Rossiello, Damascelli, Toscano
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Politica

Riordino scolastico, FdI: «Amministrazione si è trovata contro la città e ha fatto marcia indietro»

Damascelli, Rossiello e Toscano: «Fallimento del percorso di riorganizzazione della rete scolastica a Bitonto»

«Che brutta figura! Il sindaco, la sua Giunta e la maggioranza di centrosinistra, dopo aver avviato un percorso di riorganizzazione della rete scolastica cittadina, generando solo tensioni e preoccupazioni tra famiglie, personale scolastico e comunità, alla fine hanno deciso di non decidere. Quando si sono resi conto di non essere in grado di portare a termine il percorso che avevano avviato, hanno gettato la spugna, annullando tutto». Durissima presa di posizione dei consiglieri comunali di Fratelli d'Italia, Domenico Damascelli, Carmela Rossiello e Francesco Toscano, su quello che definiscono il «fallimento del percorso di riorganizzazione della rete scolastica a Bitonto».

«Non siamo contrari ad approfondire ulteriormente l'argomento - spiegano - per cercare la soluzione migliore e condivisa, nel bene supremo della città, ma ci chiediamo, a questo punto, perché si è proceduto in maniera frettolosa raccontando che bisognava scongiurare un ipotetico rischio che altri avrebbero deciso sulla testa dei bitontini, generando allarmismi tra le diverse realtà scolastiche, se poi tutto si è concluso con un nulla di fatto? Una tecnica per cercare di far passare inosservate proposte scellerate? Ma i cittadini non hanno mica l'anello al naso! Ci è stato detto che avevamo le ore contate, che bisognava correre e che il Comune doveva approvare rapidamente una proposta da sottoporre a Città Metropolitana di Bari e Regione Puglia. E adesso? Solo menzogne».

«La verità – proseguono gli esponenti di Fratelli d'Italia – è che, quando sono emerse le conseguenze delle assurde ipotesi avanzate, comprese quelle che avrebbero potuto compromettere l'identità e l'autonomia di storiche istituzioni scolastiche cittadine, l'Amministrazione si è trovata contro la città e ha fatto marcia indietro. Sono stati fatti proclami, annunci e dichiarazioni per poi fermarsi davanti alle responsabilità delle decisioni da assumere. Un vero e proprio flop politico».

«Ancora più grave è il comportamento tenuto sul piano istituzionale. Il primo confronto in Consiglio comunale si è svolto a seguito di una nostra interrogazione scritta, con la quale, dopo aver ascoltato le diverse componenti della popolazione scolastica, abbiamo sollevato questioni concrete e dato voce alle preoccupazioni del mondo della scuola. Inoltre, era stato programmato un ulteriore e importante momento di confronto con una seduta del Consiglio Comunale, prevista per venerdì scorso. Ebbene, proprio in quell'occasione, sindaco, assessori e consiglieri della maggioranza di centrosinistra (ad eccezione di un componente), hanno disertato il Consilgio Comunale, sottraendosi al confronto. La riorganizzazione della rete scolastica resta una questione aperta e, con un ordine del giorno già convocato, si sarebbe potuto proseguire il dibattito, chiarire le posizioni e assumere impegni precisi. Invece, si è preferito non esserci. È questa la concezione del confronto democratico di chi governa Bitonto? Si convoca un percorso, si coinvolgono le scuole, si generano aspettative e, quando arriva il momento di rispondere alle domande e assumersi le proprie responsabilità, si sceglie la strada dell'assenza. Una pagina davvero negativa per le istituzioni cittadine», sottolineano Damascelli, Rossiello e Toscano.

In altri contesti, il fallimento dei percorsi di riordino scolastico ha prodotto conseguenze politiche pesanti, fino alle dimissioni dei sindaci e crisi istituzionali. "A questa vicenda si aggiunge un altro elemento che riteniamo grave. Mentre si discuteva di un tema che riguarda l'intera comunità, l'argomento è stato spostato sul tavolo del Pd con una manifestazione di partito nella Sala degli Specchi, tra l'altro in una sede istituzionale per la quale il regolamento comunale vieta iniziative di carattere partitico (ma per lorsignori le regole valgono per gli altri e non per loro). Né si può ritenere corretto esautorare le sedi istituzionali organizzando un'iniziativa di partito (Pd) con il delegato del Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro sulla rete scolastica. Sarebbe stato corretto, invece, svolgere questo confronto nei luoghi istituzionali competenti. Il Comune appartiene a tutti i cittadini e la scuola non appartiene ai partiti, ma a tutta la comunità. La politica ha il dovere di avanzare proposte, ascoltare, mediare e trovare soluzioni, non di appropriarsi di questioni collettive per trasformarle in occasioni di parte".

"Quanto alla proposta di istituire commissioni ad hoc, diciamo con chiarezza che non esistono organismi concepiti per selezionare alcuni interlocutori ed escludere chi è scomodo. Gli organi istituzionali per discutere esistono già a Palazzo di Città: il Consiglio Comunale, la Conferenza dei Capigruppo, la Commissione Affari istituzionali, la Commissione Pubblica istruzione. Ed eventuali nuove e ulteriori commissioni non possono essere individuate con atti monocratici e antidemocratici, ma i regolamenti stabiliscono che devono essere elette dal consiglio comunale. Sedi dove deve essere favorito il coinvolgimento dei rappresentanti istituzionali e, attraverso modalità trasparenti e condivise, degli addetti ai lavori adottando criteri istituzionali, regole chiare e partecipazione equilibrata, senza decisioni calate dall'alto e senza che qualcuno si comporti come il Marchese del Grillo, pensando di poter stabilire unilateralmente chi abbia diritto di partecipare e chi no ("io sono io e voi non siete nessuno" sono frasi che a Palazzo dí Città purtroppo riecheggiano con arroganza anche in questi giorni). Il confronto deve includere, non escludere".

"Abbiamo sempre sostenuto che su temi così importanti non debbano prevalere divisioni ideologiche o logiche di appartenenza, ma il senso di responsabilità verso la città. Proprio per questo abbiamo chiesto chiarimenti, sollecitato il confronto e ascoltato la voce dei cittadini. Adesso chiediamo che si faccia chiarezza: le scuole di Bitonto e delle frazioni non sono pedine da spostare sulla scacchiera della politica. Sono presìdi educativi, sociali e culturali da tutelare. Su un tema tanto delicato occorrono serietà e responsabilità".
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