
Vita di città
Bitonto ricorda l'agente Michele Tatulli a 46anni dalla strage di via Schievano
Il poliziotto bitontino perse la vita l'8 gennaio 1980 a causa di un agguato delle Brigate Rosse. Ieri la commemorazione a Palazzo di Città
Bitonto - venerdì 9 gennaio 2026
6.42
Bitonto continua a ricordare Michele Tatulli, il giovane agente della Polizia di Stato ucciso a Milano dalle Brigate Rosse l'8 gennaio 1980. Quarantasei anni dopo l'efferato omicidio di via Schievano, ieri si è svolta la cerimonia in memoria del poliziotto bitontino, ammazzato a soli 25 anni assieme al vicebrigadiere Rocco Santoro e all'appuntato Antonio Cestari. La mattina dell'8 gennaio 1980, Cestari, Santoro e Tatulli, insigniti della medaglia d'oro al merito civile "alla memoria" nel 2004, transitavano in auto sotto un ponte e furono bloccati da un automezzo: dagli occupanti del mezzo e da altri terroristi, nascosti nei pressi, partirono numerosi colpi di arma da fuoco che uccisero i tre poliziotti.
Alla cerimonia in ricordo di Michele Tatulli, organizzata nell'atrio del Palazzo di Città, hanno preso parte autorità cittadine, rappresentanti della Questura di Bari, del locale Commissariato di Polizia di Stato e della Polizia locale, esponenti dell'Associazione Nazionale Polizia di Stato e i familiari della vittima. Come di consueto, è stata deposta una corona di fiori ai piedi della lapide che - all'ingresso di Palazzo Gentile - rammenta la tragica strage di via Schievano.
Nonostante siano trascorsi più di quattro decenni dalla scomparsa dell'agente Tatulli, la città di Bitonto continua a valorizzare il suo benemerito concittadino evidenziando il suo coraggio e alto senso del dovere. Alla commemorazione di quest'anno, però, non hanno partecipato gli organi di stampa (locali e non), che non sono stati prontamente invitati e coinvolti come - invece - è accaduto in passato.
«Ricordiamo Michele Tatulli, un servitore dello Stato, un uomo che aveva scelto di indossare una divisa non per privilegio, ma per responsabilità. In anni segnati dalla violenza e dall'odio ideologico, ha pagato con la vita la sua fedeltà alle istituzioni democratiche e al dovere di proteggere i cittadini» - ha detto il sindaco Francesco Paolo Ricci - «Ricordarlo oggi non è solo un atto di memoria, ma un impegno morale: quello di non dimenticare, di difendere ogni giorno i valori della democrazia e di respingere con fermezza ogni forma di violenza e terrorismo».
Il primo cittadino di Bitonto si è, poi, rivolto alla sua famiglia e ai suoi colleghi della Polizia di Stato: «a loro va la vicinanza dell'intera comunità. Michele Tatulli vive nella memoria della Repubblica e nella coscienza di chi crede nella giustizia e nello Stato di diritto».
Alla cerimonia in ricordo di Michele Tatulli, organizzata nell'atrio del Palazzo di Città, hanno preso parte autorità cittadine, rappresentanti della Questura di Bari, del locale Commissariato di Polizia di Stato e della Polizia locale, esponenti dell'Associazione Nazionale Polizia di Stato e i familiari della vittima. Come di consueto, è stata deposta una corona di fiori ai piedi della lapide che - all'ingresso di Palazzo Gentile - rammenta la tragica strage di via Schievano.
Nonostante siano trascorsi più di quattro decenni dalla scomparsa dell'agente Tatulli, la città di Bitonto continua a valorizzare il suo benemerito concittadino evidenziando il suo coraggio e alto senso del dovere. Alla commemorazione di quest'anno, però, non hanno partecipato gli organi di stampa (locali e non), che non sono stati prontamente invitati e coinvolti come - invece - è accaduto in passato.
«Ricordiamo Michele Tatulli, un servitore dello Stato, un uomo che aveva scelto di indossare una divisa non per privilegio, ma per responsabilità. In anni segnati dalla violenza e dall'odio ideologico, ha pagato con la vita la sua fedeltà alle istituzioni democratiche e al dovere di proteggere i cittadini» - ha detto il sindaco Francesco Paolo Ricci - «Ricordarlo oggi non è solo un atto di memoria, ma un impegno morale: quello di non dimenticare, di difendere ogni giorno i valori della democrazia e di respingere con fermezza ogni forma di violenza e terrorismo».
Il primo cittadino di Bitonto si è, poi, rivolto alla sua famiglia e ai suoi colleghi della Polizia di Stato: «a loro va la vicinanza dell'intera comunità. Michele Tatulli vive nella memoria della Repubblica e nella coscienza di chi crede nella giustizia e nello Stato di diritto».







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