I volontari di Fare Verde Bitonto a Bari
I volontari di Fare Verde Bitonto a Bari
Territorio e Ambiente

«No all'inceneritore». Ambientalisti in protesta davanti alla Regione

Presenti anche rappresentanti bitontini. «Non molleremo»

No all'inceneritore Newo. No ad impianti potenzialmente inquinanti. No alle politiche che non badano alla salute pubblica. Per ribadire questa posizione, ieri mattina, sotto i portici antistanti il Consiglio Regionale Pugliese si sono dati appuntamento associazioni, cittadini e rappresentanti della politica dei territori interessati, compresi quelli di Bitonto. Per ribadire che l'inceneritore non è la scelta giusta in questo momento, sottolineare che la politica deve tutelare la salute dei cittadini e ribadire che non servono proclami su internet e sui social, ma sono necessarie politiche attive.

Presenti alla manifestazione diverse associazioni ambientaliste dei comuni di Bari, Modugno, Bitonto, Palo del Colle, Bitetto, diversi comitati cittadini e alcuni politici che si sono messi in prima fila a dar man forte nella protesta, tra cui il consigliere comunale Michele Caradonna, l'ex presidente del consiglio comunale Pasquale Di Rella, oltre ad Agostino Di Ciaula, presidente regionale dell'Isde che negli ultimi giorni ha scatenato una polemica in merito sul proprio profilo Facebook.
«La letteratura medica - spiegano gli attivisti di Fare Verde - ha dimostrato ampiamente gli effetti nocivi sugli esseri umani e sugli animali delle emissioni dovute agli inceneritori, o termovalorizzatori che dir si voglia, con l'insorgenza di conseguenti gravi patologie. La messa in opera degli inceneritori vanifica poi la gerarchia delle fonti di smaltimento, le cosiddette 4 R (riduzione riuso, recupero, riciclo) andando a disincentivare i comportamenti virtuosi sia dei cittadini che fanno la raccolta differenziata sia delle imprese che riducono gli imballaggi».

«Siamo qui oggi non solo per protestare – dichiara ai microfoni di BitontoViva il consigliere comunale di Bari, Michele Caradonna – ma anche per comprendere quali sono una serie di posizioni che si intende realmente intraprendere. Ad esempio, nel comune di Bari abbiamo gli uffici che hanno chiuso un determinato accordo proponendo determinate cose, e il sindaco che invece si dice contrario. Per cui la stessa amministrazione ha una parte tecnica e gli uffici che decidono di andare in una direzione, e il sindaco che invece decide di dire No all'inceneritore».

«Il comune di Modugno e il Movimento 5 stelle cittadino hanno iniziato un anno e mezzo fa – spiegano dall'associazione Modugno a 5 Stelle – a fare osservazioni su questo tipo di impianto che viene sponsorizzato come innovativo e non inquinante, ma attualmente non ci sono dati concreti che stabiliscano questo. Si tratta di un impianto sperimentale, e dichiarare che non inquina è retorico. Chiediamo alla politica di smettere di fare annunci sui social, e di fare atti concreti ritirando le concessioni fatte finora. Vorremo chiedere al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, di smetterla con il suo mutismo selettivo, in quanto da quando è iniziata questa vicenda non si è mai esposto né ha dato la sua opinione».

«All'interno del comune di Bari – sottolinea l'ex presidente del consiglio comunale, Pasquale Di Rella – c'è stata poca trasparenza, nel migliore dei casi. Io durante la seduta consigliare dello scorso 15 gennaio ho posto un'interrogazione al sindaco Decaro, presente in aula con a fianco l'assessore all'ambiente, Pietro Petruzzelli, per cercare di capire come mai Regione Puglia e Comune di Bari "regalassero" questo inceneritore al quartiere San Paolo, alla faccia dell'attenzione verso l'ambiente e verso le periferie. Mi è stato risposto in aula che il sindaco era assolutamente contrario».

«Peccato però – prosegue Di Rella – che nessuno ha avuto il piacere e il dovere di raccontare a me, al consigli comunale e ai cittadini di Bari che nei giorni precedenti una ripartizione comunale, e non regionale, quella all'ambiente aveva nei giorni precedenti espresso un parere favorevole, chiedendo, e questa è la parte più drammatica della vicenda, che come mitigazione dell'impatto i proprietari e i costruttori dell'impianto costruissero un'area giochi per bambini. Il comune non solo vuole regalare ai cittadini un inceneritore, ma vuole mandare i bimbi di quel quartiere a giocare sotto l'impianto. Siamo alla follia».

Durante la manifestazione è anche passato tra i manifestanti Marco Lacarra, segretario regionale PD e consigliere regionale, che interpellato sul discorso inceneritore ha voluto solo ribadire: «La nostra posizione in merito è chiara ed è stata espressa già diverse volte».
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