
Pnrr, Coraggio Bitonto: «L'intervento del Ministero salva, ancora non del tutto, il portafoglio dei bitontini da fallimentare gestione Ricci»
Nuovo comunicato del gruppo che rimarca una cattiva gestione amministrativa nella prima fase
Accogliamo con soddisfazione la notizia della proroga per alcuni appalti finanziati dal Pnrr decisa dal Ministero degli Interni che salva, non ancora del tutto, il portafoglio dei bitontini dal rischio di pagare per il fallimento politico e amministrativo della gestione Ricci. È ciò che ci auguravamo fin dal primo momento, e lo diciamo senza riserve, perché tifiamo per la città.
Ma per amore di verità occorre informare la città che il provvedimento del Ministero salva per adesso 7,5 milioni di euro (il costo dei lavori accantonati dall'amministrazione per piazza Moro, via Repubblica e il Palaeventi). Restano sospesi 2.551.601,67 euro relativi al plesso di via Michelangelo, che al momento non sono oggetto di alcun provvedimento di proroga.
Proprio qui rileviamo una delle tante incongruenze del Sindaco a cui siamo abituati: mentre infatti annuncia 10 milioni liberati, i documenti ufficiali ne coprono sette e mezzo. Chiediamo che si chiarisca se quei 2,5 milioni siano al sicuro oppure no. Lo meritano tutti i cittadini e in particolare le famiglie e i bambini che aspettano quella scuola.
Il dato politico resta incontrovertibile: solo un intervento da Roma, che riguarda tutte le amministrazioni inadempienti d'Italia, ha messo la città parzialmente al riparo. Se i lavori fossero stati condotti con competenza e trasparenza, e conclusi nei tempi, quel rischio non sarebbe mai esistito.
Vale la pena ricostruire come siamo arrivati a questo pericolo.
Nei giorni scorsi un accantonamento da 10 milioni di euro era stato inserito in un provvedimento tecnico, senza alcuna comunicazione pubblica che spiegasse la portata ai cittadini.
Se oggi quella vicenda è venuta alla luce è anche perché qualcuno ha ritenuto che i cittadini avessero il diritto di conoscerla. Non rivendichiamo il merito.
Rivendichiamo l'utilità di aver posto la domanda e di aver informato la città.
Le domande sulla gestione fallimentare degli appalti pubblici, che dovevano essere conclusi da tempo, restano tutte e meritano risposte senza proroghe: cosa è accaduto? Ci sono stati errori progettuali? Perché i cantieri sono rimasti fermi per mesi? Chi ripaga i cittadini che per anni non hanno potuto usare i loro spazi pubblici? Di chi è la responsabilità per essere arrivati a correre questi rischi?
Qualcuno, prima o poi, dovrà risponderne.


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