Vandalismo contro la Cattedrale e sull'obelisco: la condanna del sindaco di Bitonto

Ricci: «Grave episodio. Colpisce strafottenza»

venerdì 17 aprile 2026 10.49
A cura di Gianluca Battista
«Sono gesti da condannare e si spera nella reazione di tutta la comunità. Ciò che colpisce è la strafottenza di questi ragazzi, che sono tutti ovviamente 14enni, alcuni anche infra-quattordicenni, quindi nemmeno punibili».

Così il sindaco di Bitonto, Francesco Paolo Ricci, ha commentato quanto accaduto nella serata di ieri, 16 aprile, quando alcuni ragazzini hanno dapprima lanciato un casco contro la Concattedrale e poi si sono arrampicati impunemente sull'obelisco barocco dedicato all'Immacolata. Un'immagine pessima, ripresa da alcuni residenti e passanti, che ha subito fatto il giro del web ed ora quelle immagini sono al vaglio della Polizia di Stato.

«Si tratta di minori tutti conosciuti dai Servizi Sociali - ha spiegato Ricci -. Abbiamo segnalato l'accaduto alle autorità competenti e ci aspettiamo provvedimenti severi nei loro confronti, perché in altri casi, altri provvedimenti meramente preventivi e di assistenza, non hanno ahinoi funzionato. C'è bisogno pertanto di provvedimenti più drastici nei confronti di questi minori».

Il primo cittadino bitontino ha altresì inoltrato richiesta di confronto con il Tribunale dei Minorenni di Bari su queste tematiche afferenti le fasce più giovani della popolazione: «Agiscono spesso in branco e possono innescare talvolta reazioni più gravi - ha rimarcato Ricci - e c'è la necessità d adottare misure più drastiche. Va sottolineato - ha aggiunto - che noi non siamo contro quelle che sono le misure di prevenzione, ma abbiamo bisogno di comprendere anche quali altri misure possano essere adottate affinché episodi di questo tipo non si verifichino più».
Una posizione più che condivisibile, quella del sindaco, che va appoggiata da tutte le forze politiche, evitando divisioni in questo caso pretestuose. Da una parte ci deve essere la comunità civile, disposta anche a farsi carico di quanto non avviene in contesti degradati sul piano educativo; dall'altro la reazione convinta delle istituzioni e degli organi giudiziari con tutti gli strumenti di legge del caso.