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Politica
Bonaccini (Pd) a Bitonto: «Qualità dell'olio si difende con controlli e trasparenza»
Il presidente nazionale del Partito Democratico ospite di un incontro dedicato all'avvio della campagna olivicola 2026/2027
Bitonto - domenica 4 ottobre 2026
La tutela della qualità dell'olio extravergine d'oliva e la necessità di rafforzare i controlli lungo la filiera. Sono stati questi alcuni dei temi al centro dell'incontro dedicato all'avvio della campagna olivicola 2026/2027, che si è svolto ieri mattina, sabato 3 ottobre, all'Antico Frantoio Mancazzo di Bitonto, su iniziativa del circolo locale del Partito Democratico.
Ospite dell'appuntamento Stefano Bonaccini, eurodeputato e componente della Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo, che ha affrontato le principali questioni legate al futuro dell'olivicoltura insieme al deputato barese Marco Lacarra. Ad aprire l'evento sono stati i saluti del segretario del Pd bitontino, Nino Colasanto, e del sindaco Francesco Paolo Ricci.
Il confronto si è sviluppato in una fase importante per le aziende agricole e per l'intera filiera pugliese, chiamate ad affrontare le prospettive della nuova stagione produttiva e le difficoltà di un settore strategico per l'economia del territorio.
Nel suo intervento, Bonaccini ha posto l'accento soprattutto sulla necessità di garantire che la qualità dichiarata corrisponda a quella effettiva del prodotto commercializzato. Un tema che, secondo l'eurodeputato, si intreccia direttamente con la concorrenza tra produttori e con la capacità dell'olio pugliese di distinguersi sui mercati. «L'utilizzo improprio della denominazione di olio extravergine d'oliva rappresenta una forma di concorrenza sleale. Il problema è anche quello dei controlli, che sono ancora troppo pochi», ha sottolineato, richiamando l'attenzione sulla necessità di rafforzare le verifiche a tutela dei produttori e dei consumatori.
Per Bonaccini, infatti, la competizione non può basarsi esclusivamente sui prezzi o sui costi di produzione. «Non vinceremo la sfida sul costo del lavoro, ma sulla qualità di ciò che produciamo», è stato il senso del suo ragionamento, con un richiamo alla necessità di valorizzare le caratteristiche dell'olio italiano e pugliese attraverso regole chiare e controlli efficaci.
Il nodo centrale resta quello della trasparenza commerciale: «Il tema è ciò che si scrive sull'etichetta e ciò che si trova davvero nel prodotto». Una questione che investe l'intera filiera, dalla produzione alla commercializzazione, e che rende fondamentale assicurare informazioni corrette e verificabili.
La difesa dell'olio extravergine, dunque, passa anche dalla capacità di contrastare pratiche scorrette e tutelare il lavoro delle aziende che investono sulla qualità. Un'esigenza particolarmente sentita in Puglia, dove l'olivicoltura rappresenta non soltanto una componente essenziale dell'economia agricola, ma anche un elemento distintivo del paesaggio e dell'identità produttiva regionale.
Ospite dell'appuntamento Stefano Bonaccini, eurodeputato e componente della Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo, che ha affrontato le principali questioni legate al futuro dell'olivicoltura insieme al deputato barese Marco Lacarra. Ad aprire l'evento sono stati i saluti del segretario del Pd bitontino, Nino Colasanto, e del sindaco Francesco Paolo Ricci.
Il confronto si è sviluppato in una fase importante per le aziende agricole e per l'intera filiera pugliese, chiamate ad affrontare le prospettive della nuova stagione produttiva e le difficoltà di un settore strategico per l'economia del territorio.
Nel suo intervento, Bonaccini ha posto l'accento soprattutto sulla necessità di garantire che la qualità dichiarata corrisponda a quella effettiva del prodotto commercializzato. Un tema che, secondo l'eurodeputato, si intreccia direttamente con la concorrenza tra produttori e con la capacità dell'olio pugliese di distinguersi sui mercati. «L'utilizzo improprio della denominazione di olio extravergine d'oliva rappresenta una forma di concorrenza sleale. Il problema è anche quello dei controlli, che sono ancora troppo pochi», ha sottolineato, richiamando l'attenzione sulla necessità di rafforzare le verifiche a tutela dei produttori e dei consumatori.
Per Bonaccini, infatti, la competizione non può basarsi esclusivamente sui prezzi o sui costi di produzione. «Non vinceremo la sfida sul costo del lavoro, ma sulla qualità di ciò che produciamo», è stato il senso del suo ragionamento, con un richiamo alla necessità di valorizzare le caratteristiche dell'olio italiano e pugliese attraverso regole chiare e controlli efficaci.
Il nodo centrale resta quello della trasparenza commerciale: «Il tema è ciò che si scrive sull'etichetta e ciò che si trova davvero nel prodotto». Una questione che investe l'intera filiera, dalla produzione alla commercializzazione, e che rende fondamentale assicurare informazioni corrette e verificabili.
La difesa dell'olio extravergine, dunque, passa anche dalla capacità di contrastare pratiche scorrette e tutelare il lavoro delle aziende che investono sulla qualità. Un'esigenza particolarmente sentita in Puglia, dove l'olivicoltura rappresenta non soltanto una componente essenziale dell'economia agricola, ma anche un elemento distintivo del paesaggio e dell'identità produttiva regionale.

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