Parcheggio in piazza Marconi, Coraggio: «Nessun confronto con cittadini e nessuna visione»
L’associazione esprime forti perplessità: «Scelta destinata a modificare una delle piazze principali della città»
mercoledì 23 settembre 2026
«Una scelta destinata a modificare una delle piazze principali della città presa senza prima consultare chi quella piazza la vive ogni giorno e senza che il Comune abbia mai sviluppato una propria idea su dove quel parcheggio vada realizzato».
L'associazione Coraggio Bitonto esprime forti perplessità dopo che, con delibera di Giunta 162 del 24 luglio 2026, il Comune di Bitonto ha riconosciuto il preliminare interesse pubblico alla proposta di project financing per la realizzazione di un parcheggio interrato in piazza Marconi: tre livelli, 382 posti auto, concessione della durata minima di quarant'anni.
«Un'operazione di rilevanza economica considerevole, sopra la soglia comunitaria, che merita un confronto pubblico, prima che il procedimento prosegua» sottolinea Giovanni Brindicci, vicepresidente del gruppo.
La proposta fu presentata dal proponente già nel luglio 2025, ma – sottolinea Brindicci - per ben dodici mesi è stata tenuta al riparo da qualsiasi confronto pubblico: «Nessun confronto con la cittadinanza, nessun coinvolgimento delle associazioni di categoria, dei commercianti della zona, degli ordini professionali, degli stakeholder che quotidianamente vivono o operano intorno a piazza Marconi. Poi, il 24 luglio 2026, la giunta ha deliberato in un colpo solo: riconoscimento dell'interesse pubblico, nomina del Rup, avvio della procedura. Nel testo dell'atto si mette perfino in conto un contributo finanziario a carico dell'ente locale in aggiunta all'uso del suolo pubblico, il tutto a fronte di una proposta ancora priva di un piano economico-finanziario trasparente che giustifichi un vincolo lungo quattro decenni».
Per il vicepresidente di Coraggio Bitonto si tratta di una decisione che avrebbe meritato, prima ancora che un atto di giunta, un percorso di ascolto: «Non è una questione di forma: un'opera di queste dimensioni e di questa durata cambia il volto e l'uso di uno spazio pubblico centrale. I cittadini hanno il diritto di saperlo e di dire la propria prima che si arrivi a un atto formale, non dopo».
Per non parlare dell'assenza di un piano economico-finanziario, a fronte di un impegno così lungo e della disponibilità del Comune di mettere a disposizione risorse pubbliche: «Il Comune si dichiara disponibile a compartecipare finanziariamente a un intervento proposto da un privato. Su questa disponibilità di principio - la sua entità, le sue condizioni, la sua compatibilità con gli equilibri di bilancio - la città non è stata informata né consultata».
Ma c'è anche un altro problema: «Pur essendo innegabile l'emergenza parcheggi a Bitonto, un'amministrazione in carica da quattro anni avrebbe dovuto guidare lo sviluppo urbanistico individuando le aree idonee con una propria istruttoria tecnica e urbanistica, invece di subire passivamente la convenienza del privato e ratificare la scelta del luogo senza avere una visione autonoma. È accettabile che la localizzazione di un'infrastruttura sia decisa dalla convenienza di chi la propone e non da una valutazione autonoma del Comune?».
Brindicci annuncia, dunque, la volontà di Coraggio Bitonto di chiedere, tramite il consigliere Nicola Acquafredda, formali chiarimenti in consiglio comunale.
L'associazione Coraggio Bitonto esprime forti perplessità dopo che, con delibera di Giunta 162 del 24 luglio 2026, il Comune di Bitonto ha riconosciuto il preliminare interesse pubblico alla proposta di project financing per la realizzazione di un parcheggio interrato in piazza Marconi: tre livelli, 382 posti auto, concessione della durata minima di quarant'anni.
«Un'operazione di rilevanza economica considerevole, sopra la soglia comunitaria, che merita un confronto pubblico, prima che il procedimento prosegua» sottolinea Giovanni Brindicci, vicepresidente del gruppo.
La proposta fu presentata dal proponente già nel luglio 2025, ma – sottolinea Brindicci - per ben dodici mesi è stata tenuta al riparo da qualsiasi confronto pubblico: «Nessun confronto con la cittadinanza, nessun coinvolgimento delle associazioni di categoria, dei commercianti della zona, degli ordini professionali, degli stakeholder che quotidianamente vivono o operano intorno a piazza Marconi. Poi, il 24 luglio 2026, la giunta ha deliberato in un colpo solo: riconoscimento dell'interesse pubblico, nomina del Rup, avvio della procedura. Nel testo dell'atto si mette perfino in conto un contributo finanziario a carico dell'ente locale in aggiunta all'uso del suolo pubblico, il tutto a fronte di una proposta ancora priva di un piano economico-finanziario trasparente che giustifichi un vincolo lungo quattro decenni».
Per il vicepresidente di Coraggio Bitonto si tratta di una decisione che avrebbe meritato, prima ancora che un atto di giunta, un percorso di ascolto: «Non è una questione di forma: un'opera di queste dimensioni e di questa durata cambia il volto e l'uso di uno spazio pubblico centrale. I cittadini hanno il diritto di saperlo e di dire la propria prima che si arrivi a un atto formale, non dopo».
Per non parlare dell'assenza di un piano economico-finanziario, a fronte di un impegno così lungo e della disponibilità del Comune di mettere a disposizione risorse pubbliche: «Il Comune si dichiara disponibile a compartecipare finanziariamente a un intervento proposto da un privato. Su questa disponibilità di principio - la sua entità, le sue condizioni, la sua compatibilità con gli equilibri di bilancio - la città non è stata informata né consultata».
Ma c'è anche un altro problema: «Pur essendo innegabile l'emergenza parcheggi a Bitonto, un'amministrazione in carica da quattro anni avrebbe dovuto guidare lo sviluppo urbanistico individuando le aree idonee con una propria istruttoria tecnica e urbanistica, invece di subire passivamente la convenienza del privato e ratificare la scelta del luogo senza avere una visione autonoma. È accettabile che la localizzazione di un'infrastruttura sia decisa dalla convenienza di chi la propone e non da una valutazione autonoma del Comune?».
Brindicci annuncia, dunque, la volontà di Coraggio Bitonto di chiedere, tramite il consigliere Nicola Acquafredda, formali chiarimenti in consiglio comunale.