Muore dopo due mesi di agonia: era rimasto ferito da un colpo d'arma da fuoco
L'uomo, un 42enne bitontino residente a Giovinazzo, era stata trovato ferito nelle campagne fra i due comuni. Al vaglio una perizia cadaverica
giovedì 14 maggio 2026
11.46
Non ce l'ha fatta un 42enne bitontino residente a Giovinazzo - G.S. le sue iniziali - che, circa due mesi fa, era trovato ferito da un colpo d'arma da fuoco, all'interno della propria auto nelle campagne al confine fra le due città. La salma è ora a disposizione dell'Autorità Giudiziaria che potrebbe disporre una perizia cadaverica.
Il decesso è avvenuto lunedì sera, dopo 61 giorni di agonia. L'uomo, infatti, originario di Bitonto, residente a Giovinazzo e che aveva fatto perdere le sue tracce già da alcuni giorni, fu ritrovato nella notte fra il 9 e il 10 marzo scorso all'interno della sua auto, una Dacia Duster, in un fondo agricolo nelle campagne al confine fra i due comuni. L'uomo, raggiunto dai suoi stessi familiari che non avevano più sue notizie, fu ritrovato in una pozza di sangue e trasportato in auto al Policlinico.
Il personale medico del nosocomio barese gli riscontrò una ferita toracica d'arma da fuoco, prima di stabilire il ricovero all'interno del reparto di Rianimazione: da allora era rimasto ricoverato in condizioni gravissime. Tre giorni fa, il decesso. Sul luogo dell'accaduto, intanto, intervennero gli agenti del Commissariato di P.S., a cui sono state affidate le indagini, che, all'interno dell'abitacolo, recuperarono pure una pistola, immediatamente sequestrata per gli accertamenti investigativi.
Sin dall'inizio gli investigatori hanno lavorato per ricostruire la dinamica dell'accaduto, cercando di chiarire se si fosse trattato di un gesto volontario, ascoltando i familiari dell'uomo. La Procura della Repubblica di Bari, intanto, nelle prossime ore potrebbe disporre una perizia cadaverica per far luce sulle cause della morte.
Il decesso è avvenuto lunedì sera, dopo 61 giorni di agonia. L'uomo, infatti, originario di Bitonto, residente a Giovinazzo e che aveva fatto perdere le sue tracce già da alcuni giorni, fu ritrovato nella notte fra il 9 e il 10 marzo scorso all'interno della sua auto, una Dacia Duster, in un fondo agricolo nelle campagne al confine fra i due comuni. L'uomo, raggiunto dai suoi stessi familiari che non avevano più sue notizie, fu ritrovato in una pozza di sangue e trasportato in auto al Policlinico.
Il personale medico del nosocomio barese gli riscontrò una ferita toracica d'arma da fuoco, prima di stabilire il ricovero all'interno del reparto di Rianimazione: da allora era rimasto ricoverato in condizioni gravissime. Tre giorni fa, il decesso. Sul luogo dell'accaduto, intanto, intervennero gli agenti del Commissariato di P.S., a cui sono state affidate le indagini, che, all'interno dell'abitacolo, recuperarono pure una pistola, immediatamente sequestrata per gli accertamenti investigativi.
Sin dall'inizio gli investigatori hanno lavorato per ricostruire la dinamica dell'accaduto, cercando di chiarire se si fosse trattato di un gesto volontario, ascoltando i familiari dell'uomo. La Procura della Repubblica di Bari, intanto, nelle prossime ore potrebbe disporre una perizia cadaverica per far luce sulle cause della morte.