La Polizia di Stato
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Cronaca

Aggressione ai titolari di Lilò: Daspo per 7 minori. Centro storico off-limits

Per 6 mesi non potranno accedere agli esercizi pubblici e ai locali di pubblico trattenimento del borgo di Bitonto

Dopo l'aggressione, ecco la risposta dello Stato. Dopo quanto avvenuto la notte del 14 agosto ad opera di un gruppo di giovani all'interno della norcineria Lilò, a Bitonto, nei confronti del gestore e dei suoi familiari intervenuti a difenderlo, il questore di Bari ha adottato per gli autori una misura di divieto di accesso urbano.

Si tratta di un provvedimento amministrativo, il cosiddetto "Daspo urbano", che ha natura di tutela preventiva: a partire da oggi e per i prossimi sei mesi, dalle ore 12.00 alle ore 03.00 di ogni giorno, i sette minori destinatari del divieto d'accesso urbano non potranno accedere agli esercizi e ai locali di pubblico trattenimento del borgo antico di Bitonto, dopo quanto avvenuto alla norcineria Lilò. Fatto che ha minato la percezione di sicurezza e destano grande allarme sociale in città.

In particolare, secondo il provvedimento del questore di Bari, Giuseppe Bisogno, i sette minori - individuati dopo l'acquisizione delle videocamere di sorveglianza dell'area - non potranno avvicinarsi al perimetro compreso tra via Matteotti, via De Ildaris, via Magenta, via Solferino, via Castel Fidardo, via Galilei, via Alessandro Volta, piazza Marconi e piazza Moro, e non potranno stazionare nelle immediate vicinanze dei medesimi esercizi pubblici e dei locali di pubblico trattenimento.

Le misure adottate a Bitonto, secondo una nota stampa diffusa dalla Polizia di Stato, ​«mirano alla vivibilità - è scritto -, al decoro delle aree urbane, perseguendo l'eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale, nonché la prevenzione della criminalità, con particolare riguardo a quella di carattere predatorio».
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  • Daspo urbano Bitonto
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