
Vita di città
Bitonto applaude gli eroi silenziosi: emozioni e storie di vita al Festival AVIS
Tra i momenti più intensi, la testimonianza di Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico, il bambino scomparso a causa di una grave patologia cardiaca
Bitonto - lunedì 15 giugno 2026
07.15
Piazza Cavour si è trasformata in un grande palcoscenico di umanità, dove i protagonisti non sono stati personaggi dello spettacolo o campioni dello sport, ma persone comuni capaci di compiere gesti straordinari. Si è svolta lo scorso 13 giugno la quinta edizione del Festival AVIS Bitonto, abbinata alla diciottesima edizione del premio nazionale solidarietà "Le Mani Tese", appuntamento ormai consolidato che celebra il valore del dono, dell'altruismo e della responsabilità verso il prossimo.
Una serata intensa, scandita da testimonianze toccanti e lunghi applausi, durante la quale sono state raccontate storie che hanno commosso il pubblico presente, dimostrando come il coraggio e la generosità possano manifestarsi nei modi più diversi.
Tra i momenti più intensi, la testimonianza di Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico, il bambino napoletano scomparso a causa di una grave patologia cardiaca. Il suo dolore, trasformato in impegno e sensibilizzazione, ha emozionato la piazza, offrendo una riflessione profonda sul significato della speranza e della solidarietà.
Un riconoscimento è stato attribuito anche al brigadiere capo Giuseppe Coscia, in servizio presso il Nucleo Radiomobile di Osimo. Durante un delicato intervento, si era ammanettato a una persona pronta a lanciarsi nel vuoto da un precipizio, pronunciando parole che hanno cambiato il corso degli eventi: «Se decidi di buttarti, saremo in due a morire». Un gesto di straordinaria umanità che ha salvato una vita.
Applausi anche per la famiglia Cascione-Paparella di Ruvo di Puglia. Dopo la morte improvvisa del marito Vito, Marina Paparella scelse di donarne gli organi, consentendo a otto persone di continuare a vivere. A distanza di appena un mese anche Marina è venuta a mancare, lasciando in eredità un esempio altissimo di amore e generosità. Tra le storie premiate anche quella dei carabinieri De Serio e Macchia, in servizio presso il Radiomobile di Modugno, che durante un normale pattugliamento fecero da apripista a un'auto bloccata nel traffico con a bordo una donna in procinto di partorire. Grazie alla loro tempestività, la futura mamma raggiunse in tempo l'ospedale dando alla luce il suo bambino.
Non è mancato il riconoscimento per Silvio Buttazzo, imprenditore di Sava, che con lucidità e sangue freddo riuscì a salvare una cliente colta da soffocamento all'interno della sua pizzeria, applicando correttamente la manovra di Heimlich. Particolarmente commovente il tributo alla memoria di Camillo Cantoli, cinquantacinquenne della provincia di Chieti che, la scorsa estate, perse la vita per salvare il figlio di otto anni della propria compagna mentre stava annegando. Un sacrificio estremo che ha lasciato un segno profondo nell'opinione pubblica.
Premiato anche Elton Zefi, cittadino di origine albanese residente a Padova, che senza esitazione si tuffò nelle acque di un canale per soccorrere un anziano di 85 anni rimasto intrappolato nella propria automobile, riuscendo a metterlo in salvo. Spazio anche ai riconoscimenti per chi, quotidianamente e lontano dai riflettori, sostiene la cultura del dono. Tra questi la Cornetteria Gimino, premiata per la vicinanza dimostrata negli anni ad AVIS Bitonto e ai donatori di sangue attraverso un sostegno costante alle iniziative associative.
Tra gli applausi del pubblico anche il nome di Cristiana Laraspata, arbitro di calcio e medico specializzando in anestesia e rianimazione. Durante una gara del campionato di Serie D tra Vastogirardi e Avezzano, interruppe l'incontro per prestare soccorso a uno spettatore colto da arresto cardiaco sugli spalti, praticando il massaggio cardiaco fino all'arrivo dei sanitari.
Nel corso della manifestazione, inoltre ,sono state consegnate le benemerenze in rame e argento ai donatori AVIS di Bitonto, segno tangibile della gratitudine verso quanti, attraverso un gesto semplice ma fondamentale, contribuiscono a salvare vite umane.
A condurre la serata sono stati Manila Gorio e Stefano Alicchio, accompagnando il pubblico attraverso racconti e testimonianze che hanno alternato commozione e speranza. Presente anche una delegazione di AVIS Argenta, giunta a Bitonto in occasione della Giornata Mondiale del Donatore insieme all'assessore del Comune emiliano Monica Malagolini, accolta dall'assessore bitontino Giuseppe Santoruvo e dalle numerose autorità intervenute.
A tracciare il significato più autentico dell'iniziativa sono stati il presidente di AVIS Bitonto, Massimo Rutigliano, e il presidente dell'associazione Le Mani Tese, Massimo Angiulli: «Il Festival AVIS Bitonto e il Premio Nazionale Solidarietà Le Mani Tese ribadiscono un principio fondamentale: goccia dopo goccia possiamo diffondere la cultura del dono e sensibilizzare sempre più persone all'importanza della donazione del sangue e dell'aiuto verso il prossimo».
Una serata intensa, scandita da testimonianze toccanti e lunghi applausi, durante la quale sono state raccontate storie che hanno commosso il pubblico presente, dimostrando come il coraggio e la generosità possano manifestarsi nei modi più diversi.
Tra i momenti più intensi, la testimonianza di Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico, il bambino napoletano scomparso a causa di una grave patologia cardiaca. Il suo dolore, trasformato in impegno e sensibilizzazione, ha emozionato la piazza, offrendo una riflessione profonda sul significato della speranza e della solidarietà.
Un riconoscimento è stato attribuito anche al brigadiere capo Giuseppe Coscia, in servizio presso il Nucleo Radiomobile di Osimo. Durante un delicato intervento, si era ammanettato a una persona pronta a lanciarsi nel vuoto da un precipizio, pronunciando parole che hanno cambiato il corso degli eventi: «Se decidi di buttarti, saremo in due a morire». Un gesto di straordinaria umanità che ha salvato una vita.
Applausi anche per la famiglia Cascione-Paparella di Ruvo di Puglia. Dopo la morte improvvisa del marito Vito, Marina Paparella scelse di donarne gli organi, consentendo a otto persone di continuare a vivere. A distanza di appena un mese anche Marina è venuta a mancare, lasciando in eredità un esempio altissimo di amore e generosità. Tra le storie premiate anche quella dei carabinieri De Serio e Macchia, in servizio presso il Radiomobile di Modugno, che durante un normale pattugliamento fecero da apripista a un'auto bloccata nel traffico con a bordo una donna in procinto di partorire. Grazie alla loro tempestività, la futura mamma raggiunse in tempo l'ospedale dando alla luce il suo bambino.
Non è mancato il riconoscimento per Silvio Buttazzo, imprenditore di Sava, che con lucidità e sangue freddo riuscì a salvare una cliente colta da soffocamento all'interno della sua pizzeria, applicando correttamente la manovra di Heimlich. Particolarmente commovente il tributo alla memoria di Camillo Cantoli, cinquantacinquenne della provincia di Chieti che, la scorsa estate, perse la vita per salvare il figlio di otto anni della propria compagna mentre stava annegando. Un sacrificio estremo che ha lasciato un segno profondo nell'opinione pubblica.
Premiato anche Elton Zefi, cittadino di origine albanese residente a Padova, che senza esitazione si tuffò nelle acque di un canale per soccorrere un anziano di 85 anni rimasto intrappolato nella propria automobile, riuscendo a metterlo in salvo. Spazio anche ai riconoscimenti per chi, quotidianamente e lontano dai riflettori, sostiene la cultura del dono. Tra questi la Cornetteria Gimino, premiata per la vicinanza dimostrata negli anni ad AVIS Bitonto e ai donatori di sangue attraverso un sostegno costante alle iniziative associative.
Tra gli applausi del pubblico anche il nome di Cristiana Laraspata, arbitro di calcio e medico specializzando in anestesia e rianimazione. Durante una gara del campionato di Serie D tra Vastogirardi e Avezzano, interruppe l'incontro per prestare soccorso a uno spettatore colto da arresto cardiaco sugli spalti, praticando il massaggio cardiaco fino all'arrivo dei sanitari.
Nel corso della manifestazione, inoltre ,sono state consegnate le benemerenze in rame e argento ai donatori AVIS di Bitonto, segno tangibile della gratitudine verso quanti, attraverso un gesto semplice ma fondamentale, contribuiscono a salvare vite umane.
A condurre la serata sono stati Manila Gorio e Stefano Alicchio, accompagnando il pubblico attraverso racconti e testimonianze che hanno alternato commozione e speranza. Presente anche una delegazione di AVIS Argenta, giunta a Bitonto in occasione della Giornata Mondiale del Donatore insieme all'assessore del Comune emiliano Monica Malagolini, accolta dall'assessore bitontino Giuseppe Santoruvo e dalle numerose autorità intervenute.
A tracciare il significato più autentico dell'iniziativa sono stati il presidente di AVIS Bitonto, Massimo Rutigliano, e il presidente dell'associazione Le Mani Tese, Massimo Angiulli: «Il Festival AVIS Bitonto e il Premio Nazionale Solidarietà Le Mani Tese ribadiscono un principio fondamentale: goccia dopo goccia possiamo diffondere la cultura del dono e sensibilizzare sempre più persone all'importanza della donazione del sangue e dell'aiuto verso il prossimo».


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