
Cronaca
Latitanti del clan Capriati arrestati, le parole del colonnello Massimiliano Galasso
«La cattura di Paolo De Gennaro e Vito Di Cataldo dimostra una cosa semplice: la latitanza non è libertà, è solo tempo sottratto alla giustizia»
Bitonto - sabato 8 agosto 2026
13.40
«Questa operazione è, prima di tutto, un risultato dell'Arma sul terreno. Un'attività di ricerca pura, condotta con pazienza, disciplina e continuità dai Carabinieri del Comando Provinciale Bat, che per mesi hanno seguito tracce, verificato movimenti, stretto progressivamente il cerchio attorno a due latitanti affiliati al clan Capriati e destinatari di condanne definitive di particolare rilievo».
Sono le dichiarazioni diffuse dal colonnello Massimiliano Galasso, a capo dei Carabinieri del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani, sull'operazione che ha portato alla cattura in un casolare dell'agro biscegliese, in zona Sant'Andrea, dei latitanti Paolo De Gennaro e Vito Di Cataldo, di 38 e 42 anni.
«Determinante - ha detto ancora - è stato il contributo dello Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia, uomini addestrati a cercare dove altri difficilmente arrivano, capaci di muoversi nel territorio con silenzio, resistenza e straordinaria capacità operativa. La loro presenza, integrata con quella del nostro nucleo investigativo, ha rappresentato un moltiplicatore di efficacia.
La cattura di Paolo De Gennaro e Vito Di Cataldo dimostra una cosa semplice: la latitanza non è libertà, è soltanto tempo sottratto alla giustizia. E quel tempo, per noi, diventa tempo di ricerca - ha proseguito il colonnello Galasso -. De Gennaro deve espiare trent'anni di reclusione per l'omicidio di Girolamo Valente, aggravato dal metodo mafioso; Di Cataldo, condannato definitivamente anche per associazione mafiosa nell'ambito del processo Pandora, deve espiare complessivamente oltre diciotto anni di reclusione» ha spiegato.
«Sono particolarmente orgoglioso dei miei Carabinieri. Hanno lavorato senza clamore, con quella disciplina che trasforma la volontà in risultato - ha detto ancora - . Un militare sa che il compito non termina quando il bersaglio scompare: termina quando viene raggiunto. È questo il senso più autentico del nostro servizio: esserci, resistere, cercare e, alla fine, riportare davanti allo Stato chi ha scelto di sottrarsi alla sua legge», ha concluso il comandante provinciale.
Sono le dichiarazioni diffuse dal colonnello Massimiliano Galasso, a capo dei Carabinieri del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani, sull'operazione che ha portato alla cattura in un casolare dell'agro biscegliese, in zona Sant'Andrea, dei latitanti Paolo De Gennaro e Vito Di Cataldo, di 38 e 42 anni.
«Determinante - ha detto ancora - è stato il contributo dello Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia, uomini addestrati a cercare dove altri difficilmente arrivano, capaci di muoversi nel territorio con silenzio, resistenza e straordinaria capacità operativa. La loro presenza, integrata con quella del nostro nucleo investigativo, ha rappresentato un moltiplicatore di efficacia.
La cattura di Paolo De Gennaro e Vito Di Cataldo dimostra una cosa semplice: la latitanza non è libertà, è soltanto tempo sottratto alla giustizia. E quel tempo, per noi, diventa tempo di ricerca - ha proseguito il colonnello Galasso -. De Gennaro deve espiare trent'anni di reclusione per l'omicidio di Girolamo Valente, aggravato dal metodo mafioso; Di Cataldo, condannato definitivamente anche per associazione mafiosa nell'ambito del processo Pandora, deve espiare complessivamente oltre diciotto anni di reclusione» ha spiegato.
«Sono particolarmente orgoglioso dei miei Carabinieri. Hanno lavorato senza clamore, con quella disciplina che trasforma la volontà in risultato - ha detto ancora - . Un militare sa che il compito non termina quando il bersaglio scompare: termina quando viene raggiunto. È questo il senso più autentico del nostro servizio: esserci, resistere, cercare e, alla fine, riportare davanti allo Stato chi ha scelto di sottrarsi alla sua legge», ha concluso il comandante provinciale.



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