Tensostruttura, Acquafredda: «Errore progettuale di 1,30 metri e ritardo di due anni»

Il consigliere riferisce di aver sollevato la questione già a gennaio scorso senza ottenere riscontri

martedì 30 giugno 2026 11.30
«Un errore di un metro e trenta centimetri scoperto a lavori avviati e irresponsabilmente tralasciato». È la denuncia del consigliere comunale Nicola Acquafredda, che torna a puntare i riflettori sulla realizzazione della tensostruttura tra il piazzale della piscina comunale e il polisportivo Rossiello.

Secondo Acquafredda, l'opera, dal valore di quasi un milione e mezzo di euro di fondi pubblici e prevista in consegna nel 2024, si trova ancora incompleta, con un ritardo di due anni. Ma, a suo dire, l'aspetto più grave riguarderebbe un errore progettuale: tra il piazzale della piscina e il polisportivo esisterebbe, infatti, un dislivello di un metro e trenta centimetri che non sarebbe stato preso in considerazione in fase di progettazione.

«Ad oggi non sappiamo ancora come verrà superata questa differenza di quota e come sarà possibile raggiungere la tensostruttura dal piazzale della piscina comunale» afferma il consigliere che, ricostruendo l'iter dei lavori, sottolinea che l'impresa esecutrice avrebbe segnalato il problema al responsabile unico del procedimento e direttore dei lavori, l'ingegnere Nicola Mercurio, appena due settimane dopo l'avvio del cantiere. Da quel momento, secondo il consigliere, i lavori sarebbero stati sospesi e successivamente ripresi e nuovamente sospesi per altre tre volte, «senza che venisse mai predisposta una perizia di variante».

Il consigliere riferisce inoltre di aver sollevato la questione già a gennaio scorso con i referenti politici dell'amministrazione, senza ottenere riscontri, e di aver successivamente convocato l'ingegnere Mercurio in Terza Commissione consiliare per chiedere chiarimenti.

In quella sede, riferisce Acquafredda, il responsabile del procedimento avrebbe annunciato la redazione della perizia di variante: «Ma ad oggi ancora non esiste. Una decisione così delicata sarebbe stata assunta senza ordini di servizio, senza perizia di variante e senza alcun documento ufficiale. È il modo in cui vengono gestite le cose a Bitonto – conclude Acquafredda –. Dobbiamo avere il coraggio di far emergere sia le responsabilità tecniche sia quelle politiche. Bitonto merita di meglio».