Antonella Vaccaro
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Politica

Antonella Vaccaro si dimette: «Scelgo di dedicarmi a crescita personale e familiare»

L'annuncio è avvenuto ieri durante l'ultima seduta del Consiglio comunale

Un nuovo scossone attraversa la maggioranza a Bitonto. Nel corso dell'ultimo Consiglio comunale, svoltosi ieri, la consigliera Antonella Vaccaro, storica esponente del Partito Democratico, ha annunciato le proprie dimissioni. Una decisione che arriva dopo mesi complessi, segnati anche dall'autosospensione della stessa Vaccaro e del collega Michelangelo Bratta dai Dem, nel pieno di una crisi interna alla maggioranza culminata con l'azzeramento della Giunta e la successiva ricomposizione dell'esecutivo. A prendere il suo posto sarà Peppino Siragusa, primo dei non eletti.

Nel suo intervento in aula, Vaccaro - al suo secondo mandato nella massima assise cittadina - ha spiegato le ragioni della decisione, intrecciando motivazioni personali e considerazioni politiche. «Mi dimetto. È una scelta che nasce da lontano», ha dichiarato, sottolineando come negli ultimi due anni la sua vita abbia preso «un'altra direzione» e «quando la vita cambia, bisogna avere il coraggio di scegliere. Io oggi scelgo. Con serenità, ma anche con consapevolezza».

Una scelta definita «serena ma consapevole», con cui la consigliera ha deciso di chiudere «una parentesi intensa, importante, a tratti anche difficile», per dedicarsi pienamente alla propria crescita personale, familiare e professionale. Vaccaro non ha nascosto, però, le difficoltà incontrate nel conciliare l'impegno politico con la vita personale. «Ho fatto tutto quello che potevo per esserci, anche da lontano», ha affermato, evidenziando però come alcune proposte avanzate per garantire una maggiore presenza non siano mai state accolte. Parole che lasciano intravedere anche una certa amarezza per dinamiche interne alla stessa maggioranza rimaste irrisolte.

Accanto alle motivazioni personali, la consigliera ha voluto ribadire anche una presa di distanza politica: «Non ho condiviso molte scelte e molte dinamiche di questa amministrazione. Non le ho condivise dall'inizio e non ho mai avuto difficoltà a dirlo». Nonostante ciò, Vaccaro ha rivolto un augurio di buon lavoro all'amministrazione e ai nuovi componenti della Giunta, riconoscendo la complessità del governare una città.

Particolarmente significativo il passaggio dedicato alle polemiche degli ultimi mesi. «Si è parlato troppo, e si è parlato male, della mia vita personale», ha denunciato, definendo «offensivo» ridurre sedici anni di impegno politico a «chiacchiere da bar». Un richiamo forte anche al valore della partecipazione politica, soprattutto in un momento storico segnato da disaffezione e astensionismo.

Nel suo intervento, Vaccaro ha ripercorso le tappe del proprio impegno, iniziato giovanissima. «Ho iniziato a fare politica a quindici anni», ha ricordato, rivendicando un percorso costruito nel tempo «con impegno, serietà e passione». Un passaggio accompagnato da numerosi ringraziamenti rivolti a figure politiche e personali che hanno segnato il suo cammino, tra cui lo stesso Bratta, citato come esempio di incoraggiamento e sostegno.

«Grazie a Peppino Sblendorio che mi ha insegnato a tenere insieme passione e razionalità. Grazie a Mimmo Colasanto che mi ha insegnato il valore del silenzio e della concretezza. Grazie a Pasquale Tufariello che mi ha fatto capire che "appartenere" significa esserci, sempre. Grazie ai miei fratelli che hanno creduto in me e nelle mie capacità - ha detto la consigliera -. Grazie a Michelangelo Bratta che mi ha aiutato ad essere coraggiosa. Grazie a Pinuccio Rossiello per avermi insegnato, infine, che arriva sempre il momento di fare un passo di lato. E questo è il mio momento. Grazie a tutti. Grazie alla città».

Nonostante le dimissioni, la consigliera ha voluto chiarire che non si tratta di un addio definitivo alla vita pubblica. «Il mio non è un addio. È un arrivederci», ha concluso, assicurando che continuerà a far sentire la propria voce e a sostenere chi ritiene meritevole di rappresentare la politica. Un'uscita di scena che si inserisce in un quadro politico ancora instabile e in evoluzione, mentre la maggioranza prova a ritrovare compattezza dopo settimane di tensioni, rimpasti e nuovi equilibri interni.
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