
Vita di città
Addio a suor Letizia, si spegne a 110 anni la monaca più anziana d'Italia
Nata nel 1915, a Santeramo in Colle, scelse la vita religiosa a soli 25 anni
Bitonto - giovedì 30 luglio 2026
09.30
Si è spenta all'alba di oggi, all'età di 110 anni, suor Letizia, la monaca benedettina del Monastero delle Vergini di Bitonto, che con la sua lunga esistenza era diventata un autentico punto di riferimento spirituale per l'intera comunità cittadina. Si conclude così una vita straordinaria, attraversata da oltre un secolo di storia e interamente consacrata alla preghiera, al silenzio e al servizio di Dio.
Nata il 16 ottobre 1915 a Santeramo in Colle, nel Barese, e cresciuta in una masseria della famiglia originaria di Gioia del Colle, suor Letizia aveva scelto la vita religiosa giovanissima nel 1940. Nella seconda metà degli anni '60, invece, fece il suo ingresso nel Monastero delle Vergini, nel cuore del centro antico di Bitonto, vivendo con discrezione e umiltà secondo la regola benedettina e ispirandosi alla spiritualità di Santa Teresina del Bambin Gesù.
Solo pochi mesi fa aveva festeggiato il traguardo dei 110 anni, raccontando con il consueto sorriso il segreto della sua straordinaria longevità: «Mangio poco, prego e vivo felice». Parole semplici, che riassumevano perfettamente lo stile di vita che l'ha accompagnata per oltre un secolo e che avevano colpito quanti hanno avuto la fortuna di incontrarla.
Nel monastero suor Letizia ha dedicato ogni giornata alle attività della comunità, alternando il lavoro manuale alla contemplazione. Amava rilegare libri, curare le piante, ricamare, dipingere delicati motivi floreali, coltivare l'arte della miniatura e, soprattutto, pregare. Gesti quotidiani vissuti con serenità, trasformati in autentica testimonianza di fede.
A ricordarla con commozione è stato il professor Nicola Pice, che ha affidato ai social un intenso pensiero: «Si è conclusa all'alba di stamane la vita terrena di suor Letizia: una vita limpida e candida, semplice e bella, stilizzata dal silenzio, dal raccoglimento, dal fervore, dall'amore, ancor più, dal mistero di grazia a cui si era votata dal lontano 1940 col suo ingresso nel Monastero delle Vergini. Un miracolo di vita consacrata sulle orme di san Benedetto e di Santa Teresina del Bambin Gesù, una vita compiutamente vissuta nella gioia e nella perfetta letizia».
Pice ne ha poi tratteggiato il ricordo umano e spirituale, descrivendola come una religiosa dagli «occhi azzurri sempre vispi», con «il cuore sempre tranquillo, l'anima allargata in umiltà e lo sguardo fisso a Dio», sottolineando come ogni gesto della sua quotidianità fosse espressione di una fede autentica e profonda.
Con la scomparsa di suor Letizia, Bitonto perde una delle figure più amate e longeve della propria storia recente. La sua esistenza, trascorsa quasi interamente dietro le mura del monastero, rappresenta una testimonianza silenziosa ma potente di dedizione e spiritualità, destinata a rimanere nella memoria della città ben oltre i suoi 110 anni di vita.
Nata il 16 ottobre 1915 a Santeramo in Colle, nel Barese, e cresciuta in una masseria della famiglia originaria di Gioia del Colle, suor Letizia aveva scelto la vita religiosa giovanissima nel 1940. Nella seconda metà degli anni '60, invece, fece il suo ingresso nel Monastero delle Vergini, nel cuore del centro antico di Bitonto, vivendo con discrezione e umiltà secondo la regola benedettina e ispirandosi alla spiritualità di Santa Teresina del Bambin Gesù.
Solo pochi mesi fa aveva festeggiato il traguardo dei 110 anni, raccontando con il consueto sorriso il segreto della sua straordinaria longevità: «Mangio poco, prego e vivo felice». Parole semplici, che riassumevano perfettamente lo stile di vita che l'ha accompagnata per oltre un secolo e che avevano colpito quanti hanno avuto la fortuna di incontrarla.
Nel monastero suor Letizia ha dedicato ogni giornata alle attività della comunità, alternando il lavoro manuale alla contemplazione. Amava rilegare libri, curare le piante, ricamare, dipingere delicati motivi floreali, coltivare l'arte della miniatura e, soprattutto, pregare. Gesti quotidiani vissuti con serenità, trasformati in autentica testimonianza di fede.
A ricordarla con commozione è stato il professor Nicola Pice, che ha affidato ai social un intenso pensiero: «Si è conclusa all'alba di stamane la vita terrena di suor Letizia: una vita limpida e candida, semplice e bella, stilizzata dal silenzio, dal raccoglimento, dal fervore, dall'amore, ancor più, dal mistero di grazia a cui si era votata dal lontano 1940 col suo ingresso nel Monastero delle Vergini. Un miracolo di vita consacrata sulle orme di san Benedetto e di Santa Teresina del Bambin Gesù, una vita compiutamente vissuta nella gioia e nella perfetta letizia».
Pice ne ha poi tratteggiato il ricordo umano e spirituale, descrivendola come una religiosa dagli «occhi azzurri sempre vispi», con «il cuore sempre tranquillo, l'anima allargata in umiltà e lo sguardo fisso a Dio», sottolineando come ogni gesto della sua quotidianità fosse espressione di una fede autentica e profonda.
Con la scomparsa di suor Letizia, Bitonto perde una delle figure più amate e longeve della propria storia recente. La sua esistenza, trascorsa quasi interamente dietro le mura del monastero, rappresenta una testimonianza silenziosa ma potente di dedizione e spiritualità, destinata a rimanere nella memoria della città ben oltre i suoi 110 anni di vita.


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