Legge elettorale, Giovanni Procacci: «Le preferenze siano restituite ai cittadini»
Il senatore è favore del ritorno delle preferenze nell'elezione dei parlamentari e critica le posizioni di chi sostiene il sistema delle "liste bloccate"
mercoledì 8 luglio 2026
Il confronto sulla riforma della legge elettorale continua ad animare il dibattito politico nazionale e trova eco anche a Bitonto. A intervenire è l'ex senatore ed europarlamentare Giovanni Procacci, che attraverso un post pubblicato sui social esprime una netta presa di posizione a favore del ritorno delle preferenze nell'elezione dei parlamentari, criticando invece le posizioni di chi continua a sostenere il sistema delle cosiddette "liste bloccate".
Procacci prende spunto dalle discussioni che stanno accompagnando l'ipotesi di una nuova legge elettorale in vista delle prossime Elezioni politiche, puntando il dito contro quella che definisce «la solita manfrina» sul tema delle preferenze.
Secondo l'ex parlamentare, infatti, negli ultimi mesi sarebbero giunte da più parti richieste affinché il Partito Democratico si facesse promotore di una battaglia per consentire agli elettori di scegliere direttamente i propri rappresentanti. Un impegno che, a suo dire, non si sarebbe però tradotto in una posizione politica chiara. A suscitare le sue critiche è soprattutto un documento sottoscritto da alcune parlamentari, tra cui esponenti del Partito Democratico, che si esprimerebbe contro l'introduzione delle preferenze.
«Vogliono avere il seggio senza essere votate! Quote rosa = rendita senza consenso!», scrive Procacci, sostenendo che il sistema delle preferenze rappresenterebbe invece uno strumento di maggiore legittimazione democratica.
Nel suo intervento, l'ex senatore osserva inoltre come le donne impegnate nelle istituzioni locali siano già elette attraverso il voto di preferenza. «Poco importa se le loro colleghe consigliere regionali e comunali vengono elette con le preferenze e non sono poche! Il legislatore ha introdotto infatti la preferenza di genere che aiuta già molto le candidate donne!»
.
Da qui la critica all'ipotesi di ulteriori meccanismi di tutela nella composizione delle liste parlamentari. «Non basta! Vogliono essere considerate una riserva che le fa diventare parlamentari solo perché donne!», afferma Procacci.
L'ex europarlamentare ipotizza, inoltre, che dietro la contrarietà alle preferenze possano celarsi anche interessi di una parte della politica tradizionale. «Non lo so se dietro questa operazione c'è qualche maschietto terrorizzato dalle preferenze, magari non ancora stanco dei decenni trascorsi in Parlamento senza mai essere votato!».
Procacci conclude denunciando quella che considera una persistente mancanza di chiarezza sul tema della riforma elettorale, ribadendo come la possibilità per gli elettori di scegliere direttamente i propri rappresentanti resti una questione particolarmente sentita dall'opinione pubblica. «In un modo o nell'altro non si riesce mai a poter ottenere una posizione chiara! Soprattutto su un tema, come questo, molto sentito dai cittadini».
Procacci prende spunto dalle discussioni che stanno accompagnando l'ipotesi di una nuova legge elettorale in vista delle prossime Elezioni politiche, puntando il dito contro quella che definisce «la solita manfrina» sul tema delle preferenze.
Secondo l'ex parlamentare, infatti, negli ultimi mesi sarebbero giunte da più parti richieste affinché il Partito Democratico si facesse promotore di una battaglia per consentire agli elettori di scegliere direttamente i propri rappresentanti. Un impegno che, a suo dire, non si sarebbe però tradotto in una posizione politica chiara. A suscitare le sue critiche è soprattutto un documento sottoscritto da alcune parlamentari, tra cui esponenti del Partito Democratico, che si esprimerebbe contro l'introduzione delle preferenze.
«Vogliono avere il seggio senza essere votate! Quote rosa = rendita senza consenso!», scrive Procacci, sostenendo che il sistema delle preferenze rappresenterebbe invece uno strumento di maggiore legittimazione democratica.
Nel suo intervento, l'ex senatore osserva inoltre come le donne impegnate nelle istituzioni locali siano già elette attraverso il voto di preferenza. «Poco importa se le loro colleghe consigliere regionali e comunali vengono elette con le preferenze e non sono poche! Il legislatore ha introdotto infatti la preferenza di genere che aiuta già molto le candidate donne!»
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Da qui la critica all'ipotesi di ulteriori meccanismi di tutela nella composizione delle liste parlamentari. «Non basta! Vogliono essere considerate una riserva che le fa diventare parlamentari solo perché donne!», afferma Procacci.
L'ex europarlamentare ipotizza, inoltre, che dietro la contrarietà alle preferenze possano celarsi anche interessi di una parte della politica tradizionale. «Non lo so se dietro questa operazione c'è qualche maschietto terrorizzato dalle preferenze, magari non ancora stanco dei decenni trascorsi in Parlamento senza mai essere votato!».
Procacci conclude denunciando quella che considera una persistente mancanza di chiarezza sul tema della riforma elettorale, ribadendo come la possibilità per gli elettori di scegliere direttamente i propri rappresentanti resti una questione particolarmente sentita dall'opinione pubblica. «In un modo o nell'altro non si riesce mai a poter ottenere una posizione chiara! Soprattutto su un tema, come questo, molto sentito dai cittadini».