
Politica
Carburante agricolo, settore pugliese a rischio. La denuncia di Damascelli
Il consigliere di Fratelli d'Italia: "Gravissimo disservizio"
Bitonto - sabato 17 gennaio 2026
Comunicato Stampa
"Un gravissimo disservizio sta colpendo l'intero comparto agricolo pugliese a causa dell'introduzione del nuovo applicativo informatico SEIA della Regione Puglia per la gestione delle pratiche UMA (Utenti Motori Agricoli)".
Lo denuncia il consigliere comunale bitontino Domenico Damascelli (Fratelli d'Italia), già consigliere regionale.
"Una piattaforma che, nei fatti, sta producendo esclusivamente ritardi, inefficienze e blocchi operativi, mettendo in seria difficoltà i Comuni, le organizzazioni di categoria agricole, i professionisti e i centri di assistenza, impossibilitati a predisporre e validare i libretti UMA necessari per l'approvvigionamento del carburante agricolo".
Il nuovo sistema fallisce nel caricamento delle anagrafiche aziendali e delle macchine agricole. "Ma l'aspetto più grave riguarda il blocco totale del calcolo dei quantitativi di carburante: è impedito agli utenti di inserire o modificare in piattaforma informazioni circa le superfici, colture, strutture o animali. Di conseguenza, i libretti risultano del tutto impossibili da elaborare".
"A questo quadro tecnico desolante – incalza Damascelli – si aggiunge una gestione dell'assistenza totalmente inadeguata. Il servizio di assistenza tecnica si è dimostrato insoddisfacente ed incapace di risolvere le anomalie in tempi rapidi.
I numeri parlano chiaro e certificano le gravi inefficienze del nuovo sistema: nello stesso periodo del 2025, con il precedente sistema, risultavano già migliaia di richieste presentate e validate".
"Oggi, con la piattaforma SEIA, le richieste presentate e validate sono pochissime, con una percentuale molto bassa rispetto ai dati dello scorso anno. Una situazione allarmante che rischia di paralizzare l'intero settore", prosegue l'esponente di Fratelli d'Italia.
Le conseguenze sono gravissime: molti agricoltori non possono proseguire le attività di raccolta, rischiando di perdere il prodotto.
"Altri non sono nelle condizioni di procedere alle ordinarie operazioni di coltivazione e lavorazione dei campi -continua Damascelli-. Ancora una volta, a pagare il prezzo del presappochismo del centrosinistra pugliese sono le imprese agricole e i lavoratori del settore".
"È evidente che non si tratta di un problema isolato o marginale ma di una criticità strutturale a livello regionale, frutto dell'inerzia e dell'incapacità organizzativa della Giunta di centrosinistra, che ha introdotto una nuova piattaforma informatica senza garantire un'adeguata fase di transizione e assistenza agli operatori coinvolti".
"Il mondo agricolo pugliese - sottolinea inoltre Damascelli - rischia una paralisi totale, con danni economici incalcolabili per un comparto strategico che rappresenta una delle principali colonne portanti dell'economia regionale e coinvolge migliaia di aziende e lavoratori".
Pressante, dunque, l'appello di Damascelli: "Urge intervenire immediatamente per sbloccare il sistema SEIA e ripristinare condizioni operative efficaci per garantire agli agricoltori pugliesi ciò che spetta loro di diritto: poter lavorare senza essere ostaggio della disorganizzazione della pubblica amministrazione".
Lo denuncia il consigliere comunale bitontino Domenico Damascelli (Fratelli d'Italia), già consigliere regionale.
"Una piattaforma che, nei fatti, sta producendo esclusivamente ritardi, inefficienze e blocchi operativi, mettendo in seria difficoltà i Comuni, le organizzazioni di categoria agricole, i professionisti e i centri di assistenza, impossibilitati a predisporre e validare i libretti UMA necessari per l'approvvigionamento del carburante agricolo".
Il nuovo sistema fallisce nel caricamento delle anagrafiche aziendali e delle macchine agricole. "Ma l'aspetto più grave riguarda il blocco totale del calcolo dei quantitativi di carburante: è impedito agli utenti di inserire o modificare in piattaforma informazioni circa le superfici, colture, strutture o animali. Di conseguenza, i libretti risultano del tutto impossibili da elaborare".
"A questo quadro tecnico desolante – incalza Damascelli – si aggiunge una gestione dell'assistenza totalmente inadeguata. Il servizio di assistenza tecnica si è dimostrato insoddisfacente ed incapace di risolvere le anomalie in tempi rapidi.
I numeri parlano chiaro e certificano le gravi inefficienze del nuovo sistema: nello stesso periodo del 2025, con il precedente sistema, risultavano già migliaia di richieste presentate e validate".
"Oggi, con la piattaforma SEIA, le richieste presentate e validate sono pochissime, con una percentuale molto bassa rispetto ai dati dello scorso anno. Una situazione allarmante che rischia di paralizzare l'intero settore", prosegue l'esponente di Fratelli d'Italia.
Le conseguenze sono gravissime: molti agricoltori non possono proseguire le attività di raccolta, rischiando di perdere il prodotto.
"Altri non sono nelle condizioni di procedere alle ordinarie operazioni di coltivazione e lavorazione dei campi -continua Damascelli-. Ancora una volta, a pagare il prezzo del presappochismo del centrosinistra pugliese sono le imprese agricole e i lavoratori del settore".
"È evidente che non si tratta di un problema isolato o marginale ma di una criticità strutturale a livello regionale, frutto dell'inerzia e dell'incapacità organizzativa della Giunta di centrosinistra, che ha introdotto una nuova piattaforma informatica senza garantire un'adeguata fase di transizione e assistenza agli operatori coinvolti".
"Il mondo agricolo pugliese - sottolinea inoltre Damascelli - rischia una paralisi totale, con danni economici incalcolabili per un comparto strategico che rappresenta una delle principali colonne portanti dell'economia regionale e coinvolge migliaia di aziende e lavoratori".
Pressante, dunque, l'appello di Damascelli: "Urge intervenire immediatamente per sbloccare il sistema SEIA e ripristinare condizioni operative efficaci per garantire agli agricoltori pugliesi ciò che spetta loro di diritto: poter lavorare senza essere ostaggio della disorganizzazione della pubblica amministrazione".


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