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Politica
Damascelli, Rossiello e Toscano: «Il centrosinistra prende in giro il mondo della scuola»
Continua la querelle sul dimensionamento scolastico. Dal centrodestra: «Vergogna!»
Bitonto - giovedì 29 ottobre 2026
15.27 Comunicato Stampa
«Il dimensionamento scolastico a Bitonto si trasforma nell'ennesima figuraccia dell'Amministrazione comunale di centrosinistra. Dopo aver istituito una commissione per ascoltare il mondo della scuola e costruire una proposta organica, democratica e condivisa, il sindaco e la Giunta hanno approvato una deliberazione che non recepisce la proposta che aveva ottenuto il maggior consenso durante il confronto. E adesso, mentre il Comune accumula ritardi su ritardi e la programmazione procede, le organizzazioni sindacali della scuola pugliese chiedono alla una moratoria di un anno, rinviando ogni intervento all'anno scolastico 2028/2029, anche per il "mancato rispetto dei da parte di alcuni enti locali, tra cui il più clamoroso del Comune di Bitonto" come si dal comunicato unitario delle segreterie regionali pugliesi delle termini diffusi stampa sindacali, Regione regionale 28 ottobre 2026. Un richiamo pesantissimo, che dovrebbe far riflettere il sindaco, la Giunta e tutta la maggioranza di centrosinistra. Che vergogna! Che figura brutta continua a collezionare il Comune di Bitonto, persino su una materia delicata e fondamentale come la scuola, prima agenzia educativa del Paese dopo la famiglia. Un avvenimento che chiama direttamente in causa le responsabilità politiche dell'Amministrazione bitontina».
Lo dichiarano Domenico Damascelli, Carmela Rossiello e Francesco Toscano, consiglieri comunali di Fratelli d'Italia al Comune di Bitonto, intervenendo ancora una volta sulla vicenda della riorganizzazione della rete scolastica.
«A cosa è servito istituire una commissione, convocare dirigenti scolastici, docenti e rappresentanti dei genitori, chiedere loro di confrontarsi e formulare proposte, se poi la Giunta ha deciso di approvare una strada diversa da quella che ha raccolto il maggiore consenso? A cosa è servito chiedere la partecipazione delle comunità scolastiche, se la loro voce è stata ignorata proprio nel momento decisivo? Si è trattato solo di una partecipazione di facciata, utile a costruire una (finta!) immagine di apertura e ascolto, che, nei fatti, è stata smentita platealmente e senza ritegno. Chi ha partecipato lo ha fatto con serietà, mettendo a disposizione competenze, professionalità, tempo e senso di responsabilità, che meritano rispetto, anziché vedere vanificato il proprio lavoro da una decisione che non ha dato seguito all'indirizzo emerso dal confronto», proseguono i consiglieri.
«Abbiamo assistito a un percorso segnato da ritardi, contraddizioni e decisioni che non rispettano e, anzi, mortificano professionisti della scuola e famiglie. Il Comune avrebbe dovuto svolgere un ruolo di guida, favorendo una sintesi condivisa da portare al tavolo regionale. Invece, il suo pessimo modo di operare è finito sotto i riflettori della Città Metropolitana, dei sindacati e, adesso, della Regione Puglia. L'Amministrazione comunale di centrosinistra di Bitonto ha così certificato, ancora una volta, il suo brevetto non garantisce né il rispetto dei tempi né la coerenza con il percorso partecipativo. La scuola non può essere terreno di improvvisazione politica e non deve essere uno strumento di propaganda elettorale. In gioco ci sono il futuro degli istituti, la continuità didattica, il lavoro del personale scolastico, il diritto allo studio degli allievi e le esigenze delle famiglie», concludono Damascelli, Rossiello e Toscano.
Lo dichiarano Domenico Damascelli, Carmela Rossiello e Francesco Toscano, consiglieri comunali di Fratelli d'Italia al Comune di Bitonto, intervenendo ancora una volta sulla vicenda della riorganizzazione della rete scolastica.
«A cosa è servito istituire una commissione, convocare dirigenti scolastici, docenti e rappresentanti dei genitori, chiedere loro di confrontarsi e formulare proposte, se poi la Giunta ha deciso di approvare una strada diversa da quella che ha raccolto il maggiore consenso? A cosa è servito chiedere la partecipazione delle comunità scolastiche, se la loro voce è stata ignorata proprio nel momento decisivo? Si è trattato solo di una partecipazione di facciata, utile a costruire una (finta!) immagine di apertura e ascolto, che, nei fatti, è stata smentita platealmente e senza ritegno. Chi ha partecipato lo ha fatto con serietà, mettendo a disposizione competenze, professionalità, tempo e senso di responsabilità, che meritano rispetto, anziché vedere vanificato il proprio lavoro da una decisione che non ha dato seguito all'indirizzo emerso dal confronto», proseguono i consiglieri.
«Abbiamo assistito a un percorso segnato da ritardi, contraddizioni e decisioni che non rispettano e, anzi, mortificano professionisti della scuola e famiglie. Il Comune avrebbe dovuto svolgere un ruolo di guida, favorendo una sintesi condivisa da portare al tavolo regionale. Invece, il suo pessimo modo di operare è finito sotto i riflettori della Città Metropolitana, dei sindacati e, adesso, della Regione Puglia. L'Amministrazione comunale di centrosinistra di Bitonto ha così certificato, ancora una volta, il suo brevetto non garantisce né il rispetto dei tempi né la coerenza con il percorso partecipativo. La scuola non può essere terreno di improvvisazione politica e non deve essere uno strumento di propaganda elettorale. In gioco ci sono il futuro degli istituti, la continuità didattica, il lavoro del personale scolastico, il diritto allo studio degli allievi e le esigenze delle famiglie», concludono Damascelli, Rossiello e Toscano.


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