
Politica
Caos nel Pd bitontino, il segretario Nino Colasanto rassegna le dimissioni
Colasanto: «Decisione sofferta, ma necessaria a smuovere le coscienze di una classe politica al limite del ridicolo»
Bitonto - giovedì 19 febbraio 2026
Nino Colasanto non è più il segretario del Partito Democratico. A comunicarlo è lo stesso esponente Dem tramite un post pubblicato sulla sua pagina Facebook. «Da questa mattina (18 febbraio, ndr) non sono più il segretario del circolo del Partito Democratico di Bitonto - scrive -. Rassegno immediatamente le mie dimissioni. Una decisione sofferta, ma necessaria a smuovere le coscienze di una classe politica al limite del ridicolo». Parole forti quelle utilizzate da Colasanto, che al momento non ha ancora chiarito quali siano le reali motivazioni che hanno portato a una scelta tanto drastica quanto inaspettata.
Il segretario è stato eletto a capo del Pd bitontino nel giugno 2025, quando - dopo una sfida combattuta - ha superato la mozione congressuale presentata dalla sfidante Angela Scolamacchia, ex assessora della giunta Abbaticchio.
I primi mesi di mandato, però, non sono stati affatto semplici. Negli ultimi tempi, infatti, vicissitudini e discussioni interne alle differenti anime che compongono il partito di centrosinistra hanno minato la serenità del circolo. Poco meno di un mese fa, peraltro, due consiglieri del Partito Democratico, Antonella Vaccaro e Michelangelo Bratta, hanno annunciato la propra autosospensione dal Pd a causa di «una distanza politica sempre più evidente rispetto alla linea assunta dal circolo del Partito Democratico di Bitonto, che in più occasioni non ha saputo rispettare le diverse sensibilità che dovrebbero caratterizzare un partito plurale».
«È mancata la capacità di costruire sintesi e condivisione su scelte rilevanti dell'attività amministrativa, nonostante il Partito Democratico ricopra un ruolo centrale nel governo della città, con propri rappresentanti in Giunta - dichiaravano Vaccaro e Bratta -. A ciò si aggiunge un elemento emerso con particolare evidenza nell'ultima tornata elettorale: la partecipazione pubblica di esponenti e movimenti politici alleati del Partito Democratico nel governo cittadino di centrosinistra ad iniziative e manifestazioni a sostegno di rappresentanti della Destra».
Secondo le prime ricostruzioni, infatti, le dimissioni di Colasanto sarebbero state causate da diversi fattori, tra cui proprio il sostegno che un movimento politico della coalizione di maggioranza - a sostegno del sindaco Ricci - avrebbe dato alla Lega alle scorse Elezioni regionali.
«Convocherò un'assemblea straordinaria in cui o si torna a mettere la politica al centro, eliminando trasformisti e falsi moralisti o io sono pronto a farmi da parte», è il commento finale di Colasanto, che nelle prossime ore dovrebbe chiarire ufficialmente la sua posizione.
Il segretario è stato eletto a capo del Pd bitontino nel giugno 2025, quando - dopo una sfida combattuta - ha superato la mozione congressuale presentata dalla sfidante Angela Scolamacchia, ex assessora della giunta Abbaticchio.
I primi mesi di mandato, però, non sono stati affatto semplici. Negli ultimi tempi, infatti, vicissitudini e discussioni interne alle differenti anime che compongono il partito di centrosinistra hanno minato la serenità del circolo. Poco meno di un mese fa, peraltro, due consiglieri del Partito Democratico, Antonella Vaccaro e Michelangelo Bratta, hanno annunciato la propra autosospensione dal Pd a causa di «una distanza politica sempre più evidente rispetto alla linea assunta dal circolo del Partito Democratico di Bitonto, che in più occasioni non ha saputo rispettare le diverse sensibilità che dovrebbero caratterizzare un partito plurale».
«È mancata la capacità di costruire sintesi e condivisione su scelte rilevanti dell'attività amministrativa, nonostante il Partito Democratico ricopra un ruolo centrale nel governo della città, con propri rappresentanti in Giunta - dichiaravano Vaccaro e Bratta -. A ciò si aggiunge un elemento emerso con particolare evidenza nell'ultima tornata elettorale: la partecipazione pubblica di esponenti e movimenti politici alleati del Partito Democratico nel governo cittadino di centrosinistra ad iniziative e manifestazioni a sostegno di rappresentanti della Destra».
Secondo le prime ricostruzioni, infatti, le dimissioni di Colasanto sarebbero state causate da diversi fattori, tra cui proprio il sostegno che un movimento politico della coalizione di maggioranza - a sostegno del sindaco Ricci - avrebbe dato alla Lega alle scorse Elezioni regionali.
«Convocherò un'assemblea straordinaria in cui o si torna a mettere la politica al centro, eliminando trasformisti e falsi moralisti o io sono pronto a farmi da parte», è il commento finale di Colasanto, che nelle prossime ore dovrebbe chiarire ufficialmente la sua posizione.


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