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Giovedì Santo, trepidante attesa in città per il rito della visita ai "Sepolcri"
Tra fede e tradizione popolare: in programma questa sera la visita agli altari della reposizione
Bitonto - giovedì 2 aprile 2026
Nel cuore della Settimana Santa, Bitonto si prepara a vivere uno dei momenti più intensi e partecipati della tradizione religiosa cittadina. Nonostante il maltempo, e l'allerta meteo arancione diramata dalla Protezione civile regionale, nella serata di oggi, giovedì 2 aprile, tornerà il rito della cosiddetta visita ai "Sepolcri", gli altari della reposizione allestiti nelle chiese dopo la celebrazione della Messa in Coena Domini.
Un appuntamento che, anno dopo anno, si rinnova ogni Giovedì Santo richiamando migliaia di fedeli e visitatori soprattutto tra i vicoli del centro antico, dove la dimensione spirituale si intreccia con quella comunitaria. Sin dalle prime ore della sera, gruppi di persone si mettono in cammino per compiere questo percorso di pietà popolare, sostando in raccoglimento davanti agli altari che custodiscono il Santissimo Sacramento.
I "Sepolcri" si presentano come vere e proprie opere di devozione: composizioni curate nei dettagli, arricchite da fiori, candele e il tradizionale grano germogliato, simbolo di rinascita e speranza. Ogni chiesa propone un allestimento diverso, spesso caratterizzato da giochi di luce soffusa e drappi liturgici che contribuiscono a creare un'atmosfera suggestiva e profondamente evocativa. Accanto ai luoghi di culto, anche diverse strade del centro storico ospitano installazioni popolari che arricchiscono ulteriormente il percorso.
La visita ai "Sepolcri" non è soltanto un atto di fede personale, ma un rito collettivo tramandato nel tempo. Secondo la tradizione, infatti, si è soliti visitare un numero dispari di altari – almeno tre o sette – numeri dal forte valore simbolico, legati rispettivamente alla Trinità e ai dolori della Vergine. Un'usanza ancora molto sentita, che a Bitonto conserva un fascino particolare e coinvolge tutte le generazioni.
Tra i luoghi più frequentati, la Chiesa del Purgatorio, dove sono custoditi il trofeo floreale del Legno Santo e le sacre immagini della processione solenne del Venerdì Santo, e la Chiesa di San Domenico, che accoglie le statue dei "Misteri" pronte per la processione del mattino successivo.
A rendere ancora più intensa l'atmosfera, durante la serata, sarà anche il suono delle marce funebri, eseguite dalle bande cittadine a partire dalle ore 18, che accompagneranno il cammino dei fedeli tra preghiera, silenzio e tradizione. Un rito che si rinnova, dunque, nel segno della memoria e della spiritualità, confermando ancora una volta il forte legame tra la città e le sue radici più profonde.
Un appuntamento che, anno dopo anno, si rinnova ogni Giovedì Santo richiamando migliaia di fedeli e visitatori soprattutto tra i vicoli del centro antico, dove la dimensione spirituale si intreccia con quella comunitaria. Sin dalle prime ore della sera, gruppi di persone si mettono in cammino per compiere questo percorso di pietà popolare, sostando in raccoglimento davanti agli altari che custodiscono il Santissimo Sacramento.
I "Sepolcri" si presentano come vere e proprie opere di devozione: composizioni curate nei dettagli, arricchite da fiori, candele e il tradizionale grano germogliato, simbolo di rinascita e speranza. Ogni chiesa propone un allestimento diverso, spesso caratterizzato da giochi di luce soffusa e drappi liturgici che contribuiscono a creare un'atmosfera suggestiva e profondamente evocativa. Accanto ai luoghi di culto, anche diverse strade del centro storico ospitano installazioni popolari che arricchiscono ulteriormente il percorso.
La visita ai "Sepolcri" non è soltanto un atto di fede personale, ma un rito collettivo tramandato nel tempo. Secondo la tradizione, infatti, si è soliti visitare un numero dispari di altari – almeno tre o sette – numeri dal forte valore simbolico, legati rispettivamente alla Trinità e ai dolori della Vergine. Un'usanza ancora molto sentita, che a Bitonto conserva un fascino particolare e coinvolge tutte le generazioni.
Tra i luoghi più frequentati, la Chiesa del Purgatorio, dove sono custoditi il trofeo floreale del Legno Santo e le sacre immagini della processione solenne del Venerdì Santo, e la Chiesa di San Domenico, che accoglie le statue dei "Misteri" pronte per la processione del mattino successivo.
A rendere ancora più intensa l'atmosfera, durante la serata, sarà anche il suono delle marce funebri, eseguite dalle bande cittadine a partire dalle ore 18, che accompagneranno il cammino dei fedeli tra preghiera, silenzio e tradizione. Un rito che si rinnova, dunque, nel segno della memoria e della spiritualità, confermando ancora una volta il forte legame tra la città e le sue radici più profonde.


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