
Cronaca
Sbloccato il tesoretto di Rizzi, dissequestrati beni per oltre 160mila euro
Il Tribunale del Riesame di Trani ha annullato integralmente il provvedimento di sequestro del 58enne bitontino
Bitonto - domenica 25 ottobre 2026
15.24
È durato poco più di un mese il sequestro preventivo di oltre 160mila euro che, lo scorso 4 settembre, aveva congelato i conti correnti e un immobile di proprietà dell'imprenditore 58enne Antonio Rizzi. Quel decreto, il 13 ottobre scorso, è stato infatti annullato dal Tribunale del Riesame di Trani (presidente Luca Buonvino).
L'uomo, imprenditore di Bitonto che opera come custode giudiziario ed è attivo nel settore del soccorso stradale, è finito agli arresti domiciliari il 4 marzo scorso nell'inchiesta "Giulietta bianca" che portò a smantellare una rete di furti e rapine con base proprio in città: a suo carico, tra le tante, anche l'accusa di riciclaggio di tabacchi lavorati esteri (che avrebbe messo in commercio nella propria attività, il bar Gotha Cafè di via Ricapito) provento di furti, rapine e di un violento assalto.
Tra gli scaffali del suo bar, infatti, furono individuati 126 pacchetti di sigarette la cui tracciabilità, secondo l'accusa, portava ad altre tabaccherie della zona. Di qui il decreto di sequestro dell'ingente profitto economico dei reati predatori cui facevano riferimento le sigarette sequestrate. Una ricostruzione economico-giuridica che è stata però scardinata dai legali dell'imprenditore. Gli avvocati Massimo Roberto Chiusolo e Pino Giulitto hanno infatti impugnato il decreto, poi annullato.
Non solo: i due legali, all'udienza preliminare, hanno rifiutato qualsiasi rito speciale e, quindi, la sua posizione è stata stralciata e gli atti sono stati trasmessi, per competenza territoriale, al Tribunale di Bari. Per il 58enne è stata disposta la scarcerazione: l'uomo ha così riacquistato la libertà e la disponibilità dei suoi beni.
L'uomo, imprenditore di Bitonto che opera come custode giudiziario ed è attivo nel settore del soccorso stradale, è finito agli arresti domiciliari il 4 marzo scorso nell'inchiesta "Giulietta bianca" che portò a smantellare una rete di furti e rapine con base proprio in città: a suo carico, tra le tante, anche l'accusa di riciclaggio di tabacchi lavorati esteri (che avrebbe messo in commercio nella propria attività, il bar Gotha Cafè di via Ricapito) provento di furti, rapine e di un violento assalto.
Tra gli scaffali del suo bar, infatti, furono individuati 126 pacchetti di sigarette la cui tracciabilità, secondo l'accusa, portava ad altre tabaccherie della zona. Di qui il decreto di sequestro dell'ingente profitto economico dei reati predatori cui facevano riferimento le sigarette sequestrate. Una ricostruzione economico-giuridica che è stata però scardinata dai legali dell'imprenditore. Gli avvocati Massimo Roberto Chiusolo e Pino Giulitto hanno infatti impugnato il decreto, poi annullato.
Non solo: i due legali, all'udienza preliminare, hanno rifiutato qualsiasi rito speciale e, quindi, la sua posizione è stata stralciata e gli atti sono stati trasmessi, per competenza territoriale, al Tribunale di Bari. Per il 58enne è stata disposta la scarcerazione: l'uomo ha così riacquistato la libertà e la disponibilità dei suoi beni.


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