Assoluzioni e fuochi d'artificio a Bitonto. Abbaticchio: «Fate schifo»

È stato salutato così il ritorno a casa di Giuseppe Digiacomantonio. Il video, postato in rete, diventa virale su Facebook

martedì 3 dicembre 2019 19.50
A cura di Nicola Miccione
Fuochi d'artificio per festeggiare una scarcerazione, probabilmente quella di Giuseppe Digiacomantonio, per il quale la Cassazione ha annullato la sentenza con cui la Corte di Assise di Appello aveva confermato la condanna all'ergastolo, inflitta a uno dei tre presunti autori di due omicidi commessi a Bitonto nel 2007.

Fuochi d'artificio, nella città vecchia bitontina, probabilmente per salutare il ritorno a casa del fratellastro di Francesco Colasuonno, detto «Ciccio Cipriano», al quale la Cassazione ha annullato la condanna all'ergastolo per l'omicidio premeditato di Vito Napoli, ritenuto all'epoca elemento di spicco del gruppo criminale Conte, il tentato omicidio di Domenico Conte oltre al'omicidio ed all'occultamento del cadavere di Giuseppe Dellino, affiliato al clan Strisciuglio di Bari.

Fuochi d'artificio che, la sera del 4 novembre scorso, sono stati esplosi in modo da lanciare un messaggio forte ad affiliati e nemici, secondo il copione dei clan, che festeggiano così ogni scarcerazione importante. E quei fuochi d'artificio sono finiti sul web. Sì, perché le esplosioni colorate in cielo sono diventate note per un video girato in diretta e postato su una pagina aperta su Facebook, che non è passato inosservato ai detective bitontini, sempre con le antenne alzate.

Amara beffa, perché le batterie di fuochi pirotecnici (fuochi illegali, naturalmente fuorilegge perché manca l'autorizzazione di pubblica sicurezza, nda) sono state piazzate nella città vecchia di Bitonto, proprio dove il 30 dicembre 2017 perse la vita Anna Rosa Tarantino. Il video dei fuochi d'artificio, postato su Facebook il 4 novembre alle ore 19.33, è ben presto diventato virale in rete con 48 like, 26 commenti e 3 condivisioni nel giro di poco tempo.

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Nella città vecchia di Bitonto, feudo del clan Cipriano, il ritorno a casa di Giuseppe Digiacomantonio, non è passato davvero inosservato. Quei fuochi d'artificio a sorpresa non erano per una processione o una festa di quartiere, ma per un altro santo. E non bastava una bella festa in famiglia, no. Bisognava far conoscere a tutti il lieto evento della reimmissione il libertà. E dopo ogni scarcerazione eccellente aumenta il rischio che la criminalità si riorganizzi.

Lo sa bene Michele Abbaticchio, che commenta l'episodio: «Esce un video. Fuochi d'artificio in concomitanza con la scarcerazione di un pregiudicato bitontino, già famoso nel cognome e nei fatti. Sono certo che gli organi competenti stiano attenzionando il tutto, ma se fosse vero tutto quello che io penso, siamo difronte alla classica metodologia mafiosa dei festeggiamenti in strada, sottolineando che si vuole essere padroni della casa di tutti, non solo della propria».

«Tipica modalità di mentecatti che hanno festeggiato in questo modo la sconfitta delle Procure a Bari, Foggia e a Napoli. Vi dico solo una cosa: sappiate che ci fate schifo. Si. Esattamente. Il silenzio che vi circonda - conclude il primo cittadino di Bitonto - è dettato dall'opportunismo, più che dalla paura. Dalla sfiducia nella giustizia, più che dalle minacce. Ma sappiate che fate schifo. Fuori e dentro la vostra casa».

In primo e secondo grado Giuseppe Digiacomantonio era stato condannato all'ergastolo. Ora anche lui, assieme ad altri due imputati, dovrà essere nuovamente processato dalla Corte di Assise di Appello. L'uomo è tornato in libertà. Una scarcerazione eccellente festeggiata con esplosioni colorate in cielo.