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Taglio dell'ambulanza per il trasporto secondario, Damascelli: «Altra picconata ai danni dei bitontini»

La Asl non retrocede. Montanaro: «Miglioriamo l'organizzazione del servizio»

«Un'altra picconata ai danni della sanità bitontina». Non usa giri di parole Domenico Damascelli, consigliere regionale di Forza Italia, commentando l'ennesimo depotenziamento per l'ex ospedale di Bitonto, con cui è stato cancellato, con un colpo di spugna, il servizio di trasporto secondario in ambulanza, utile in caso di necessità di trasferimento urgente in ospedale.
«Davvero un brutta sorpresa di Pasqua – ha detto il forzista - in barba a tutti gli annunci e ai ripetuti impegni di potenziamento dei servizi sanitari di prossimità del presidente Emiliano».
«A prescindere da regolamenti e protocolli sanitari – rincara Damascelli – è inaccettabile questa eliminazione improvvisa, stabilita dal coordinatore del servizio 118 dell'Asl Bari, Antonio Dibello, senz'alcuna preliminare condivisione con la comunità locale. Una decisione assurda, frutto di un Piano di riordino scellerato della Giunta regionale, che ignora le pesanti conseguenze sulla pelle dell'utenza del presidio sanitario bitontino. Un'utenza che, come dimostrano in modo inequivocabile i dati degli accessi (6500 nel 2017, 1666 nel primo trimestre di quest'anno), va ben oltre i confini cittadini».
«Nelle more della riorganizzazione del servizio dell'emergenza territoriale – ha provato a motivare Vito Montanaro, direttore generale della Asl di Bari - resta attivo il Servizio di Trasporto Secondario assicurato dagli autisti del Punto di Primo Intervento Territoriale (PPIT) di Bitonto. La cessazione entrerà in vigore nel momento in cui partirà nella intera ASL Bari la nuova organizzazione del SET 118, come da disposizioni nazionali e regionali. In quella data gli autisti del trasporto secondario di Bitonto andranno a rinforzare l'organico presso il Coordinamento Aziendale del SET 118».
Secondo il dirigente medico, insomma, l'assetto gestionale conclusivo avrebbe come obiettivo «il miglioramento dell'organizzazione complessiva del personale e dei servizi all'interno della ASL Bari anche dal punto di vista della sicurezza sanitaria». Ma per Damascelli «non è più sostenibile che la Regione continui a vessare i cittadini con dismissioni mascherate da riorganizzazioni, che stanno riducendo all'osso i servizi di prossimità anziché potenziarli. Chi risponderà degli inevitabili ritardi in caso di necessità urgente di trasferire un paziente in altre strutture?».
Montanaro si ripara invece dietro numeri e norme per giustificare la scelta: «Secondo quanto previsto dal DM 70/2015 e dalla Legge di Stabilità 2016 i Punti di Primo Intervento sono gestiti funzionalmente e organizzativamente dal Sistema 118 e dispongono di competenze adeguate a fronteggiare e a stabilizzare temporaneamente le emergenze che ad essi afferiscono. Qualora si verifichi la necessità di un trasporto secondario di utenti che si rivolgono al Punto di Primo Intervento Territoriale (PPIT), lo stesso è assicurato dal Servizio di Emergenza Territoriale 118 (SET 118) in tutto il territorio della ASL Bari. Nel Presidio Territoriale Assistenziale (PTA) di Bitonto è presente in contiguità alla sede del Punto di Primo Intervento Territoriale (PPIT) una postazione medicalizzata del 118, con ambulanza dotata di un medico, un infermiere professionale oltre ad un autista soccorritore, che assicura l'eventuale necessità di trasporto di pazienti ai pronto soccorso degli ospedali di riferimento. Analoga procedura è garantita alle emergenze che potrebbero derivare dall'attività di chirurgia ambulatoriale erogata in regime di day service presso il PTA, così come avviene negli altri Presidi Territoriali Assistenziali (PTA) dell'intera Azienda Sanitaria Locale di Bari».
Montanaro, in sostanza, si difende dicendo di applicare soltanto le norme in vigore.
La responsabilità di questo nuovo taglio ai servizi sanitari bitontini è quindi facile da individuare. «Il presidente/assessore alla Sanità Emiliano – conclude infatti Damascelli – riveda il provvedimento adottato dalla Asl per scongiurare che tale presidio venga spogliato di un servizio necessario, in casi di urgenza, per salvare vite umane».
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