Bar-n-out. <span>Foto Cooperativa Zip.H</span>
Bar-n-out. Foto Cooperativa Zip.H
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Compie un anno "Bar-n-out", il bar gestito dai ragazzi con disabilità

Il progetto coinvolge gli ospiti della cooperativa Zip.H in un percorso educativo e riabilitativo

«Il mio sogno è di aprire un bar tutto mio». Sono le parole di uno dei ragazzi impegnati nel progetto Bar-n-out, il bar-angolo di cura aperto un anno fa all'interno della cooperativa Zip.H, realtà che, da anni, si occupa della cura e dell'assistenza a persone con disabilità. Progetto che ha compiuto il suo primo compleanno e che coinvolge gli ospiti della cooperativa in un percorso educativo e riabilitativo, che ha rappresentato, in dodici mesi, un'importante occasione di crescita personale e collettiva per i ragazzi coinvolti.

Spazio di inclusione, benessere e integrazione sociale, il Bar-n-out è un bar "speciale", gestito da dieci ragazzi provenienti dai centri diurni Zorba e Crisalide e dal Centro di Educazione al Lavoro che, da un anno, hanno l'occasione di cimentarsi in un percorso strutturato di avvicinamento al lavoro. Il bar si trova all'interno della sede della cooperativa, nell'ex Istituto Maria Cristina di Savoia. L'attività si articola settimanalmente tra la spesa nei negozi del territorio, la preparazione e la vendita dei prodotti, con il ricavato reinvestito interamente nel progetto stesso.

In questo primo anno, il bar è diventato un luogo simbolico di cura reciproca, dove i ragazzi non sono solo destinatari di servizi, ma protagonisti attivi, capaci di accogliere, servire e prendersi cura degli altri. Un'esperienza che favorisce lo sviluppo di competenze sociali, relazionali e cognitive, rafforzando l'autonomia e il senso di responsabilità dei partecipanti e che mostra come la fragilità, se accompagnata e valorizzata, possa trasformarsi in risorsa per l'intera comunità.

«Questa iniziativa nasce per i nostri ragazzi con l'obiettivo di educarli al lavoro, aiutandoli a sviluppare competenze utili per avere una reale possibilità di inserimento nel mondo lavorativo – spiega Dominga Masellis, educatrice della Cooperativa Zip.H e referente del progetto Bar-n-out -. È un progetto pensato per accompagnarli in un percorso di crescita. Già dal nome si intuisce il senso dell'iniziativa: Bar 'n out vuole essere una "coccola", non solo per i ragazzi ma anche per noi operatori, che spesso ci troviamo ad affrontare situazioni complesse. In questo scambio, sono proprio i ragazzi a regalarci questa coccola, attraverso il loro impegno e i loro progressi. In questo primo anno sono cresciuti tantissimo».

«All'inizio non è stato semplice: c'era confusione, soprattutto nella gestione dei ruoli e delle diverse mansioni - chiarisce Masellis -. Ma si sono messi in gioco, hanno dimostrato grande spirito di volontà e iniziativa, mettendo in campo le loro doti e le loro potenzialità. Oggi riescono a rapportarsi con il pubblico in autonomia e a svolgere le attività quotidiane legate al lavoro del bar, sempre con il giusto supporto. Assumersi una responsabilità di tipo lavorativo li aiuta moltissimo, soprattutto dal punto di vista dell'autostima. Si sentono utili, responsabili, amati, e allo stesso tempo desiderano dimostrare ciò che sanno fare e quanto valgono attraverso il loro lavoro. Questo progetto li aiuta davvero tanto, sia nella crescita personale sia nella valorizzazione delle loro capacità».
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