The Battle of Bitonto by Italian battle painter Giovanni Luigi Rocco. Museo del Ejercito, Toledo, c. 1750. <span>Foto [[File:Battle of Bitonto by Giovanni Luigi Rocco.jpg|thumb|Battle of Bitonto by </span>
The Battle of Bitonto by Italian battle painter Giovanni Luigi Rocco. Museo del Ejercito, Toledo, c. 1750. Foto [[File:Battle of Bitonto by Giovanni Luigi Rocco.jpg|thumb|Battle of Bitonto by
Cronaca

289 anni fa la storica battaglia di Bitonto

Cominciò il 25 maggio del 1734 e sancì l’indipendenza del Regno di Napoli e di Sicilia

Forse non tutti lo sanno, ma la festa patronale di Bitonto nasce da un episodio storico realmente accaduto. Si tratta del capitolo finale della lunga guerra che ha segnato profondamente la situazione geopolitica di tutta l'Europa e che ha visto combattere proprio a Bitonto l'ultima e decisiva battaglia che ha sancito la vittoria degli spagnoli sugli invasori austriaci.

Duecentottantanove anni fa, nel 1734, il Regno di Napoli e di Sicilia, furono riuniti in un'unica corona, quella borbonica, sotto l'egemonia del re Carlo III. La consacrazione politica e militare, dell'indipendenza raggiunta, avvenne proprio nella storica Battaglia di Bitonto, combattuta tra austriaci e spagnoli il 25 maggio 1734.

L'episodio bellico, consumatosi a Bitonto, faceva parte di un contesto più ampio, quello della guerra di successione polacca. Infatti, nel 1733, dopo la morte del re polacco Augusto II di Sassonia, esplose una nuova guerra proprio per la scelta del successore al trono. La Dieta polacca elesse Stanislao Leszczyński, suocero del nuovo re di Francia Luigi XV (1715-74). A questa scelta si opposero Austria e Russia, che candidarono il figlio del precedente re, Federico Augusto (Augusto III di Sassonia), e lo imposero con le armi, costringendo alla fuga Leszczyński, appoggiato dalla Francia, dalla Spagna e dai Savoia. Il conflitto si consumò soprattutto in Polonia e in Italia, proprio nel Regno di Napoli, che ormai da quattro secoli subiva il dominio straniero: aragonese, spagnolo e appunto austriaco.

Le truppe spagnole guidate dal generale Josè Carrillo de Albornoz, duca di Montemar, con uomini provenienti dal ducato di Parma, dal Granducato di Toscana e dalla Francia si diressero verso sud. Durante la discesa verso il meridione non trovarono alcuna opposizione da parte degli austriaci, che nel frattempo erano impegnati sul fronte polacco. La battaglia decisiva si combatté proprio a Bitonto, all'alba del 25 maggio 1734. Spagnoli e austriaci si fronteggiarono duramente, ma alla fine, furono proprio gli ispanici a conquistare la vittoria. Il giorno successivo gli austriaci, asserragliati, si arresero.

È proprio in questo contesto che si inserisce il cosiddetto 'miracolo dell'Immacolata', che, secondo la leggenda, apparve al generale Montemar e lo pregò di abbandonare la città senza distruggerla. Infatti, il comandante delle truppe spagnole desiderava punire Bitonto per aver aiutato gli austriaci nelle prime fasi del conflitto. La Vergine Maria avrebbe affermato: «non oltraggiare questa città, perché è la pupilla dei miei occhi e i cittadini sono figli miei!». Secondo il mito, alle parole della Madonna, anche il cavallo del generale si inchinò. Montemar fu nominato duca di Bitonto, e a perenne ricordo della battaglia e della storica vittoria fu eretto l'obelisco carolino, ordinato da Carlo III di Borbone, che si trova in Piazza XXVI maggio.

Madonna Immacolata appare al generale Montemar (stampa) di Avellino Vincenzo Maria (prima metà sec. XIX)



  • Battaglia di Bitonto
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