Gennaro Sicolo
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Sicolo: “La grande distribuzione non può far fallire l’olivicoltura italiana”

Il presidente CIA Puglia: "Il nostro EVO trascinato al ribasso da manovre opache e immissione sul mercato di olio tunisino"

Mentre l'olio italiano resta nelle cisterne, sugli scaffali della Grande Distribuzione impazzano promozioni e offerte volantino a prezzi impossibili. Olio extravergine di oliva di origine comunitaria venduto a meno di 4 euro al litro quando, a Jaen, in Andalusia, l'olio spagnolo non è mai stato venduto a meno di 4 euro/kg.

Olio extravergine di oliva italiano a meno di 7 euro al litro, quando solo da pochi giorni si segnalano prezzi di 6,7 euro/kg all'ingrosso sulla piazza di Bari. Nel frattempo è anche giunta la notizia della prima chiusura di una piccola industria olearia nazionale di Latina, strangolata da meccanismi ben noti, come le aste al ribasso, che mortificano il lavoro degli imprenditori onesti.

"Siamo seriamente preoccupati da questa tendenza che si sta affermando con sempre maggiore violenza – commenta Gennaro Sicolo, presidente di Italia Olivicola e vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani –. È evidente che certi prezzi a scaffale innescano fenomeni speculativi e anche possibilità di frodi. Sappiamo di offerte alla Grande Distribuzione di oli a 4,3 euro/litro. Chiediamo che il Ministero si attivi per una verifica di tutte queste operazioni commerciali prima che sia troppo tardi. A rischio è ormai l'intero tessuto olivicolo-oleario nazionale".

I registri di tracciabilità non sono più sufficienti, anche perché le frodi ormai avvengono fuori dai confini italiani. Da Spagna e Portogallo transita olio tunisino, magari entrato in Europa in TPA senza dazi, che poi diventa comunitario o italiano. Per non parlare di olio deodorato, procedura illegale che permette di trasformare un olio lampante, non commestibile, in un extravergine.

"Di fronte a sistemi di contraffazione e frodi sull'origine che diventano sempre più sofisticati, occorre che anche le autorità possano disporre di strumenti di indagine più sofisticati – afferma Sicolo – ma soprattutto occorre un'assunzione di responsabilità della Grande Distribuzione. Non basta un'alzata di spalle, dicendo che le carte sono a posto, accettando offerte completamente fuori mercato. Se compro una borsa griffata a pochi euro so di comprare un falso, possibile che i buyer della GDO non sappiano che comprando un olio per pochi euro stanno prendendo un olio falso?".

Italia Olivicola chiede alle istituzioni un cambio di passo nei controlli, altrimenti le promesse del Piano Olivicolo Nazionale resteranno solo sogni e ambizioni. Italia Olivicola chiede altresì l'apertura di un tavolo di concertazione urgente con la Grande Distribuzione per l'istituzione di meccanismi di controllo e verifica preventivi, di concerto con filiera e organi di vigilanza, a salvaguardia delle centinaia di migliaia di olivicoltori italiani ma anche dei consumatori.
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