
Politica
Acquafredda si allontana dalla maggioranza: «Questa amministrazione ha fallito»
«La città non chiede di difendere poltrone. La città vuole risposte. Vuole fatti. Che mancano totalmente»
Bitonto - mercoledì 25 febbraio 2026
18.15
Nuova scossa per l'amministrazione guidata dal sindaco Francesco Paolo Ricci. Dopo il mancato svolgimento del Consiglio comunale odierno e la conseguente mancata approvazione del bilancio per assenza dei numeri in maggioranza, il consigliere Nicola Acquafredda (Strada in Comune) annuncia il suo allontanamento.
«Il Consiglio non si è tenuto. Il bilancio non è stato approvato. La maggioranza non aveva i numeri. Non è una notizia tecnica, è una fotografia politica», scrive Acquafredda, definendo l'episodio un passaggio che segna un punto di non ritorno.
Eletto tra le fila della maggioranza di centrosinistra, il consigliere spiega di aver inizialmente sostenuto il progetto amministrativo «con convinzione ed entusiasmo», ma di aver maturato nel tempo un profondo disagio.
«C'è un momento in cui il silenzio diventa complicità e io non sono disposto a essere complice», afferma. Al centro delle sue critiche non ci sono solo singoli provvedimenti, ma soprattutto il metodo. Acquafredda parla di «progressiva marginalizzazione del ruolo consiliare» e di un confronto interno sempre più svuotato di significato. «Un consigliere che viene informato a decisioni già prese non è un consigliere, è una firma. E io non sono disponibile a essere solo una mano alzata».
Secondo l'esponente del gruppo civico che fa riferimento all'ex sindaco Michele Abbaticchio, la maggioranza avrebbe perso la sua funzione di luogo di discussione e costruzione condivisa delle scelte, trasformandosi in un contenitore privo di reale dibattito. «Quando lo spazio della maggioranza si svuota – osserva – rimane solo il potere fine a sé stesso».
Tra gli esempi concreti citati, la vicenda del Polisportivo "Nicola Rossiello", intervento finanziato con risorse PNRR che, secondo Acquafredda, rischierebbe di non essere completato nei tempi previsti. «I lavori sono fermi e le risorse rischiano di essere perse. Ho chiesto atti, risposte e suggerito soluzioni, ma ho ricevuto silenzi e ostruzionismo. Si preferisce coprire i ritardi piuttosto che risolverli. Questo è inaccettabile», denuncia.
Respinge con decisione l'ipotesi di un tradimento politico: «Qualcuno potrà dire che prendere le distanze dalla maggioranza con cui si è stati eletti sia un tradimento. Voglio rispondere a questo con chiarezza: è esattamente il contrario. La città non chiede di difendere poltrone. La città vuole risposte. Vuole fatti. Che mancano totalmente».
Il giudizio complessivo sull'attuale assetto amministrativo è severo: «Non è una crisi di crescita, è un fallimento strutturale nella visione e nella gestione». Per questo, il consigliere propone di valutare «una gestione di carattere tecnico» che consenta all'ente di approvare gli atti necessari, portare a termine gli impegni e non disperdere risorse pubbliche.
Nonostante la rottura, Acquafredda lascia aperta una possibilità di confronto: «La porta al dialogo resta aperta, ma serve un cambiamento reale, non cosmetico. Non è possibile continuare come se niente fosse. I cittadini meritano di meglio. E io, finché avrò questo mandato, continuerò a dirmelo ogni volta prima di entrare in Consiglio».
L'uscita del consigliere complica ulteriormente gli equilibri in aula e apre un nuovo scenario politico, proprio nel momento più delicato per la tenuta della maggioranza e per l'approvazione degli atti fondamentali dell'ente.
«Il Consiglio non si è tenuto. Il bilancio non è stato approvato. La maggioranza non aveva i numeri. Non è una notizia tecnica, è una fotografia politica», scrive Acquafredda, definendo l'episodio un passaggio che segna un punto di non ritorno.
Eletto tra le fila della maggioranza di centrosinistra, il consigliere spiega di aver inizialmente sostenuto il progetto amministrativo «con convinzione ed entusiasmo», ma di aver maturato nel tempo un profondo disagio.
«C'è un momento in cui il silenzio diventa complicità e io non sono disposto a essere complice», afferma. Al centro delle sue critiche non ci sono solo singoli provvedimenti, ma soprattutto il metodo. Acquafredda parla di «progressiva marginalizzazione del ruolo consiliare» e di un confronto interno sempre più svuotato di significato. «Un consigliere che viene informato a decisioni già prese non è un consigliere, è una firma. E io non sono disponibile a essere solo una mano alzata».
Secondo l'esponente del gruppo civico che fa riferimento all'ex sindaco Michele Abbaticchio, la maggioranza avrebbe perso la sua funzione di luogo di discussione e costruzione condivisa delle scelte, trasformandosi in un contenitore privo di reale dibattito. «Quando lo spazio della maggioranza si svuota – osserva – rimane solo il potere fine a sé stesso».
Tra gli esempi concreti citati, la vicenda del Polisportivo "Nicola Rossiello", intervento finanziato con risorse PNRR che, secondo Acquafredda, rischierebbe di non essere completato nei tempi previsti. «I lavori sono fermi e le risorse rischiano di essere perse. Ho chiesto atti, risposte e suggerito soluzioni, ma ho ricevuto silenzi e ostruzionismo. Si preferisce coprire i ritardi piuttosto che risolverli. Questo è inaccettabile», denuncia.
Respinge con decisione l'ipotesi di un tradimento politico: «Qualcuno potrà dire che prendere le distanze dalla maggioranza con cui si è stati eletti sia un tradimento. Voglio rispondere a questo con chiarezza: è esattamente il contrario. La città non chiede di difendere poltrone. La città vuole risposte. Vuole fatti. Che mancano totalmente».
Il giudizio complessivo sull'attuale assetto amministrativo è severo: «Non è una crisi di crescita, è un fallimento strutturale nella visione e nella gestione». Per questo, il consigliere propone di valutare «una gestione di carattere tecnico» che consenta all'ente di approvare gli atti necessari, portare a termine gli impegni e non disperdere risorse pubbliche.
Nonostante la rottura, Acquafredda lascia aperta una possibilità di confronto: «La porta al dialogo resta aperta, ma serve un cambiamento reale, non cosmetico. Non è possibile continuare come se niente fosse. I cittadini meritano di meglio. E io, finché avrò questo mandato, continuerò a dirmelo ogni volta prima di entrare in Consiglio».
L'uscita del consigliere complica ulteriormente gli equilibri in aula e apre un nuovo scenario politico, proprio nel momento più delicato per la tenuta della maggioranza e per l'approvazione degli atti fondamentali dell'ente.


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