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Emergenza Covid, Anpi Bitonto: «Sia ripristinato e salvaguardato il diritto alla salute»

«Inaccettabile la chiusura del reparto dell'ospedale San Paolo in cui si eseguono le interruzioni volontarie di gravidanza»

Nota della sezione di Bitonto dell'associazione nazionale partigiani d'Italia sul tema, delicatissimo e di stringente attualità del diritto alla salute e ai trattamenti sanitari.

«La Costituzione Italiana riconosce il diritto alla salute definendolo un diritto fondamentale dell'individuo. Le istituzioni, per garantirlo hanno il dovere di predisporre le strutture idonee e di realizzare ogni altra condizione necessaria per offrire l'assistenza sanitaria alla comunità. Così non è, purtroppo» hanno osservato dall'Anpi.

«Se da una parte vengono limitati o sospesi - e si può ragionevolmente accettare perchè nell'interesse di tutti, i diritti alla mobilità, alla socialità, al benessere psico-fisico, alle proprie libertà individuali - dall'altra è assolutamente inaccettabile e incostituzionale che vengano negati diritti fondamentali e ineludibili.
Ed è ciò che accade nella nostra regione, ma non solo, dove a seguito della conversione in atto di 90 posti letto alla cura del Covid-19, all'ospedale San Paolo di Bari è stata chiusa anche l'unità operativa semplice di pianificazione familiare dove si eseguono le interruzioni volontarie di gravidanza sia chirurgiche che farmacologiche, oltre a consulenze per gestazione e contraccezione, lasciando di fatto senza assistenza qualificata molte donne per le quali erano già stati programmati gli interventi, a vario titolo. La scelta, in autodeterminazione, di ricorrere all'interruzione della gravidanza è sempre difficile e dolorosa e il Servizio sanitario nazionale ha il dovere etico e morale di gestire, tutelare e assistere tali umane e difficili decisioni» hanno aggiunto.

«Quello d'interrompere la gravidanza è un diritto garantito dalla legge 194 del 1978 e ha tempistiche ben definite che non consentono riprogrammazioni. La legge 194/78 pone come spartiacque il 90esimo giorno di gestazione. Entro il terzo mese le motivazioni per interrompere la gravidanza possono essere non solo mediche ma anche economiche, sociali, familiari, o per previste malformazioni del concepito che potrebbero comportare un pericolo per la salute psicofisica della donna. L'interruzione può essere inoltre richiesta entro il sesto mese di gestazione, dopo l'accertamento di malformazioni fetali o per danni fisici o psicologici derivanti alla donna dal proseguimento della gravidanza» hanno rimarcato.

«Il sistema sanitario regionale, causa anche la mancanza di un efficiente e capillare sistema di assistenza territoriale, mostra gravi ritardi e inadeguatezze con conseguenti diritti all'assistenza sanitaria che vengono negati a vari soggetti in situazione di debolezza e criticità, come sono appunto le donne nei reparti Ivg ma anche i malati oncologici o chi deve essere sottoposto a interventi chirurgici. Questo nonostante la professionalità e lo spirito di sacrificio, a volte anche a costo della propria vita, del personale sanitario gravato di un impegno lavorativo e di responsabilità oltre ogni umana ragionevolezza».

L'Anpi di Bitonto, presieduta da Antonella De Napoli, ha quindi espresso «vicinanza e solidarietà a tutto il personale sanitario impegnato in prima linea in questa grave situazione pandemica» auspicando «che le istituzioni, a vari livelli di competenza, ripristino e salvaguardino il diritto alla salute e alle prestazioni sanitarie per tutti i cittadini pugliesi, ponendo particolare attenzione ai soggetti più esposti e non solo ai soggetti Covid» e invitando «tutte le Istituzioni locali, le forze politiche, e le realtà associative che prestano servizio alla persona, ad affiancare l'associazione e rendersi parte attiva per la tutela e garanzia dei diritti inviolabili delle persone».
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