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Mercosur, Cia pronta al confronto sui nodi irrisolti
Il vice Sicolo: “Occorre intervenire per maggiori garanzie a tutela di agricoltori e consumatori”
Bitonto - giovedì 22 gennaio 2026
"Finalmente c'è un Parlamento europeo che dimostra di aver ascoltato le nostre preoccupazioni e richieste sul Mercosur. La nostra manifestazione di ieri a Strasburgo è stata determinante e andrà avanti, nelle forme più opportune, affinché la sospensione della ratifica rappresenti, adesso, un tempo utile per far rispettare le nostre condizioni in questo, come in tutti i futuri negoziati commerciali". Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, rispetto all'ok dell'Eurocamera sull'invio dell'accordo direttamente alla Corte di giustizia Ue.
"Sebbene non ad ampia maggioranza, il voto odierno rinvia tutto alla verifica di compatibilità con i trattati Ue e, soprattutto - specifica Fini - fornisce uno spazio di pressione importante perché si garantiscano vera reciprocità, controlli ferrei e clausole di salvaguardia automatiche. Siamo pronti al confronto su questi nodi per noi dirimenti a tutela degli agricoltori e dei cittadini europei, in termini di competitività produttiva e di standard sanitaria e ambientale che devono essere i medesimi imposti ai produttori e agli allevatori europei".
Per il vicepresidente nazionale e presidente regionale, il bitontino, Gennaro Sicolo, "l'accordo con il Mercosur può rappresentare la fine dell'olivicoltura, della zootecnia, della cerealicoltura italiana e dell'ortofrutta e in particolare del Mezzogiorno, già colpito dalla concorrenza nordafricana. Il Mercosur è un'intesa che apre i mercati e premia le grandi industrie esportatrici. Ma danneggerà irreparabilmente il settore agricolo e il consumatore che troverà sugli scaffali dei supermercati prodotti scadenti. Con i prezzi cui siamo costretti e la concorrenza che subiamo non si può che rischiare di alimentare il fenomeno dell'abbandono delle campagne".
Ora - sotto i riflettori di Cia - l'intera fase di implementazione. Le proteste con migliaia di agricoltori, e questo ultimo atto del Parlamento Ue sono un messaggio chiaro sulla direzione da prendere: accordi commerciali internazionali solo a parità di regole e condizioni, per assicurare cibo sano, sicuro e trasparente ai nostri cittadini.
"Sebbene non ad ampia maggioranza, il voto odierno rinvia tutto alla verifica di compatibilità con i trattati Ue e, soprattutto - specifica Fini - fornisce uno spazio di pressione importante perché si garantiscano vera reciprocità, controlli ferrei e clausole di salvaguardia automatiche. Siamo pronti al confronto su questi nodi per noi dirimenti a tutela degli agricoltori e dei cittadini europei, in termini di competitività produttiva e di standard sanitaria e ambientale che devono essere i medesimi imposti ai produttori e agli allevatori europei".
Per il vicepresidente nazionale e presidente regionale, il bitontino, Gennaro Sicolo, "l'accordo con il Mercosur può rappresentare la fine dell'olivicoltura, della zootecnia, della cerealicoltura italiana e dell'ortofrutta e in particolare del Mezzogiorno, già colpito dalla concorrenza nordafricana. Il Mercosur è un'intesa che apre i mercati e premia le grandi industrie esportatrici. Ma danneggerà irreparabilmente il settore agricolo e il consumatore che troverà sugli scaffali dei supermercati prodotti scadenti. Con i prezzi cui siamo costretti e la concorrenza che subiamo non si può che rischiare di alimentare il fenomeno dell'abbandono delle campagne".
Ora - sotto i riflettori di Cia - l'intera fase di implementazione. Le proteste con migliaia di agricoltori, e questo ultimo atto del Parlamento Ue sono un messaggio chiaro sulla direzione da prendere: accordi commerciali internazionali solo a parità di regole e condizioni, per assicurare cibo sano, sicuro e trasparente ai nostri cittadini.


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