Case a un euro. Acquafredda: «Obiettivo raggiunto, ma si renda efficace il bando»

È l’invito del consigliere comunale Nicola Acquafredda, promotore dell’iniziativa volta al recupero di case nel centro storico in disuso

venerdì 4 settembre 2026
«È fondamentale che il Comune di Bitonto si attivi per la ricerca di tutti quei proprietari di immobili abbandonati che non vivono più qui e che difficilmente leggeranno il bando per il progetto "Case a un euro"».

È l'invito del consigliere comunale Nicola Acquafredda (Coraggio Bitonto), promotore dell'iniziativa volta al recupero di case in disuso ormai da anni nel centro storico della città. Un'iniziativa che, di recente, ha avuto finalmente il via libera con la pubblicazione dell'avviso pubblico rivolto ai proprietari: «Un avviso che arriva dopo un percorso politico e amministrativo durato tre anni e giunto ad esito positivo anche grazie alla costante collaborazione degli uffici comunali».

L'iniziativa si articola in due passaggi fondamentali. In una prima fase, i proprietari degli immobili in stato di abbandono dovranno sottoscrivere una manifestazione di interesse e consentire l'accesso alle strutture per le necessarie operazioni di messa in sicurezza. Successivamente si aprirà la fase d'acquisto, durante la quale chiunque sia interessato a rilevare e ristrutturare gli stabili potrà farlo alla cifra simbolica di un euro.

«La partenza del progetto non è una conquista personale, ma un obiettivo raggiunto per Bitonto e soprattutto per il nostro centro storico, un patrimonio così importante che abbiamo il dovere di valorizzare» dichiara Acquafredda, evidenziando il valore strategico della misura per la rigenerazione urbana, ma sottolineando il rischio che l'avviso pubblico non raggiunga i diretti interessati, poiché molti titolari degli stabili abbandonati non risiedono ormai da tempo in città. Una questione operativa cruciale, per cui il consigliere comunale ha già provveduto a chiedere chiarimenti al sindaco Francesco Paolo Ricci e alla sua giunta comunale: «Solo rendendo efficace questo progetto potremo recuperare un pezzo importante del patrimonio del nostro centro storico. Perché una casa recuperata non è solo una casa, ma è una famiglia che torna, è una strada che continua a vivere».