Spiava i conti di Mattarella e Meloni, chiusa l’inchiesta sull’ex bancario Coviello

Per anni l'uomo, di Bitonto, avrebbe monitorato in maniera «occulta, sistematica e prolungata» dati sensibili e finanziari: è stato licenziato

martedì 15 settembre 2026 12.13
A cura di Nicola Miccione
La Procura della Repubblica di Bari ha chiuso le indagini sull'ex dipendente di Intesa Sanpaolo, il 54enne Vincenzo Coviello, già addetto alla sede Agribusiness di Bisceglie e licenziato nell'agosto 2024: all'indagato vengono oggi contestati, in una unica cornice accusatoria, i reati di accesso abusivo al sistema informatico.

L'uomo, infatti, dal 2020 al 2024, avrebbe effettuato accessi abusivi e sistematici ai dati di 3.572 correntisti, tra cui alte cariche dello Stato: tra le vittime di questa vera e propria attività di spionaggio patrimoniale figurano le sorelle Giorgia e Arianna Meloni, l'ex della premier Andrea Giambruno, il ministro Guido Crosetto, gli ex premier Matteo Renzi, Enrico Letta e Mario Draghi, ma anche Antonio Decaro, Michele Emiliano, Nichi Vendola e personaggi noti del mondo dello spettacolo.

All'indagine, durata oltre due anni, ha partecipato pure la Direzione Nazionale Antimafia. All'uomo, di Bitonto, sono contestati i reati di accesso abusivo a sistema informatico o telematico. Per la Procura, l'ex dipendente ha esposto a un grave rischio «non solo il diritto alla riservatezza dei singoli, ma la stessa sicurezza delle istituzioni». Altri 7 dipendenti di Intesa - non si tratta di cittadini pugliesi - sono indagati per essersi resi protagonisti delle stesse condotte contestate a Coviello.

Le loro condotte sono il «sintomo di una preoccupante vulnerabilità al fascino della curiosità illecita o del dossieraggio, seppur non rivolte ad obiettivi istituzionali sensibili». La loro posizione, però, è stata formalmente stralciata e i relativi fascicoli trasmessi per competenza alle altre sedi giudiziarie dislocate sul territorio.