"Città degli Ulivi" indisponibile, Orlino: «Una disorganizzazione difficile da accettare»
L'intervento del presidente neroverde a margine della gara tra Bitonto e Ostuni
lunedì 26 ottobre 2026
15.00
Il pareggio casalingo per 1-1 contro l'Ostuni, nella decima giornata del campionato di Eccellenza pugliese, lascia più di un motivo di riflessione in casa Bitonto. A prendere la parola, nel postpartita, è il presidente Antonello Orlino, che al termine della gara non nasconde il proprio malcontento, tornando prima sulle difficoltà organizzative che hanno costretto i neroverdi a giocare al campo sportivo di San Pio anziché al «Città degli Ulivi», per poi soffermarsi sulle questioni tecniche di una squadra che fatica a raccogliere quanto produce.
Il primo affondo riguarda proprio la gestione dell'impianto sportivo di via Megra e la comunicazione arrivata a ridosso della partita. Dopo quattro anni di difficoltà e di gare disputate lontano dalla propria casa, la prospettiva di dover nuovamente cambiare campo ha alimentato la protesta della tifoseria e la dura presa di posizione del gruppo ultras Nucleo Compatto Bitonto 2013. Orlino si unisce alle perplessità dei sostenitori e pone una domanda destinata a far discutere: «A volte sembra quasi che gli sforzi della dirigenza e dei tifosi diano fastidio a qualcuno. Vorremmo sapere chiaramente se il Bitonto Calcio rappresenta un problema per la città».
Il presidente punta il dito soprattutto sui tempi con cui è stata comunicata l'indisponibilità del «Città degli Ulivi», che ha costretto la società a individuare una soluzione alternativa a pochi giorni dall'impegno di campionato. «Non è possibile lavorare con tanti sacrifici per creare entusiasmo e riportare la gente allo stadio, per poi ricevere appena tre giorni prima della partita un avviso che ci impone di trovare un altro campo. Nel 2026 una simile disorganizzazione è difficile da accettare», sottolinea Orlino, che non risparmia la propria amarezza per una vicenda che continua a tenere il Bitonto lontano dalla normalità che dovrebbe accompagnare l'attività di una società calcistica.
Nel mezzo della polemica, il numero uno neroverde tiene però a rivolgere un ringraziamento alla controparte sportiva: «Ringrazio il presidente e tutta la dirigenza dell'Ostuni, che hanno collaborato con noi per trovare una soluzione». Un riconoscimento per la disponibilità mostrata dal club salentino in una situazione che ha richiesto un intervento rapido per consentire lo svolgimento della gara.
Dalle difficoltà organizzative al campo, però, il problema del Bitonto resta anche quello dei punti perduti. Contro l'Ostuni, la squadra di mister Modesto aveva trovato il vantaggio nella ripresa grazie al rigore trasformato dal capitano Loris Palazzo al 61', dopo che gli ospiti erano rimasti in inferiorità numerica per l'espulsione del difensore Fortunato nel primo tempo. Con un uomo in più e il risultato dalla propria parte, i neroverdi sembravano avere l'occasione giusta per tornare alla vittoria. Al 78', invece, Ferrante ha ristabilito la parità, condannando i padroni di casa a un altro pareggio dal sapore amaro.
Un copione che si inserisce in una fase complicata della stagione. Dopo le vittorie contro Brilla Campi e Novoli, il Bitonto ha rallentato, incassando le sconfitte contro Unione Calcio Bisceglie, Ugento e Soccer Trani, intervallate dal 2-2 casalingo con il Galatina. Il pareggio con l'Ostuni conferma dunque una difficoltà che va oltre il singolo episodio: la squadra fatica a chiudere le partite e proteggere situazioni favorevoli.
Orlino non cerca alibi e individua nella giovane età del gruppo uno degli aspetti da considerare, senza però trasformarlo in una giustificazione. «Sappiamo di avere una rosa molto giovane e non particolarmente ampia. Stiamo lavorando per inserire un paio di elementi che possano aumentare il livello di esperienza e dare un contributo importante alla squadra», spiega il presidente, anticipando la possibilità di intervenire sul mercato per rendere il gruppo più attrezzato ad affrontare le difficoltà del campionato.
Il rammarico è accentuato dalla sensazione che alcuni errori si stiano ripetendo. Dopo il pareggio con il Galatina, la trasferta di Trani aveva lasciato l'amarezza per il gol subito allo scadere, mentre contro l'Ostuni è stato il pareggio di Ferrante a vanificare il vantaggio conquistato da Palazzo. «Speravo che dopo la batosta contro il Galatina avessimo imparato qualcosa, ma dobbiamo ancora lavorare sulla cattiveria agonistica. La squadra non ha giocato male, però non possiamo continuare a sprecare così tanti punti», è il messaggio netto di Orlino.
Parole che fotografano il momento dei neroverdi: una formazione capace di costruire situazioni favorevoli, ma ancora troppo fragile quando si tratta di gestire i passaggi decisivi della gara. Il Bitonto ha raccolto finora 12 punti in dieci giornate, con tre vittorie, tre pareggi e quattro sconfitte, e occupa la dodicesima posizione in classifica. Un bottino che non rispecchia le ambizioni e che impone una reazione, soprattutto in vista dei prossimi impegni.
La priorità sarà ritrovare concretezza e continuità, evitando che prestazioni discrete si trasformino sistematicamente in occasioni mancate. L'eventuale arrivo di nuovi elementi potrebbe contribuire a dare maggiore esperienza a un gruppo che, come sottolineato dalla dirigenza, ha bisogno di maturare in fretta. Ma serviranno anche maggiore attenzione, personalità e capacità di gestire il vantaggio: qualità che, evidentemente, nelle ultime settimane sono venute meno nei momenti cruciali.
Il primo affondo riguarda proprio la gestione dell'impianto sportivo di via Megra e la comunicazione arrivata a ridosso della partita. Dopo quattro anni di difficoltà e di gare disputate lontano dalla propria casa, la prospettiva di dover nuovamente cambiare campo ha alimentato la protesta della tifoseria e la dura presa di posizione del gruppo ultras Nucleo Compatto Bitonto 2013. Orlino si unisce alle perplessità dei sostenitori e pone una domanda destinata a far discutere: «A volte sembra quasi che gli sforzi della dirigenza e dei tifosi diano fastidio a qualcuno. Vorremmo sapere chiaramente se il Bitonto Calcio rappresenta un problema per la città».
Il presidente punta il dito soprattutto sui tempi con cui è stata comunicata l'indisponibilità del «Città degli Ulivi», che ha costretto la società a individuare una soluzione alternativa a pochi giorni dall'impegno di campionato. «Non è possibile lavorare con tanti sacrifici per creare entusiasmo e riportare la gente allo stadio, per poi ricevere appena tre giorni prima della partita un avviso che ci impone di trovare un altro campo. Nel 2026 una simile disorganizzazione è difficile da accettare», sottolinea Orlino, che non risparmia la propria amarezza per una vicenda che continua a tenere il Bitonto lontano dalla normalità che dovrebbe accompagnare l'attività di una società calcistica.
Nel mezzo della polemica, il numero uno neroverde tiene però a rivolgere un ringraziamento alla controparte sportiva: «Ringrazio il presidente e tutta la dirigenza dell'Ostuni, che hanno collaborato con noi per trovare una soluzione». Un riconoscimento per la disponibilità mostrata dal club salentino in una situazione che ha richiesto un intervento rapido per consentire lo svolgimento della gara.
Dalle difficoltà organizzative al campo, però, il problema del Bitonto resta anche quello dei punti perduti. Contro l'Ostuni, la squadra di mister Modesto aveva trovato il vantaggio nella ripresa grazie al rigore trasformato dal capitano Loris Palazzo al 61', dopo che gli ospiti erano rimasti in inferiorità numerica per l'espulsione del difensore Fortunato nel primo tempo. Con un uomo in più e il risultato dalla propria parte, i neroverdi sembravano avere l'occasione giusta per tornare alla vittoria. Al 78', invece, Ferrante ha ristabilito la parità, condannando i padroni di casa a un altro pareggio dal sapore amaro.
Un copione che si inserisce in una fase complicata della stagione. Dopo le vittorie contro Brilla Campi e Novoli, il Bitonto ha rallentato, incassando le sconfitte contro Unione Calcio Bisceglie, Ugento e Soccer Trani, intervallate dal 2-2 casalingo con il Galatina. Il pareggio con l'Ostuni conferma dunque una difficoltà che va oltre il singolo episodio: la squadra fatica a chiudere le partite e proteggere situazioni favorevoli.
Orlino non cerca alibi e individua nella giovane età del gruppo uno degli aspetti da considerare, senza però trasformarlo in una giustificazione. «Sappiamo di avere una rosa molto giovane e non particolarmente ampia. Stiamo lavorando per inserire un paio di elementi che possano aumentare il livello di esperienza e dare un contributo importante alla squadra», spiega il presidente, anticipando la possibilità di intervenire sul mercato per rendere il gruppo più attrezzato ad affrontare le difficoltà del campionato.
Il rammarico è accentuato dalla sensazione che alcuni errori si stiano ripetendo. Dopo il pareggio con il Galatina, la trasferta di Trani aveva lasciato l'amarezza per il gol subito allo scadere, mentre contro l'Ostuni è stato il pareggio di Ferrante a vanificare il vantaggio conquistato da Palazzo. «Speravo che dopo la batosta contro il Galatina avessimo imparato qualcosa, ma dobbiamo ancora lavorare sulla cattiveria agonistica. La squadra non ha giocato male, però non possiamo continuare a sprecare così tanti punti», è il messaggio netto di Orlino.
Parole che fotografano il momento dei neroverdi: una formazione capace di costruire situazioni favorevoli, ma ancora troppo fragile quando si tratta di gestire i passaggi decisivi della gara. Il Bitonto ha raccolto finora 12 punti in dieci giornate, con tre vittorie, tre pareggi e quattro sconfitte, e occupa la dodicesima posizione in classifica. Un bottino che non rispecchia le ambizioni e che impone una reazione, soprattutto in vista dei prossimi impegni.
La priorità sarà ritrovare concretezza e continuità, evitando che prestazioni discrete si trasformino sistematicamente in occasioni mancate. L'eventuale arrivo di nuovi elementi potrebbe contribuire a dare maggiore esperienza a un gruppo che, come sottolineato dalla dirigenza, ha bisogno di maturare in fretta. Ma serviranno anche maggiore attenzione, personalità e capacità di gestire il vantaggio: qualità che, evidentemente, nelle ultime settimane sono venute meno nei momenti cruciali.