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Vita di città

«A Bitonto un monumento all'olivicoltore»

L'appello del professor Fiorino Tucci a erigere un'opera pubblica commemorativa dedicata al mondo dell'agricoltura locale

Un monumento di riconoscenza per gli olivicoltori. È la proposta di Nicola Fiorino Tucci - docente bitontino frequentemente impegnato in numerose attività di tipo culturale in città - accolta sulle pagine del foglio politico on line, Il Brigante a cura del Circolo "Ghino di Tacco".

«Si conclude in queste settimane un'attività millenaria che anima le nostre campagne e riempie di rumori e di odori le strade: la raccolta delle olive» scrive Fiorino Tucci nel suo intervento, secondo cui la categoria degli olivicoltori è «vittima di un vero e proprio genocidio lavorativo in quanto una spietata dinamica industriale fa di tutto per dimenticarne la funzione e l'importanza del singolo olivicoltore nella catena produttiva». Manca un riconoscimento, secondo il docente bitontino «manca un'attestazione, concreta e collettiva, di stima, di affetto, di riconoscenza. Un monumento cittadino. Ancor più necessario se pensiamo che nella tanto decantata Città degli olivi, oggi sostituita da uno speranzoso Città del Sollievo, ci sono monumenti dedicati al minatore, all' artigiano, al militare, al padre della patria, all'eroe, allo scienziato, al santo, al papa, all'uomo politico ed a quello di cultura ma non all'olivicoltore». Si tratterebbe di una grave mancanza di sensibilità, secondo Fiorino Tucci che «può essere colmata con l'impegno della cittadinanza tutta e della sua amministrazione per erigere un monumento all'olivicoltore, figura simbolo della cultura e della società, cui orgogliosamente apparteniamo».

L'intervento del docente bitontino, come detto, è stato pubblicato sulle pagine on line della rivista politica nata a novembre del 2020 «nell'ampia comunità Riformista della città di Bitonto», come hanno spiegato gli animatori dell'iniziativa in una nota stampa, «rendendo omaggio a colui che utilizzava questo pseudonimo per firmare i suoi articoli sull' Avanti!: abbiamo voluto indirettamente rendere omaggio a Bettino Craxi perché spesso ispiriamo a lui la nostra attività politica. Abbiamo scelto Ghino di Tacco perché noi, esattamente come Craxi, in questa esperienza saremo "franchi, diretti, quasi brutali", non ci fermeremo davanti alle difficoltà, difenderemo il nostro lavoro, la nostra autonomia e le nostre idee dal conformismo imperante e dal piattume intellettuale dilagante . Sapremo con questa esperienza solleticare menti eccellenti, stimolarle a dialogare tra loro per creare un laboratorio culturale finalizzato alla crescita dell'uomo. Per questo Ghino di Tacco. Saremo "nobili fuorilegge", corsari della cultura avanguardista e socialista. Perché di questo ha bisogno la nostra società: di pensiero socialista».

Percorrendo il «solco della prassi socialista», l'obiettivo è quello di passare «dalla costruzione di una identità ben precisa, il cui contributo più importante è fornito dalle pagine che ospitano queste righe, che sappia superare in ambito locale le barriere ideologiche e prospettare soluzioni atte a migliorare la vita quotidiana del cittadino. Consequenziale e vincente risulterà essere, da un punto di vista strettamente politico, l'edificazione di una rete civica socialista e progressista».
  • Agricoltura Bitonto
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