Addio a Emma Bonino, il ricordo di Abbaticchio: «Il suo coraggio non può morire»
Il ricordo dell'ex sindaco di Bitonto, che alle Europee del 2019 fu candidato al suo fianco
sabato 12 settembre 2026
Emma Bonino è morta ieri mattina a Roma, a 78 anni, dopo una lunga malattia. Con lei scompare una delle figure cardine della politica italiana degli ultimi cinquant'anni: radicale, laica, femminista, parlamentare, ministra e commissaria europea, Bonino ha attraversato stagioni politiche profondamente diverse mantenendo come filo conduttore le battaglie per i diritti umani e civili, la libertà individuale, la democrazia e l'integrazione europea.
Una vita politica segnata da battaglie spesso controverse e difficili, dall'impegno per i diritti delle donne alla lotta contro l'aborto clandestino, dalla difesa dello Stato di diritto alla giustizia internazionale, fino all'impegno per un'Europa più unita e democratica. Una figura che, come ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha «impresso un segno nella vita della Repubblica».
A commemorarla, a Bitonto, è anche Michele Abbaticchio, ex sindaco della città, che ha affidato ai social un ricordo personale legato a un momento della sua esperienza politica. Era il 2019 quando Abbaticchio, insieme ad Alessio Pascucci e Federico Pizzarotti, partecipò alla nascita di Italia in Comune, movimento civico che in occasione delle elezioni europee aveva avanzato una proposta politica per «un'Europa più liberale, giusta, equa».
Fu in quella fase che arrivò la possibilità di una collaborazione con +Europa e, per Abbaticchio, l'occasione di incontrare personalmente Bonino. «Da candidato ebbi la fortuna di incontrare una donna che oggi ci lascia, leader di quel Movimento di idee e pluralismo in grado, in tante occasioni della Storia politica italiana, di mettere in discussione sfide che sembravano chiuse a chiunque. Ma non a lei», scrive l'ex sindaco.
Nel suo ricordo c'è soprattutto l'immagine di una donna capace di affrontare battaglie apparentemente impossibili senza arretrare. «Il coraggio di Emma Bonino non può morire perché un corpo, troppo esile e stanco per reggere la sua immensa forza d'animo, non ha più retto», sottolinea Abbaticchio, che definisce le sue parole «un monito per chi osa combattere contro la libertà di pensiero».
E proprio la voce di Bonino, diventata negli anni uno dei tratti distintivi della sua presenza pubblica, diventa nella memoria dell'ex sindaco il simbolo di un'eredità politica destinata a restare. «La sua flebile voce resta il ricordo di una memoria politica dal solco troppo profondo per essere lasciata nella polvere della superficialità», scrive.
Nel ricordo di Abbaticchio trova spazio anche un episodio personale legato a Bitonto. L'ex sindaco racconta di averla invitata in città per un confronto pubblico e di aver ricevuto da Bonino una risposta che oggi assume un significato particolare: «Ti ringrazio, ma non me la sento di affrontare questo viaggio. Oggi no. Domani tenterò ancora».
Una frase semplice, diventata il punto di partenza per il saluto dell'ex primo cittadino bitontino. «Tenteremo ancora di lottare. Da domani ancora di più», conclude Abbaticchio. E poi quelle ultime parole, essenziali, rivolte a una donna che per decenni ha fatto della battaglia politica una scelta personale: «Grazie di tutto».
La morte di Bonino arriva dopo il ricovero al Santo Spirito di Roma, avvenuto il 7 settembre per una crisi respiratoria. Dopo il passaggio dalla terapia intensiva a una struttura privata, le sue condizioni erano state definite delicate. Ieri mattina la notizia della scomparsa.
Una vita politica segnata da battaglie spesso controverse e difficili, dall'impegno per i diritti delle donne alla lotta contro l'aborto clandestino, dalla difesa dello Stato di diritto alla giustizia internazionale, fino all'impegno per un'Europa più unita e democratica. Una figura che, come ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha «impresso un segno nella vita della Repubblica».
A commemorarla, a Bitonto, è anche Michele Abbaticchio, ex sindaco della città, che ha affidato ai social un ricordo personale legato a un momento della sua esperienza politica. Era il 2019 quando Abbaticchio, insieme ad Alessio Pascucci e Federico Pizzarotti, partecipò alla nascita di Italia in Comune, movimento civico che in occasione delle elezioni europee aveva avanzato una proposta politica per «un'Europa più liberale, giusta, equa».
Fu in quella fase che arrivò la possibilità di una collaborazione con +Europa e, per Abbaticchio, l'occasione di incontrare personalmente Bonino. «Da candidato ebbi la fortuna di incontrare una donna che oggi ci lascia, leader di quel Movimento di idee e pluralismo in grado, in tante occasioni della Storia politica italiana, di mettere in discussione sfide che sembravano chiuse a chiunque. Ma non a lei», scrive l'ex sindaco.
Nel suo ricordo c'è soprattutto l'immagine di una donna capace di affrontare battaglie apparentemente impossibili senza arretrare. «Il coraggio di Emma Bonino non può morire perché un corpo, troppo esile e stanco per reggere la sua immensa forza d'animo, non ha più retto», sottolinea Abbaticchio, che definisce le sue parole «un monito per chi osa combattere contro la libertà di pensiero».
E proprio la voce di Bonino, diventata negli anni uno dei tratti distintivi della sua presenza pubblica, diventa nella memoria dell'ex sindaco il simbolo di un'eredità politica destinata a restare. «La sua flebile voce resta il ricordo di una memoria politica dal solco troppo profondo per essere lasciata nella polvere della superficialità», scrive.
Nel ricordo di Abbaticchio trova spazio anche un episodio personale legato a Bitonto. L'ex sindaco racconta di averla invitata in città per un confronto pubblico e di aver ricevuto da Bonino una risposta che oggi assume un significato particolare: «Ti ringrazio, ma non me la sento di affrontare questo viaggio. Oggi no. Domani tenterò ancora».
Una frase semplice, diventata il punto di partenza per il saluto dell'ex primo cittadino bitontino. «Tenteremo ancora di lottare. Da domani ancora di più», conclude Abbaticchio. E poi quelle ultime parole, essenziali, rivolte a una donna che per decenni ha fatto della battaglia politica una scelta personale: «Grazie di tutto».
La morte di Bonino arriva dopo il ricovero al Santo Spirito di Roma, avvenuto il 7 settembre per una crisi respiratoria. Dopo il passaggio dalla terapia intensiva a una struttura privata, le sue condizioni erano state definite delicate. Ieri mattina la notizia della scomparsa.