasciate mio nome fuori»
Le parole dell'ex primo cittadino: «Finora sono stato in silenzio, ma vedo che il silenzio non è sufficientemente eloquente»
Bitonto - lunedì 2 marzo 2026
Nel pieno della crisi politica che attraversa la maggioranza a sostegno del sindaco Francesco Paolo Ricci, interviene nel dibattito pubblico anche l'ex primo cittadino Michele Abbaticchio, deciso a chiarire pubblicamente la propria posizione dopo giorni di indiscrezioni e ricostruzioni che lo vorrebbero regista silenzioso delle tensioni interne.
«Finora sono stato in silenzio, ma vedo che il silenzio non è sufficientemente eloquente. Vorrà dire che cercherò di essere più chiaro», esordisce Abbaticchio, prendendo le distanze da qualsiasi coinvolgimento diretto nella gestione dell'attuale fase amministrativa.
L'ex sindaco precisa di non aver avuto alcun ruolo nelle dinamiche interne dell'amministrazione in carica. «Da quando ho concluso la mia esperienza sindacale – afferma – non ho ricevuto telefonate né svolto incontri sulla gestione amministrativa del Comune di Bitonto. Non mi è stato chiesto consiglio sulla scelta della Giunta o sulla sua tenuta, né ho preso parte a una verifica di metà mandato».
Abbaticchio riconosce di aver fornito, quando richiesto, contributi di natura tecnica legati alla sua professione di dirigente pubblico e di essersi reso disponibile a facilitare il dialogo con alcuni consiglieri eletti in liste civiche collegate alla sua precedente esperienza amministrativa. «Ma (questi consiglieri comunali, ndr) sono teste pensanti autonome – puntualizza – non inclini a subire direttive dall'alto o, nel mio caso, dal basso».
Una precisazione che mira a smentire l'idea di un'influenza esterna sugli attuali equilibri consiliari. «Scegliere di non ricorrere all'esperienza accumulata in dieci anni dal predecessore è assolutamente legittimo – aggiunge – e non è un obbligo in cambio del sostegno elettorale». L'ex sindaco, peraltro, rivendica la buona fede delle scelte compiute in passato: «Ho sempre sostenuto i programmi che ritenevo corretti per il bene comune. Non posso pentirmi dopo il risultato finale di aver sbagliato o meno, se quello che ho fatto l'ho fatto nella massima buona fede».
Con toni personali ma fermi, Abbaticchio respinge le ricostruzioni che lo inseriscono in presunte trattative o manovre politiche: «Se qualcuno mi ritiene talmente ingenuo da non credermi e addirittura infilarmi in gestioni che vedono protagoniste altre personalità, non so cosa fare. Non ritengo di essere stupido, solo uno che quando fa delle cose ci crede davvero».
L'appello conclusivo è alla correttezza istituzionale: «Lasciate il mio nome fuori da vicende che non mi vedono interprete. Ho troppo rispetto per le istituzioni per leggermi coinvolto in situazioni importanti senza rivestire ruoli comunali. Credo di meritare il rispetto della verità, come qualunque cittadino».
Non manca, infine, un augurio all'attuale amministrazione: «Consentitemi di augurare buon lavoro. Il buon esito dell'augurio si riflette sui risultati a favore della comunità». E ancora: «Il dialogo in politica è sempre necessario. Auspico che si concluda nel migliore dei modi, nel rispetto di tutti gli interpreti bitontini e per il bene di Bitonto, Mariotto e Palombaio».
Parole che non fanno altro che confermare il momento di forte instabilità politica che sta vivendo l'attuale maggioranza di centrosinistra e che contribuiscono a ridisegnare il perimetro della crisi, sgombrando – almeno stando alle intenzioni e alle parole dell'ex sindaco – il campo da ipotesi di regie esterne o interferenze indirette. La verità dei fatti, però, la si scoprirà con il tempo, magari proprio con le novità e gli sviluppi che - senza dubbio - ci saranno nei prossimi giorni.
«Finora sono stato in silenzio, ma vedo che il silenzio non è sufficientemente eloquente. Vorrà dire che cercherò di essere più chiaro», esordisce Abbaticchio, prendendo le distanze da qualsiasi coinvolgimento diretto nella gestione dell'attuale fase amministrativa.
L'ex sindaco precisa di non aver avuto alcun ruolo nelle dinamiche interne dell'amministrazione in carica. «Da quando ho concluso la mia esperienza sindacale – afferma – non ho ricevuto telefonate né svolto incontri sulla gestione amministrativa del Comune di Bitonto. Non mi è stato chiesto consiglio sulla scelta della Giunta o sulla sua tenuta, né ho preso parte a una verifica di metà mandato».
Abbaticchio riconosce di aver fornito, quando richiesto, contributi di natura tecnica legati alla sua professione di dirigente pubblico e di essersi reso disponibile a facilitare il dialogo con alcuni consiglieri eletti in liste civiche collegate alla sua precedente esperienza amministrativa. «Ma (questi consiglieri comunali, ndr) sono teste pensanti autonome – puntualizza – non inclini a subire direttive dall'alto o, nel mio caso, dal basso».
Una precisazione che mira a smentire l'idea di un'influenza esterna sugli attuali equilibri consiliari. «Scegliere di non ricorrere all'esperienza accumulata in dieci anni dal predecessore è assolutamente legittimo – aggiunge – e non è un obbligo in cambio del sostegno elettorale». L'ex sindaco, peraltro, rivendica la buona fede delle scelte compiute in passato: «Ho sempre sostenuto i programmi che ritenevo corretti per il bene comune. Non posso pentirmi dopo il risultato finale di aver sbagliato o meno, se quello che ho fatto l'ho fatto nella massima buona fede».
Con toni personali ma fermi, Abbaticchio respinge le ricostruzioni che lo inseriscono in presunte trattative o manovre politiche: «Se qualcuno mi ritiene talmente ingenuo da non credermi e addirittura infilarmi in gestioni che vedono protagoniste altre personalità, non so cosa fare. Non ritengo di essere stupido, solo uno che quando fa delle cose ci crede davvero».
L'appello conclusivo è alla correttezza istituzionale: «Lasciate il mio nome fuori da vicende che non mi vedono interprete. Ho troppo rispetto per le istituzioni per leggermi coinvolto in situazioni importanti senza rivestire ruoli comunali. Credo di meritare il rispetto della verità, come qualunque cittadino».
Non manca, infine, un augurio all'attuale amministrazione: «Consentitemi di augurare buon lavoro. Il buon esito dell'augurio si riflette sui risultati a favore della comunità». E ancora: «Il dialogo in politica è sempre necessario. Auspico che si concluda nel migliore dei modi, nel rispetto di tutti gli interpreti bitontini e per il bene di Bitonto, Mariotto e Palombaio».
Parole che non fanno altro che confermare il momento di forte instabilità politica che sta vivendo l'attuale maggioranza di centrosinistra e che contribuiscono a ridisegnare il perimetro della crisi, sgombrando – almeno stando alle intenzioni e alle parole dell'ex sindaco – il campo da ipotesi di regie esterne o interferenze indirette. La verità dei fatti, però, la si scoprirà con il tempo, magari proprio con le novità e gli sviluppi che - senza dubbio - ci saranno nei prossimi giorni.
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