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Cronaca
Xylella, espianto a Bitonto. Coldiretti: "Massima allerta nel culla dell'olivicoltura barese"
Le attività di controllo condotte dall'Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia
Bitonto - venerdì 23 gennaio 2026
Comunicato Stampa
Già in corso dalla giornata di giovedì 22 gennaio, l'espianto dell'ulivo risultato positivo a Xylella fastidiosa sottospecie pauca nel territorio di Bitonto (BA), individuato nell'ambito delle attività di controllo fitosanitario condotte dall'Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, con un intervento rapido per evitare che il batterio continui a propagarsi. A darne notizia è Coldiretti Puglia, rispetto all'ulivo infetto ritrovato a Bitonto, che si spera sia un episodio circoscritto in quella che è a tutti gli effetti la culla dell'olivicoltura barese, ricadente nell'area interessata che già rientra nella zona delimitata "Xylella fastidiosa sottospecie pauca – Modugno (BA)", dove sono già attive procedure di contenimento stringenti.
Al di là dei normali spostamenti dell'insetto vettore – sottolinea Coldiretti Puglia – resta ancora da chiarire quanto lontano possa arrivare la sputacchina sfruttando passaggi involontari su auto e mezzi pesanti, anche per chilometri. È la prova concreta che il rischio di diffusione è tutt'altro che teorico.
L'insetto nasce privo del batterio e si contagia esclusivamente nutrendosi su piante infette, mantenendo poi la Xylella per tutto il suo ciclo vitale. In assenza di una cura efficace contro la batteriosi, la prevenzione resta l'unica arma disponibile: lavorazioni meccaniche, interventi fitosanitari mirati, monitoraggi continui – non solo visivi – delle piante e dei vettori, campionamenti sistematici ed espianti immediati in caso di positività. Fondamentale anche l'utilizzo di strumenti innovativi per l'individuazione precoce dei nuovi focolai.
Rigore e continuità nelle azioni – conclude Coldiretti Puglia – sono l'unica vera garanzia per difendere le aree ancora indenni della Puglia e delle regioni confinanti. Su questo non sono ammesse scorciatoie né ripensamenti».
Ad oggi risultano compromessi quasi 21 milioni di alberi. Con l'arrivo della Xylella anche in provincia di Foggia, diventano decisivi ricerca costante per intercettare l'infezione nelle sue primissime fasi e procedere, come previsto dalla legge, alla rimozione delle piante colpite. Il controllo dei vettori e l'impiego di tecnologie avanzate di monitoraggio remoto restano strumenti indispensabili per rallentare l'avanzata del batterio killer e difendere il patrimonio olivicolo italiano.
Al di là dei normali spostamenti dell'insetto vettore – sottolinea Coldiretti Puglia – resta ancora da chiarire quanto lontano possa arrivare la sputacchina sfruttando passaggi involontari su auto e mezzi pesanti, anche per chilometri. È la prova concreta che il rischio di diffusione è tutt'altro che teorico.
L'insetto nasce privo del batterio e si contagia esclusivamente nutrendosi su piante infette, mantenendo poi la Xylella per tutto il suo ciclo vitale. In assenza di una cura efficace contro la batteriosi, la prevenzione resta l'unica arma disponibile: lavorazioni meccaniche, interventi fitosanitari mirati, monitoraggi continui – non solo visivi – delle piante e dei vettori, campionamenti sistematici ed espianti immediati in caso di positività. Fondamentale anche l'utilizzo di strumenti innovativi per l'individuazione precoce dei nuovi focolai.
Rigore e continuità nelle azioni – conclude Coldiretti Puglia – sono l'unica vera garanzia per difendere le aree ancora indenni della Puglia e delle regioni confinanti. Su questo non sono ammesse scorciatoie né ripensamenti».
Ad oggi risultano compromessi quasi 21 milioni di alberi. Con l'arrivo della Xylella anche in provincia di Foggia, diventano decisivi ricerca costante per intercettare l'infezione nelle sue primissime fasi e procedere, come previsto dalla legge, alla rimozione delle piante colpite. Il controllo dei vettori e l'impiego di tecnologie avanzate di monitoraggio remoto restano strumenti indispensabili per rallentare l'avanzata del batterio killer e difendere il patrimonio olivicolo italiano.
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