
Politica
I consiglieri comunali Vaccaro e Bratta si autosospendono dal Partito Democratico
Vaccaro e Bratta: «L'autosospensione rappresenta un atto di responsabilità e di coerenza politica»
Bitonto - lunedì 26 gennaio 2026
17.00
I consiglieri comunali Antonella Vaccaro e Michelangelo Bratta si sono autosospesi dal Partito Democratico. La decisione, che già da qualche tempo aleggiava nei corridoi di Palazzo Gentile, è stata formalizzata e resa nota dai due interessati nelle scorse ore. «Pur continuando a riconoscersi pienamente nei valori fondanti del Partito Democratico, comunichiamo la decisione di autosospenderci - scrivono Vaccaro e Bratta -. Si tratta di una scelta estremamente difficile e sofferta, proprio perché compiuta da persone che nel Partito Democratico hanno una lunga storia di militanza».
«Un percorso politico costruito negli anni, fatto di impegno costante, partecipazione attiva alla vita del partito, responsabilità assunte e contributi offerti con convinzione e senso di appartenenza. È questa storia a rendere la decisione dolorosa, ma allo stesso tempo responsabile», aggiungono.
La scelta di Vaccaro e Bratta, storici tesserati del Pd ed esponenti della maggioranza a sostegno del sindaco Ricci, è «maturata nel corso di diversi mesi ed è la conseguenza di una distanza politica sempre più evidente rispetto alla linea assunta dal circolo del Partito Democratico di Bitonto, che in più occasioni non ha saputo rispettare le diverse sensibilità che dovrebbero caratterizzare un partito plurale. È mancata la capacità di costruire sintesi e condivisione su scelte rilevanti dell'attività amministrativa, nonostante il Partito Democratico ricopra un ruolo centrale nel governo della città, con propri rappresentanti in Giunta».
«A ciò si aggiunge un elemento emerso con particolare evidenza nell'ultima tornata elettorale: la partecipazione pubblica di esponenti e movimenti politici alleati del Partito Democratico nel governo cittadino di centrosinistra ad iniziative e manifestazioni a sostegno di rappresentanti della Destra - chiariscono -. Un comportamento che riteniamo politicamente inaccettabile, perché contribuisce a generare ulteriore confusione tra i cittadini, già sempre più disorientati e sempre meno fiduciosi nei confronti dei partiti e della politica in generale. Questa mancanza di chiarezza e coerenza appare ancora più grave alla luce delle sfide che ci attendono nel prossimo futuro, in un contesto nazionale ed europeo segnato dall'avanzata delle destre».
I due consiglieri comunali evidenziano «come in fasi come queste, la coerenza politica e la chiarezza delle alleanze non sono elementi secondari, ma condizioni indispensabili per costruire credibilità, partecipazione e fiducia. In questi anni abbiamo continuato a lavorare con spirito collaborativo, anche in modo critico quando necessario, proprio per senso di responsabilità verso il partito e verso la città, senza però vedere sempre riconosciuto o valorizzato questo contributo».
«Abbiamo tentato fino all'ultimo di evitare questa decisione, ricercando un confronto politico serio e costruttivo anche con gli organismi sovraordinati del partito, ma tali tentativi non hanno prodotto gli esiti auspicati - si legge nella nota -. L'autosospensione rappresenta, quindi, un atto di responsabilità e di coerenza politica, nella convinzione che solo attraverso una posizione chiara e trasparente sia possibile ristabilire un rapporto corretto e credibile con la comunità politica e con i cittadini».
Non mancano i ringraziamenti nei confronti del segretario di circolo, Nino Colasanto, per «il lavoro svolto e per l'impegno profuso con grande abnegazione nel tentativo di evitare che si arrivasse a questa decisione, nella consapevolezza della complessità del momento e delle difficoltà affrontate».
«Un percorso politico costruito negli anni, fatto di impegno costante, partecipazione attiva alla vita del partito, responsabilità assunte e contributi offerti con convinzione e senso di appartenenza. È questa storia a rendere la decisione dolorosa, ma allo stesso tempo responsabile», aggiungono.
La scelta di Vaccaro e Bratta, storici tesserati del Pd ed esponenti della maggioranza a sostegno del sindaco Ricci, è «maturata nel corso di diversi mesi ed è la conseguenza di una distanza politica sempre più evidente rispetto alla linea assunta dal circolo del Partito Democratico di Bitonto, che in più occasioni non ha saputo rispettare le diverse sensibilità che dovrebbero caratterizzare un partito plurale. È mancata la capacità di costruire sintesi e condivisione su scelte rilevanti dell'attività amministrativa, nonostante il Partito Democratico ricopra un ruolo centrale nel governo della città, con propri rappresentanti in Giunta».
«A ciò si aggiunge un elemento emerso con particolare evidenza nell'ultima tornata elettorale: la partecipazione pubblica di esponenti e movimenti politici alleati del Partito Democratico nel governo cittadino di centrosinistra ad iniziative e manifestazioni a sostegno di rappresentanti della Destra - chiariscono -. Un comportamento che riteniamo politicamente inaccettabile, perché contribuisce a generare ulteriore confusione tra i cittadini, già sempre più disorientati e sempre meno fiduciosi nei confronti dei partiti e della politica in generale. Questa mancanza di chiarezza e coerenza appare ancora più grave alla luce delle sfide che ci attendono nel prossimo futuro, in un contesto nazionale ed europeo segnato dall'avanzata delle destre».
I due consiglieri comunali evidenziano «come in fasi come queste, la coerenza politica e la chiarezza delle alleanze non sono elementi secondari, ma condizioni indispensabili per costruire credibilità, partecipazione e fiducia. In questi anni abbiamo continuato a lavorare con spirito collaborativo, anche in modo critico quando necessario, proprio per senso di responsabilità verso il partito e verso la città, senza però vedere sempre riconosciuto o valorizzato questo contributo».
«Abbiamo tentato fino all'ultimo di evitare questa decisione, ricercando un confronto politico serio e costruttivo anche con gli organismi sovraordinati del partito, ma tali tentativi non hanno prodotto gli esiti auspicati - si legge nella nota -. L'autosospensione rappresenta, quindi, un atto di responsabilità e di coerenza politica, nella convinzione che solo attraverso una posizione chiara e trasparente sia possibile ristabilire un rapporto corretto e credibile con la comunità politica e con i cittadini».
Non mancano i ringraziamenti nei confronti del segretario di circolo, Nino Colasanto, per «il lavoro svolto e per l'impegno profuso con grande abnegazione nel tentativo di evitare che si arrivasse a questa decisione, nella consapevolezza della complessità del momento e delle difficoltà affrontate».
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