
Politica
Lavori piazza Moro, SI: «Disinformazione istituzionale. Assessore Brandi si dimetta»
L'attacco di Sinistra Italiana: «Non siamo di fronte a una semplice imprecisione, ma a un problema politico serio»
Bitonto - martedì 17 febbraio 2026
Come prevedibile, il cantiere di piazza Aldo Moro continua a far parlare di sé. Dopo le polemiche e le novità degli ultimi giorni, arriva la presa di posizione di Sinistra Italiana, che attacca duramente l'assessore all'Urbanistica Francesco Brandi e chiede le sue dimissioni.
Secondo la sezione locale del partito di centrosinistra, la vicenda «ha ormai superato il limite della confusione amministrativa per entrare nel terreno della disinformazione istituzionale». Nel mirino, in particolare, alcune dichiarazioni provenienti dal responsabile del settore urbanistica del Comune di Bitonto.
Nel loro intervento, infatti, i rappresentanti di Sinistra Italiana contestano le affermazioni secondo cui le scelte sulla riorganizzazione e rigenerazione della piazza troverebbero fondamento nel PUMS, nel PAES e nel PMC. «Il PUMS – spiegano – non è stato approvato in via definitiva, poiché manca la VAS, atto obbligatorio e sostanziale per la sua piena efficacia. Senza VAS, non si può parlare di piano vigente né utilizzarlo per giustificare scelte operative sulla viabilità cittadina».
Non solo. Il partito sottolinea anche come «il PAES risulti scaduto da tempo e non possa essere richiamato come strumento attuale senza un aggiornamento formale». Per Sinistra Italiana si tratterebbe di «un fatto grave: un settore tecnico strategico che presenta come pienamente efficaci strumenti pianificatori che, allo stato degli atti, non lo sono». Una situazione che, a loro dire, «genera disorientamento, mina la fiducia dei cittadini e altera la correttezza del dibattito pubblico».
Da qui, l'affondo politico nei confronti dell'assessore competente. «La responsabilità politica di quanto sta accadendo ricade su Francesco Brandi, che ha il dovere di vigilare sulla legittimità delle procedure e sulla correttezza delle comunicazioni istituzionali». E ancora: «Quando vengono richiamati piani non definitivamente approvati o scaduti per giustificare scelte urbanistiche, non siamo di fronte a una semplice imprecisione, ma a un problema politico serio».
La conclusione è netta: «Per queste ragioni riteniamo che l'assessore Brandi debba assumersi la responsabilità politica di quanto accaduto e rassegnare le proprie dimissioni. Bitonto merita un governo della pianificazione urbana fondato su atti validi, procedure complete e piena trasparenza».
Secondo la sezione locale del partito di centrosinistra, la vicenda «ha ormai superato il limite della confusione amministrativa per entrare nel terreno della disinformazione istituzionale». Nel mirino, in particolare, alcune dichiarazioni provenienti dal responsabile del settore urbanistica del Comune di Bitonto.
Nel loro intervento, infatti, i rappresentanti di Sinistra Italiana contestano le affermazioni secondo cui le scelte sulla riorganizzazione e rigenerazione della piazza troverebbero fondamento nel PUMS, nel PAES e nel PMC. «Il PUMS – spiegano – non è stato approvato in via definitiva, poiché manca la VAS, atto obbligatorio e sostanziale per la sua piena efficacia. Senza VAS, non si può parlare di piano vigente né utilizzarlo per giustificare scelte operative sulla viabilità cittadina».
Non solo. Il partito sottolinea anche come «il PAES risulti scaduto da tempo e non possa essere richiamato come strumento attuale senza un aggiornamento formale». Per Sinistra Italiana si tratterebbe di «un fatto grave: un settore tecnico strategico che presenta come pienamente efficaci strumenti pianificatori che, allo stato degli atti, non lo sono». Una situazione che, a loro dire, «genera disorientamento, mina la fiducia dei cittadini e altera la correttezza del dibattito pubblico».
Da qui, l'affondo politico nei confronti dell'assessore competente. «La responsabilità politica di quanto sta accadendo ricade su Francesco Brandi, che ha il dovere di vigilare sulla legittimità delle procedure e sulla correttezza delle comunicazioni istituzionali». E ancora: «Quando vengono richiamati piani non definitivamente approvati o scaduti per giustificare scelte urbanistiche, non siamo di fronte a una semplice imprecisione, ma a un problema politico serio».
La conclusione è netta: «Per queste ragioni riteniamo che l'assessore Brandi debba assumersi la responsabilità politica di quanto accaduto e rassegnare le proprie dimissioni. Bitonto merita un governo della pianificazione urbana fondato su atti validi, procedure complete e piena trasparenza».


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