Danneggiati pannelli dedicati a donne della Resistenza, ANPI: «Gesto vigliacco»
La mostra è stata realizzata con il patrocinio del Comune di Bitonto
lunedì 11 maggio 2026
Vandali in azione, a Bitonto, contro i pannelli espositivi installati dall'ANPI in occasione delle celebrazioni per la festa della Liberazione d'Italia. Alcune delle installazioni collocate su corso Vittorio Emanuele II sarebbero state smontate e abbandonate durante la notte, provocando la dura reazione della sezione cittadina dell'associazione nazionale Partigiani d'Italia.
La mostra, realizzata con il patrocinio del Comune di Bitonto, era dedicata alle donne della Resistenza italiana e a tutte quelle figure femminili che, nel mondo, hanno combattuto e continuano a battersi per libertà, diritti, giustizia e pace.
Non una scelta casuale, sottolinea l'ANPI Bitonto, ma «una scelta politica, culturale e morale precisa», nata dalla volontà di mettere al centro «i volti e le storie di chi ha sfidato fascismi, guerre, oppressioni e discriminazioni».
Nel comunicato diffuso dopo l'accaduto, l'associazione parla apertamente di un attacco ai valori democratici e antifascisti rappresentati dall'esposizione. «Quei manifesti non erano semplice carta. Erano memoria. Erano testimonianza. Erano il volto della libertà conquistata contro la violenza e la sopraffazione».
Secondo l'ANPI, quanto avvenuto non può essere derubricato a semplice atto vandalico: «Smontarli e abbandonarli nella notte, come rifiuti, non è stato soltanto un gesto vandalico: è stato un gesto vigliacco contro ciò che quelle donne rappresentano ancora oggi». Parole dure anche sul significato simbolico dell'episodio: «Colpire quei volti significa provare a colpire la memoria collettiva, il diritto al dissenso, la cultura democratica e antifascista di questo Paese».
L'associazione, insieme all'amministrazione comunale, ha annunciato la presentazione di una denuncia alle autorità competenti affinché vengano individuati i responsabili del danneggiamento.
Nonostante l'accaduto, l'ANPI ribadisce la volontà di proseguire il proprio impegno sul territorio: «La storia insegna una cosa: la libertà può essere attaccata, mai cancellata». E ancora: «Il 25 aprile non è una ricorrenza vuota, ma una scelta quotidiana di libertà, giustizia e dignità».
La mostra, realizzata con il patrocinio del Comune di Bitonto, era dedicata alle donne della Resistenza italiana e a tutte quelle figure femminili che, nel mondo, hanno combattuto e continuano a battersi per libertà, diritti, giustizia e pace.
Non una scelta casuale, sottolinea l'ANPI Bitonto, ma «una scelta politica, culturale e morale precisa», nata dalla volontà di mettere al centro «i volti e le storie di chi ha sfidato fascismi, guerre, oppressioni e discriminazioni».
Nel comunicato diffuso dopo l'accaduto, l'associazione parla apertamente di un attacco ai valori democratici e antifascisti rappresentati dall'esposizione. «Quei manifesti non erano semplice carta. Erano memoria. Erano testimonianza. Erano il volto della libertà conquistata contro la violenza e la sopraffazione».
Secondo l'ANPI, quanto avvenuto non può essere derubricato a semplice atto vandalico: «Smontarli e abbandonarli nella notte, come rifiuti, non è stato soltanto un gesto vandalico: è stato un gesto vigliacco contro ciò che quelle donne rappresentano ancora oggi». Parole dure anche sul significato simbolico dell'episodio: «Colpire quei volti significa provare a colpire la memoria collettiva, il diritto al dissenso, la cultura democratica e antifascista di questo Paese».
L'associazione, insieme all'amministrazione comunale, ha annunciato la presentazione di una denuncia alle autorità competenti affinché vengano individuati i responsabili del danneggiamento.
Nonostante l'accaduto, l'ANPI ribadisce la volontà di proseguire il proprio impegno sul territorio: «La storia insegna una cosa: la libertà può essere attaccata, mai cancellata». E ancora: «Il 25 aprile non è una ricorrenza vuota, ma una scelta quotidiana di libertà, giustizia e dignità».