La Polizia di Stato
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Cronaca

Minniti e i 100 uomini, Coisp e Consap all’attacco: «Solo misure spot»

«Per coprire le emergenze di Bitonto, si è fatto ricorso alle già poche risorse presenti sul territorio»

«I cento uomini promessi a Bitonto? Tolti da altri uffici in sofferenza». I sindacati di Polizia Coisp e Consap tornano a protestare, mettendo in evidenza soprattutto la situazione di Bitonto: «La verità è che per coprire le emergenze di Bitonto, si è fatto ricorso alle già poche risorse presenti sul territorio».

«Abbiamo assistito negli ultimi mesi - si legge nel comunicato stampa - a dichiarazioni rassicuranti da parte del ministro dell'Interno Minniti, dichiarazioni rese a caldo dopo fatti criminosi che hanno coinvolto e sconvolto l'opinione pubblica per quanto accaduto a Foggia, poi a Bitonto e nei giorni scorsi a Napoli con le baby gang.

La parola magica è sempre la stessa: 100, cento uomini subito, cento uomini presto, cento uomini a supporto. La percezione di insicurezza è invece dilagante e non bastano statistiche costruite ad hoc a colmare un vuoto che continua a fare morti, tra la gente comune e, anche, tra chi è preposto a garantire sicurezza. I cittadini hanno perso fiducia nelle istituzioni e si continua a sottovalutare il problema.

Oggi, dopo quasi un secolo, abbiamo ancora chi vuole risolvere il problema dell'ordine pubblico e sicurezza con slogan anacronistici e misure spot. La percezione di insicurezza è ormai dilagante e non bastano statistiche costruite ad hoc a colmare un vuoto che continua a fare morti, tra la gente comune e, anche, tra chi è preposto a garantire sicurezza.

I cittadini hanno perso fiducia nelle istituzioni e si continua a sottovalutare il problema. Ci chiediamo - incalzano i segretari provinciali dei sindacati di polizia Coisp e Consap - ma se le forze dell'ordine non sono tutelate come si può pretendere che ogni cittadino faccia la sua parte? Siamo alla follia».

I sindacati di Polizia mettono in evidenza soprattutto la situazione di Bitonto: «La verità è che per coprire le emergenze di Bitonto, i ben pensanti hanno fatto ricorso alle già poche risorse presenti sul territorio. I commissariati di Provincia e la Questura di Bari quotidianamente si vedono costretti ad inviare personale a Bitonto.

Il risultato? Che vengono sguarniti uffici già sofferenti per dare supporto alle emergenze sacrificando il controllo del territorio. Canosa di Puglia, Corato, non possono garantire un controllo del territorio sulle 24 ore e, spesso, per sopperire a tale mancanza, lo Stato si avvale del contributo degli Istituti di vigilanza privata».

Un problema che non riguarda solo il caso specifico di Bitonto, ma tutta l'area metropolitana e soprattutto il capoluogo: «A Bari, le Volanti sono insufficienti per coprire un territorio così vasto e, addirittura, mancano le divise per vestire i poliziotti. Massimo rispetto per questi uomini volenterosi, cui va il nostro ringraziamento, l'ordine pubblico e sicurezza deve e dovrebbe rimanere una priorità dello Stato.

E non inventiamoci l'impiego dell'Esercito. Uomini preparati per missioni di pace o per interventi in paesi dove c'è la guerra che sarebbero sviliti per la loro preparazione e nella loro funzione solo per gettare fumo negli occhi alla cittadinanza. È ora di dire basta a questa "truffa" commessa in danno dei cittadini! Delle misure last minute e assolutamente inefficienti ne abbiamo piene le tasche.

Cento uomini nella provincia di Bari? E cento uomini siano. Prossimamente saranno effettuati i tanto attesi trasferimenti ministeriali. Basta con le briciole, manteniamo le promesse e diamo alla Puglia la possibilità di avere sul territorio nuove forze. Non dimentichiamo che ci sono uomini che attendono di rientrare da oltre 15 anni in Puglia.

Questo è il momento di dimostrare quanto lo Stato si interessi al territorio. Il Capo della Polizia, il nostro capo, sarà a Trani e a Barletta, per commemorare i nostri defunti. Di questo lo ringraziamo. Però, almeno per una volta, - conclude la nota - proviamo a ricordarci dei vivi, magari. In fondo, siamo ancora in tempo».
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