Comunicazione istituzionale Polizia locale, SI: «Serve linguaggio più rispettoso e umano»

Il partito ha indirizzato le proprie osservazioni agli assessori Bonasia e Mangini

mercoledì 6 maggio 2026
A cura di Massimiliano Dilettuso
Si accende il dibattito, a Bitonto, sul tema della comunicazione istituzionale, dopo il post diffuso su Facebook dalla sezione locale di Sinistra Italiana, che punta il dito contro un recente messaggio pubblicato dalla pagina ufficiale della Polizia locale.

Il partito ha indirizzato le proprie osservazioni agli assessori Cosimo Bonasia, con delega alla Polizia Locale, e Rino Mangini, delegato alla Comunicazione istituzionale, sollevando dubbi sull'opportunità e sulle modalità con cui è stata diffusa una notizia riguardante un intervento di soccorso.

Al centro della polemica, dunque, la pubblicazione di un episodio relativo al ritrovamento di una persona in stato confusionale. Secondo Sinistra Italiana, «la comunicazione della Polizia Locale di Bitonto solleva una riflessione importante sul linguaggio istituzionale e sull'opportunità di diffondere certe notizie».

Pur riconoscendo il valore della trasparenza amministrativa, il partito sottolinea come «è comprensibile che un corpo di polizia informi la cittadinanza sulle attività di soccorso e di ordine pubblico», ma evidenzia anche che, in questo caso, «la notizia riguarda un intervento di natura sanitaria e sociale e non di rilievo per la sicurezza pubblica». Da qui la critica: «Pubblicarla su una pagina ufficiale può apparire poco opportuna, perché espone indirettamente una vicenda personale, senza reale valore informativo per la collettività».

Particolarmente contestato anche il linguaggio utilizzato nel comunicato, in cui si faceva riferimento a un «soggetto straniero». Un'espressione che Sinistra Italiana definisce «impersonale, fredda e potenzialmente stigmatizzante», capace di «creare una distanza tra "noi" e "l'altro"». Secondo il partito, «in un contesto come questo, l'origine della persona non ha alcuna rilevanza per la comprensione dei fatti» e la sua menzione «può apparire come una stigmatizzazione gratuita della diversità, alimentando pregiudizi».

Da qui l'invito a una maggiore attenzione nella comunicazione pubblica: «La notizia avrebbe potuto essere omessa o, quantomeno, scritta in un linguaggio più rispettoso e umano». Un passaggio che richiama direttamente la responsabilità delle istituzioni nel modo in cui si rivolgono ai cittadini.

«L'attenzione al modo in cui le istituzioni comunicano non è una questione di forma, ma di responsabilità pubblica», conclude la nota, sottolineando come «ogni parola scelta può contribuire a costruire inclusione o, al contrario, a rafforzare stereotipi».